By: Davide Cappelli Acceso: febbraio 02, 2001 In: Riflessioni Comments: 0

Se una volta (neanche tanto tempo fa…) bisognava avere un PC per poter accedere al Web, e tuttora lo si può fare o così o attraverso un set-top-box per la televisione, tra poco sarà possibile navigare in Internet anche sul display del proprio telefonino.
La convergenza tra queste due tecnologie (il PC ed il cellulare) è avvenuta a piccoli passi: partiti dal PC, siamo arrivati, passando attraverso i notebook, ai palmtop più piccoli, sino a raggiungere la “confezione” più piccola per ora disponibile, il cellulare GSM.

È storia di ogni giorno che via via si stiano sviluppando nuovi servizi legati alla connettività mobile: su molte riviste appaiono pubblicità di servizi di trading on-line via GSM e gli stessi provider di telefonia cellulare (TIM, Omnitel, Wind, etc..) stanno massicciamente promuovendo questa tecnologia come una fra le più pregnanti del nostro futuro prossimo.

L?immediato futuro, dunque, vedrà inoltre il telefonino cellulare integrare delle funzionalità che superano la semplice e “classica” comunicazione vocale.
Questo avverrà (e sta gia avvennendo) grazie alle nuove tecnologie wireless (senza cavo), che sono potenzialmente in grado di aumentare all’infinito le possibilità di quello che oramai si potrebbe sinteticamente definire GSM Client (con la stessa accezione strumentale di PC Client), ovvero di trasformare il tradizionale uso “audiofonico” del GSM in quello di ricetrasmittente di dati.
Le tecnologie che si sta sviluppando in questo momento sono essenzialmente due:

  • Collegamenti attraverso antenne satellitari (parabole) o direzionali, che permettono una velocità di download >34Mb/s;
  • Collegamenti diffusi utilizzando il protocollo WAP – wireless application protocol.

WAP Technology
Il Wireless Application Protocol (WAP) è il nuovo standard della telefonia mobile, definito con la collaborazione di Nokia, Ericsson e Motorola, che permette lo scambio di dati tra apparecchi mobili e Internet o Intranets/Extranets, consentendo lo sviluppo di nuovi servizi di comunicazione ed informazione interattiva.
Funzionerà con tutti gli standards di comunicazione presenti sul mercato. Erano previsti, per la fine del 2000, dieci milioni di prodotti (telefonini in primo luogo, palmari multifunzione in secondo) in grado di navigare in rete con un browser compatibile con questo protocollo.
La maggior parte dei protocolli WAP sono standard Internet come XML, IP e UDP. Proprio nella esistenza di un protocollo comune risiede la possibilità di convergenza.
Le aziende interessate allo sviluppo di questo strumento stanno collaborando congiuntamente anche con il W3C (World Wide Web Consortium) e con IETF (Internet Engineering task force) per assicurarsi che le future versioni di TPC, HTTP e HTML (xHTML) possiedano requisiti che ottimizzino l?efficienza della rete mobile.
L’integrazione tra il “tradizionale” Web e la tecnologia Wap è resa possibile dall’utilizzo di gateways (che potremmo chiamare anche Commutatori: vedi img. a sx) che, interfacciando i dispositivi wireless con i Web servers, permettono persino la “comunicazione” tra differenti reti di telefonia mobile (GSM a 900-1800Mhz per l?Europa, CDPD a 1900Mhz per gli Stati Uniti).
Grazie all’utilizzo di questi commutatori le applicazioni wireless non prevedono quindi il rinnovo di nessun parco macchine,ma solo un poco dispendioso upgrade.
Per la visualizzazione delle pagine Web i dispositivi wireless sono stati dotati di un leggerissimo (in termini di dimensione byte) browser, in grado di interpretare l’HDML (HandhelD Markup Language) e il WML (Wireless Markup Language).
Lo sviluppo di questi linguaggi segue la scia dell’evoluzione dell’HTML (HyperText Markup Language) allo XML (eXtensible Markup Language) fino ad arrivare allo xHTML (eXtensible HyperText Markup Language), fusione dei due markup precedenti nata per ripristinare le lacune tecniche che il solo XML presentava.
Come nell’HTML, nel WML è possibile utilizzare scripting sia server-side (grazie ai gateways) che client-side: analogamente al JavaScript (ed al VBScript) che si può inserire liberamente e che viene eseguito dal browser del client (Ms.IE e Netscape), un WAP-browser supporta il WMLScript, attraverso il quale è possibile sviluppare anche complesse applicazioni.

L’Italia?
In Italia le utenze di telefonia mobile hanno, dall’anno scorso, superato (30 mil.) quelle di rete fissa; siamo stati (incredibilmente) il paese europeo nel quale vi è stata la più rapida e massiccia penetrazione di mercato dell’uso del cellulare e di Internet.
Era presumibile quindi che i nostri gestori di telefonia mobile non si lasciassero sfuggire l’opportunità di assistere, economicamente parlando, alla fusione di questi due boom culturali.
Già ora sono disponibili numerosi servizi WAP (trading on-line, info metereologiche, etc..) ed un numero considerevole di nuovi stanno per essere lanciati; esistono poi già portali italiani con accesso Wap (tanto per fare un esempio: www.TuttoWap.com oppure www.2000.it della Omnitel) e tante risorse sull’argomento Wireless (www.wml.it).

Per non parlare poi delle versioni WAP di portali pre-esistenti; tra l’inizio del 2000 e quello del 2001 c’è stato un vero è proprio fiorire di contenuti accessibili da un comune cellulare WAP: da quelli più interessanti a quelli più futili, da quelli fatti bene a quelli fatti da cani; tuttavia, la maggior parte di quelli che si sono visti non erano un gran ché: difficilmente accessibili (io stesso non sono mai riuscito, ad esempio, ad utilizzare correttamente il portale WAP della Omnitel) e spesso pregni di ciarpame (in considerazione del costo per usufruirne).

La motivazione di questa scarsa qualità dei contenuti, secondo i providers, è da attribuire esclusivamente alla scarsezza di Bandwidth (larghezza di banda) che il sistema
GSM
permette: una volta che saremo passati a quello GPRS (General Packet Radio Service), e poi al potentissimo (ma lo scopriremo appena tra un 3-4 anni..) UMTS (Universal Mobile Telecommunications System), non ci dovrebbero essere problemi.

Personalmente non credo sarà così: il vero problema non è la debolezza del veicolo ma quella del messaggio, dei contenuti. I Content Providers, che finora si sono contesi il mercato dei Wireless Readers, hanno commesso l’errore di offrire servizi reali (ossia vere e proprie applicazioni) solo ad un segmento molto targettizzato del mercato dei possibili utenti: servizi finanziari, Trading e Home Banking.
Un mio amico, esperto di marketing, una volta mi ha spiegato una cosa: “Ci sono almeno due tipi di acquirente, quello che compra “razionalmente”, ponderando la necessità che ha di un servizio o prodotto con il suo potere d’acquisto, e quello “irrazionale”, che invece compra il prodotto guidato dal piacere che trova nel suo possesso“. Sempre questo mio amico ha sottolineato quanto l’italiano medio, tendenzialmente, si trovi nella seconda categoria: è stato da sempre considerato un acquirente più interessato a ciò che acquista che alle variabili d’acquisto; nella fattispecie si potrebbe pensare che solo per il fatto che i servizi veicolati dal WAP esistano, allora l’italiano medio sia spinto, dalla sua natura, ad utilizzarli, anche se questi non corrispondono né alle sue esigenze né ai costi che è disposto a sostenere.

Quello che potremmo definire il Flop del WAP (da notare l’allitterazione fonologica..), ha dimostrato proprio il contrario, ossia che l’italiano medio è diventato un consumatore più razionale, almeno per quanto riguarda questo tipo di servizi; è cioè disposto a spendere per accedere ai contenuti veicolati dal WAP, ma solo se ciò risulta per lui un vantaggio.

Il Wireless Way of Life, come lo conosciamo noi europei (vedere “I-Modevs WAP, chi sta vincendo“), ed in special modo noi italiani, si sta rivelando molto diverso da quello che ci era stato prospettato.

Quale futuro prossimo?
Fin dall’inizio si poteva supporre che, dati i costi di utilizzo da parte dell’utenza (? 195+iva/min, ad esempio, per la Omnitel), ad essere interessati alla tecnologia WAP potessero risultare precipuamente le imprese, le quali possono scorgere in questo nuovo strumento nuove modalità di lavoro: trasformare, ad esempio, la dotazione radiomobile dei propri dipendenti (soprattutto commerciali e produttori) in una completa Workstation che li interfacci in tempo reale con le risorse dati aziendali.
E’ quindi palese il beneficio: poter presentare ad un cliente il listino aggiornato, modificare l’elenco contatti dell’azienda, fare un ordine urgente, gestire in sinergia (soprattutto quando si parla di rapporti tra casa madre e filale di zona) il rapporto col cliente.
Questo, ovviamente, nell’ambito del B2B (Business-to-Business).

Nell’ambito del B2C (Business-to-Consumer), invece, come dimostrano anche le prime applicazioni (vedi sopra), la tipologia di servizi (non metto bocca sulla navigazione libera, quella fine a se stessa, mi preoccupo di quella in cui c’è una goal attemption) che sono stati attivati in questo primo periodo di diffusione, è stata di raggio molto limitato: sarebbe stato possibile, già con la tecnologia disponibile oggigiorno (non andiamo a scomodare GPRS od UMTS), fare molto di più.

Prendiamo un’applicazione molto semplice come esempio, la ricerca automatica di un numero telefonico di utenza fissa, e prendiamo in considerazione la necessità di contenimento dei costi da parte dell’utenza customer: sappiamo che bisogna offrire un servizio che sia talmente rapido da non far spendere troppo in connessione, e che sia contemporaneamente molto user friendly.

\r\n

Accesso ''Normale'' Accesso ''Normale'' Accesso ''Normale'' Accesso ''Normale''
Accesso ''Semplificato'' Accesso ''Semplificato'' Accesso ''Semplificato'' Accesso ''Semplificato''


Il nuovo processo che si potrebbe (e dovrebbe) sperimentare avrebbe la peculiarità di ridurre al minimo il tempo di connessione telefonica, omettendo tantissimi compiti del task (inserimento dell’URL, navigazione all’interno del sito per cercare il servizio, e compilazione del modulo sotto lo stress della bolletta che corre..).
Tecnologicamente parlando, questa nuova modalità d’uso sarebbe facilmente integrabile: da una parte l’allargamento delle potenzialità di caching delle SIM card (ormai a 32Kb), e dall’altra l’abitudine, da parte dell’utenza, ad accedere, quasi sempre, agli stessi servizi, costituiscono una situazione dove l’applicazione del modello proposto sarebbe, oltreché possibile, anche auspicabile.

Rispetto all’esempio proposto, ovvero quello della Query ad un database di numeri telefonici, la differenza tra una fruizione “Normale” ed una “Semplificata” si esacerberebbe in questo modo: nel primo caso, dopo aver provveduto a connettersi al suo provider, l’utente inserisce l’URL del portale fornitore del servizio (analogamente a Virgilio.It), poi lo cerca tra i links (Pb.Virgilio.It), legge e compila il modulo, attende la risposta dal database; alla fine trova (ma può anche non trovare..), tra i vari risultati, ciò che cercava. Nella modalità semplificata, invece, l’utente apre un file “.WML” sul suo device nel quale c’è il modulo da compilare, inserisce ciò che gli serve e preme “OK“; solo a questo punto il device si connette e va ad interrogare direttamente il database, che da come risultato un errore od una lista di links (che attivano uno script per la memorizzazione sul device delle cifre della selezione e del nome); l’utente ha la possibilità, a questo punto, di Selezionare (azione di Conferma) uno di questi links, di eseguire una Nuova Ricerca (azione di Riprova), o di Abbandonare (azione di Abort e disconnessione, oppure azione di Exit pe
continuare la navigazione). In caso di successo della ricerca, la selezione di un link tra quelli nella lista fa da trigger ad uno script che chiede all’utente di confermare o meno la memorizzazione, nella Rubrica del device, del risultato e la successiva disconnessione (una variante di questo tipo di script potrebbe prevedere che, alla disconnessione, il device automaticamente provi a chiamare quel numero..).

La prima conseguenza di un servizio proposto in quest’ultima modalità sarebbe quello di beneficiare gli utenti di contratti o schede ricaricabili con tariffazione “al secondo” e “senza scatto alla risposta“: i tempi di connessione sarebbero ridotti al minimo indispensabile.
La seconda conseguenza, certamente non auspicata sia dai providers (Omnitel, TIM, Wind e Blu) che dai Content Providers, consisterebbe nel fatto che l’utente navigherebbe solo l’indispensabile (seppur in maniera ugualmente efficace): i Wap-Portals si troverebbero nella condizione di essere letti solo in parte, con ovvie conseguenze per eventuali campagne di advertising e per gli (impliciti) proventi da connessione.

Guardando avanti….
Come abbiamo detto, l’utilizzo delle applicazioni del wireless potrebbe essere frenato\r\nda: 1) Difficoltà ergonomico-cognitive d’uso; 2) Costi elevati. Una volta che i gestori di telefonia mobile avranno abbassato i canoni e i costi di collegamento effettivo, e che i sistemi operativi di cui sono dotati i dispositivi cellulari saranno maggiormente facili, intuitivi e soprattutto veloci da utilizzare, sarà possibile assistere (anche) ad un bel boom di questa tecnologia.

Di contro si può dire che proprio l’ambiente economico e giuridico italiano vede nella tecnologia Wap un modo per lanciare intensivamente l’E-Commerce. Finora abbiamo avuto il problema culturale della scarsa predisposizione dell’italiano medio ad un uso disinvolto della carta di credito in Rete, che qualcuno ha tentato di “curare” con la pensata della Firma Digitale, che dovrebbe garantire che proprio quella persona, e nessun altro, sta effettuando un acquisto; quale miglior modo, quindi, di identificare un E-Buyer se non quello di tracciarlo grazie ai dati contenuti nella sua SimCard GSM, che tutti conosciamo…?

Il concetto che sta alla base del Wap non coinvolge solamente lo scambio di dati ma anche e soprattutto l’accesso ad applicazioni su interfaccia WML, di impronta anche non propriamente commerciale: calcolatrice on-line, address book, agende, etc.. Per fare un esempio banalissimo: non ci compriamo più un convertitore per l’Euro ma andiamo, con il nostro cellulare Wap all'”indirizzo” in cui questa appllicazione risiede e la utilizziamo; come lo possiamo fare con un semplice (pochissimo script per realizzarlo) euro-converter, potremmo anche farlo con applicazioni più complesse e pesanti come un traduttore od altro ancora…

Se poi applichiamo la filosofia del “network thinking“, che tutti noi abbiamo appreso dal successo di Internet e dei servizi che con esso sono nati e cresciuti a dismisura, possiamo immaginarci un futuro di comunicazione super-globale. Se riprendiamo per un momento l’architettura del sistema Wap (immagine sopra), ad esempio, che garantisce anche l’interfacciamento di differenti sistemi di telefonia mobile, risulta facile pensare alla rivisitazione di strumenti web comuni come la teleconferenza, l’I-phone e l’I-fax in chiave Wap: al costo di una telefonata GSM in Italia ed una CDPD in USA (+ spese di servizio) sarà possibile dialogare con il nostro collaboratore, o con il nostro amico, dall’altra parte dell’oceano, comodamente seduti sul tavolo di una trattativa sindacale o di un bar.

..E, conoscendo, per il fatto di aver vissuto il successo del mondo di Internet degli ultimi anni, alcuni “antefatti”, questo sarebbe solo l’inizio..?

Trackback URL: http://www.cappelli.net/riflessioni/whats-wap.html/trackback