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	<description>Knowledge &#38; Information Working</description>
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		<title>&quot;Techieful&quot;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 03:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;infografica sugli organigrammi delle maggiori aziende dell&#8217;high tech eccone un&#8217;altra &#8211; prodotta da Mashable e ripresa da FlowingData &#8211; sulla promiscuità di cervelli e braccia che caratterizza questo ultra-competitivo settore.. Non c&#8217;è che dire.. Per molti versi sembra proprio una soap opera..

Allunga Riquadro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;infografica sugli <a href="/20110703/organizational-charts.html">organigrammi delle maggiori aziende dell&#8217;high tech</a> eccone un&#8217;altra &ndash; <a href="http://mashable.com/2011/07/19/tech-companies-infographic/" target="_blank">prodotta da <b>Mashable</b></a> e <a href="http://flowingdata.com/2011/07/28/how-tech-companies-are-interconnected/" target="_blank">ripresa da <b>FlowingData</b></a> &ndash; sulla <i>promiscuità</i> di cervelli e braccia che caratterizza questo ultra-competitivo settore.. Non c&#8217;è che dire.. Per molti versi sembra proprio una <i>soap opera</i>..
<div id="techIG" style="width: 99%; height: 160px; overflow: auto; border: 1px solid rgb(128, 128, 128); padding: 1px;margin-top:10px"><a href="http://mashable.com/2011/07/19/tech-companies-infographic/" target="_blank"><img style="width: 554px" src="http://6.mshcdn.com/wp-content/uploads/2011/07/mashable_infographic_interconnected-tech-companies.jpg" alt="" border="0"></a></div>
<div style="text-align: right;"><a style="font-size: 80%" onclick="document.getElementById('techIG').style.height=2932+'px';" href="javascript:void">Allunga Riquadro</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Organigrammi Hi-Tech</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 08:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Infografica]]></category>
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		<description><![CDATA[Non so se ricada più nella tradizonale caricatura o nell&#8217;infografica vera e propria.. Ad ogni modo è sarcasticamente molto velenosa la descrizione, ripresa poi da FlowingData, che Bonkers World da delle declinazioni organizzative delle aziende hi-tech più note. E comunque, aldilà dei sarcasmi, non occorre essere degli esperti in organigrammi per comprenderne, pure col beneficio del dubbio sulla verosimiglianza dei medesimi con la realtà, il significato e dare la propria preferenza all&#8217;uno o all&#8217;altro &#8211; nel mio caso decisamente Google! Se, infine, penso ai tempi in cui si prendeva l&#8217;IBM ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bonkersworld.net/2011/06/27/organizational-charts/" target="_blank"><img style="float: left; margin-top: 3px;"  src="http://www.bonkersworld.net/wp-content/uploads/2011/06/2011.06.27_organizational_charts.png" border="0" width="300" /></a>Non so se ricada più nella tradizonale caricatura o nell&#8217;infografica vera e propria.. Ad ogni modo è sarcasticamente molto velenosa la descrizione, <a href="http://flowingdata.com/2011/06/30/organizational-charts-in-major-tech/" target="_blank">ripresa</a> poi da <a href="http://flowingdata.com" target="_blank">FlowingData</a>, che <a href="http://www.bonkersworld.net" target="_blank"><b>Bonkers World</b></a> da delle <a href="http://www.bonkersworld.net/2011/06/27/organizational-charts/" target="_blank"><i>declinazioni</i> organizzative</a> delle aziende <i>hi-tech</i> più note. E comunque, aldilà dei sarcasmi, non occorre essere degli esperti in organigrammi per comprenderne, pure col beneficio del dubbio sulla verosimiglianza dei medesimi con la realtà, il significato e dare la propria preferenza all&#8217;uno o all&#8217;altro &ndash; nel mio caso decisamente Google! Se, infine, penso ai <i>tempi</i> in cui si prendeva l&#8217;<b>IBM</b> ad esempio negativo, per via dell&#8217;abbondanza (6-7) di livelli gerarchici, un po&#8217; mi commuovo..</p>]]></content:encoded>
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		<title>Neanche un minuto di..</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 20:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricominciando con le infografiche, da segnalare è quella apparsa su Go-Gulf pochi giorni fa, nella quale si snocciolano le enormi  quantità di &#8220;transazioni&#8221; che vengono compiute on-line ogni 60 secondi: la ricerca su Google soddisfa 694445 richieste; più di 6600 foto vengono caricate su Flickr; 600 video (per circa 25 ore di durata in tutto) vengono caricati su Youtube; su Facebook si consuma una guerra fra aggiornamenti, post e commenti; vengono registrati 70 nuovi dominii; vengono inviate più di 168 milioni di mail; 98000 nuovi tweets provengono da Twitter ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricominciando con le infografiche, da segnalare è quella apparsa su <a href="http://www.go-gulf.com/blog/60-seconds" target="_Blank">Go-Gulf</a> pochi giorni fa, nella quale si <i>snocciolano</i> le enormi  quantità di &#8220;<i>transazioni</i>&#8221; che vengono compiute on-line <b>ogni 60 secondi</b>: la <a href="http://www.google.com" target="_blank">ricerca su Google</a> soddisfa 694445 richieste; più di 6600 foto vengono caricate su <a href="http://www.flickr.com" target="_blanK">Flickr</a>; 600 video (per circa 25 ore di durata in tutto) vengono caricati su <a href="http://www.youtube.com" target="_blanK">Youtube</a>; su <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> si consuma una <i>guerra</i> fra aggiornamenti, post e commenti; vengono registrati 70 nuovi dominii; vengono inviate più di 168 milioni di mail; 98000 nuovi <i>tweets</i> provengono da <a href="http://www.twitter.com" target="_blank">Twitter</a> (che intanto conquista 320 nuovi utenti); le applicazioni per iPhone vengono scaricate per più di 13000 volte; 20000 nuovi post compaiono su piattaforme di micro-blogging; <a href="http://www.mozilla.com/firefox/" target="_blank">Firefox</a> viene scaricato 17000 volte mentre <a href="http://www.wordpress.org" target="_blank">WordPress</a> <i>solo</i> 50 (i suoi plugin 125 volte); 100 utenze vengono create su <a href="http://www.linkedin.com" target="_blank">LinkedIn</a>; etc.<br/><span id="more-47"></span>Non c&#8217;è che dire: un gran daffare (e queste statistiche sono anche abbastanza limitate)&#8230;!<br/><br/><a href="http://www.go-gulf.com/60seconds.jpg"><img src="http://www.go-gulf.com/60seconds.jpg" alt="60 Seconds - Things That Happen On Internet Every Sixty Seconds" width="580" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Dal nostro inviato a Varsavia..</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 19:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi ha davvero pianto il cuore quando, visitando il Museo della Tecnologia nel Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia, sono stato costretto proprio a fuggire dall&#8217;ala dedicata all&#8217;evoluzione del computer per colpa della eccessiva polvere &#8211; ovvero dell&#8217;allergia della mia compagna e mia.. &#8211; in sospensione in quegli ambienti (evidentemente anche catalizzata dal tipo di esposizione). Ciò che sono riuscito a serbare è una fugace galleria di foto, fra le quali spiccano, oltre a pietre miliari dell&#8217;amarcord informatico collettivo, dei preziosi souvenir della mia infanzia.. Vabbé dai..! Io ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/kLBRPndSGUyxBhVi1zA1OA?feat=embedwebsite" target="_blank"><img style="float: left; margin-top: 7px;" src="https://lh5.googleusercontent.com/-6RaI35rgcp0/Te8uJc0w3BI/AAAAAAAACMY/AOTh3CTbpN8/s144/davidecappelli012.jpg" height="144" width="144" /></a>Mi ha davvero pianto il cuore quando, visitando il <b>Museo della Tecnologia</b> nel <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Palace_of_Culture_and_Science,_Warsaw" target="_blank">Palazzo della Cultura e della Scienza</a> di <a href="http://fattertweets.wordpress.com/2011/04/22/si-parte/" target="-blank">Varsavia</a>, sono stato costretto proprio a <i>fuggire</i> dall&#8217;ala dedicata all&#8217;evoluzione del computer per colpa della eccessiva polvere &ndash; ovvero dell&#8217;allergia della mia compagna e <a href="http://fattertweets.wordpress.com/2010/02/22/je-men-fous-du-triage/" target="_blank"><b>mia</b></a>.. &ndash; in sospensione in quegli ambienti (evidentemente anche <i>catalizzata</i> dal tipo di esposizione). Ciò che sono riuscito a serbare è una <i>fugace</i> galleria di foto, fra le quali spiccano, oltre a pietre miliari dell&#8217;<i>amarcord</i> informatico collettivo, dei preziosi souvenir della mia infanzia.. Vabbé dai..! Io avevo il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Commodore_64" target="_blank">Commodore 64</a>..<span id="more-46"></span></p>
<p><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/nxz06tC08C1VSwHezSoolQ?feat=embedwebsite" target="_blank"><img class="photoalbum" src="https://lh6.googleusercontent.com/-q8xrVPpV98I/Te8uDa_lw4I/AAAAAAAACMU/7sLRrOZorI8/s138/davidecappelli010.jpg" height="104" width="138" /></a><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/zwMn0ic4K8TACwnXob8Ywg?feat=embedwebsite" target="_blank"><img class="photoalbum" src="https://lh3.googleusercontent.com/-MFpWUCfUlEE/Te8uCE8T-oI/AAAAAAAACL4/dL0Qt4QIEWU/s138/davidecappelli004.jpg" height="104" width="138" /></a><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/rnyZrxa7O3GXRcyTSJReFw?feat=embedwebsite" target="_blank"><img class="photoalbum" src="https://lh6.googleusercontent.com/-0dY-yFSglhE/Te8uDWq5tnI/AAAAAAAACMM/jYIDPTaPxj0/s138/davidecappelli009.jpg" height="104" width="138" /></a><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/tKp35G0AqOYjxYB2YVCs-A?feat=embedwebsite" target="_blank"><img class="photoalbum" src="https://lh6.googleusercontent.com/-M4z1iNgSJCU/Te8uDbrdT5I/AAAAAAAACMQ/EK2k0q_tAtM/s138/davidecappelli011.jpg" height="104" width="138" /></a><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/lWMUGs1B6pSNoo6NVmX49w?feat=embedwebsite" target="_blank"><img class="photoalbum" src="https://lh4.googleusercontent.com/-bZSqHwmtTDQ/Te8uCdeX-CI/AAAAAAAACL8/Yuk7LI6cXOc/s138/davidecappelli005.jpg" height="104" width="138" /></a><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/cTl7TqdHw4RWXmbg7IU9Rw?feat=embedwebsite" target="_blank"><img class="photoalbum" src="https://lh5.googleusercontent.com/-CZYp1JMv98A/Te8uCRKwFuI/AAAAAAAACMA/Bx7Ev7Xtsqk/s138/davidecappelli006.jpg" height="104" width="138" /></a><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/AnHl9AA_BC9hefgAUyYWzQ?feat=embedwebsite" target="_blank"><img class="photoalbum" src="https://lh6.googleusercontent.com/-_McjRSFSCIs/Te8uCjiA3XI/AAAAAAAACME/1GHtG-m8Bcg/s138/davidecappelli007.jpg" height="104" width="138" /></a><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/fYNSoio0qimbFrnsI_x3xw?feat=embedwebsite" target="_blank"><img class="photoalbum" src="https://lh3.googleusercontent.com/-n-kIoSs9UUQ/Te8uC4SwVLI/AAAAAAAACMI/TzaeUTXlENM/s138/davidecappelli008.jpg" height="104" width="138" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Going &quot;Pro&quot;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 13:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torno ancora sull&#8217;argomento – precedentemente trattato solo di striscio – per ringraziare pubblicamente lo staff di Toggl.com (della estone Apprise) per aver realizzato un servizio che, per semplicità e (pertanto) praticità, non ha rivali fra quelli di Time Tracking (per professionisti e/o gruppi di lavoro) attualmente on line: fra quelli testati – da Beebole a myHours.com, passando per FreshBooks e Harvest – è quello che meglio si adatta alle mie specifiche esigenze. In più, oltre ad essere accessibile da Web lo è anche da applicazione desktop (Win, Mac e Linux) ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Toggl.com" href="http://www.toggl.com" target="_blank"><img style="float: left; margin-top: 7px;" src="https://lh5.googleusercontent.com/_-iLXagZshIY/TV-t_zluQ0I/AAAAAAAAATg/LuKeOlgiMx8/s800/toggl-logo.png" alt="toggl.com logo" width="144" height="144" /></a>Torno ancora sull&#8217;argomento – <a href="/20110125/on-the-go.html">precedentemente trattato</a> solo <em>di striscio</em> – per ringraziare pubblicamente lo <a href="http://www.toggl.com/public/team" target="_blank">staff di <strong>Toggl.com</strong></a> (della estone <a href="http://www.apprise.eu" target="_blank">Apprise</a>) per aver realizzato un servizio che, per semplicità e (pertanto) praticità, non ha rivali fra quelli di <a style="font-weight: bold;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Time_tracking" target="_blank"><em>Time Tracking</em></a> (per professionisti e/o gruppi di lavoro) attualmente on line: fra quelli testati – da <a href="http://beebole.com" target="_blank">Beebole</a> a <a href="http://www.myhours.com" target="_blank">myHours.com</a>, passando per <a href="http://www.freshbooks.com" target="_blank">FreshBooks</a> e <a href="http://www.getharvest.com" target="_blank">Harvest</a> – è quello che meglio si adatta alle mie specifiche esigenze. In più, oltre ad essere accessibile da Web lo è anche da applicazione desktop (<a href="http://download.toggl.com/toggldesktop/TogglDesktopSetup.exe">Win</a>, <a href="http://download.toggl.com/toggldesktop/TogglDesktopInstaller.dmg">Mac</a> e <a href="http://www.toggl.com/public/widgets" target="_blank">Linux</a>) e, soprattutto, da <em>app</em> per <a href="http://itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=330285564&amp;mt=8" target="_blank">iPhone</a> ed <a href="http://download.toggl.com/android/toggl.apk">Android</a>; davvero non potevo pretendere niente di meglio per tenere sempre aggiornato l&#8217;avanzamento dei miei lavori sul <a href="/20100701/android-desiderata-wish-list.html">mio Nexus One</a>.</p>
<p>Per comprendere appieno le <em>features</em> del servizio <a rel="me" href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/NmiP2aI5enkS_iv79j2V-w?feat=embedwebsite" target="_blank">ho elaborato una <strong>semplice infografica</strong></a> partendo dal mio <strong>account <em>free</em></strong>.<span id="more-36"></span></p>
<p><a title="Clicca per ingrandire!" rel="me" href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/NmiP2aI5enkS_iv79j2V-w?feat=embedwebsite" target="_blank"><img src="https://lh6.googleusercontent.com/_TWetuH7AgEg/TV-jhXkxbjI/AAAAAAAACBw/xB3cFw48xDk/s584/davidecappelli0017.png" alt="Infografica sintesi features di Toggl.com" width="584" height="438" /></a></p>
<p>Completa il tutto la possibilità, per sviluppatori come me, di realizzare applicazioni (desktop, mobili e/o web) che interagiscano con le <a href="http://www.toggl.com/public/api" target="_blank"><strong>API</strong> di Toggl.com</a>.</p>
<p>Al momento, come ho detto, ho solo un <strong>account gratuito</strong>, in cui alcune funzionalità, quella di fatturazione per esempio, sono ovviamente disabilitate. Tuttavia credo proprio che dal 1° Marzo passerò alla <strong>versione &#8220;<em>Pro</em>&#8220;</strong> (<a href="http://www.toggl.com/public/pricing" target="_blank">a partire <strong>da 5$</strong></a>). Non so perché proprio quella data.. Forse sono ancora un po&#8217; legato a ragionamenti <em>filo- burocratici</em>..</p>]]></content:encoded>
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		<title>On The Go..</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 14:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono aaaaanni che lavoro da casa ma è solo da qualche manciata di giorni &#8211; dopo aver a lungo invidiato quelli che, ad esempio, già alla fine fegli anni &#8217;90, potevano amministrare server da remoto col loro Nokia Communicator &#8211; che posso definirmi a pieno titolo un &#8220;workshifter&#8220;. Un nuovo cliente, che avrebbe potuto benissimo impormi continuativamente dell&#8217;attività on-site, mi ha offerto l&#8217;opportunità di gestirla al massimo della flessibilità. Così sto cominciando a dar fondo alle possibilità del mio device ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_-iLXagZshIY/TT6SfaEu3sI/AAAAAAAAARU/p6uAno4ayKI/s800/android-logo.png" height="144" width="144" alt="android logo" style="float:left;margin-top:7px" />Sono <i>aaaaanni</i> che <a href="http://telelavoro.kiw.it/tag/homeworking" target="_blank" rel="me">lavoro da casa</a> ma è solo da qualche manciata di giorni &ndash; dopo aver a lungo invidiato quelli che, ad esempio, già alla fine fegli anni &#8217;90, potevano amministrare server da remoto col loro <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nokia_9110_Communicator" target="_blank"><i>Nokia Communicator</i></a> &ndash; che posso definirmi a pieno titolo un &#8220;<a href="http://telelavoro.kiw.it/tag/workshifting-telelavoro-nomade" target="_blank" rel="me"><i style="font-weight:bold">workshifter</i></a>&#8220;. Un <a href="/portfolio#incipit">nuovo cliente</a>, che avrebbe potuto benissimo impormi continuativamente dell&#8217;<a href="http://telelavoro.kiw.it/tag/colocation-colocalizzazione" target="_blank" rel="me">attività <i>on-site</i></a>, mi ha offerto l&#8217;opportunità di gestirla al massimo della flessibilità. Così sto cominciando a dar fondo alle possibilità del mio <i>device</i> <a href=""http://www.android.com" target="_blank"><b>Android</b></a>: <i>smanetto</i> con <a href="http://www.lysesoft.com/products/andftp/" target="_blank">AndFTP</a> fra il mio server domestico e quelli di destinazione (ovviamente predisponendo in anticipo i file da trasferire..), faccio vari tipi di diagnosi via <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Secure_shell" target="_blank">SSH</a> od altro, mi &#8220;<i>relaziono</i>&#8220;, nel rispetto della mia <a href="http://tungle.me/davidecappelli" target="_blank" rel="me">reperibilità</a>, via e-mail (ed eventualmente <a href="http://telelavoro.kiw.it/20090929/lei-non-sa-dove-sono-io.html" target="_blank" rel="me">pure via Skype</a>), tengo persino sotto stretto controllo le ore lavorate con <a href="http://www.toggl.com" target="_blank">Toggl</a> e la sua <i>app</i>; faccio anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Query" target="_blank"><i>query</i></a> <a href="/tag/mysql">MySQL</a> ma mi tocca farle <i>a memoria</i> perché <a href="/20100701/android-desiderata-wish-list.html">manca ancora</a> una (<i>decente</i>) <i>app</i> di gestione. Datemela &ndash; e magari datemi anche una <a href="http://www.google.it/images?hl=it&#038;q=android+wireless+keyboard" target="_blank">tastiera wireless</a> &ndash; e, se non <i>smuoverò</i> il mondo, almeno mi <i>muoverò</i> liberamente in esso.</p>]]></content:encoded>
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		<title>V.I.B. (Very Important Browsers)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 18:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Browser War]]></category>
		<category><![CDATA[Infografica]]></category>

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		<description><![CDATA[Pare che la passione per gli Infographic non sia mai sopita in me, forse per la loro straordinaria capacità di sintesi di vari concetti. Questa volta è il turno d&#8217;un infographic comparso ieri su walyou ed antropomorfizzante i browser oggi in circolazione con i volti dei (soliti) VIP cinematografici. &#200; interessante notare come ad ogni celebrity corrisponda anche un breve profilo descrittivo. Per l&#8217;accoppiata Matthew McConaughey &#8211; Ms. IE 7, ad esempio, si dedica un &#171;Dopo anni nei quali gli si è data occasione dopo occasione, la performance non è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://walyou.com/if-web-browsers-were-celebrities-infographic/" title="If Web Browsers Were Celebrities" target="_blank"><img style="float:left" src="http://lh4.ggpht.com/_TWetuH7AgEg/TP9oBQhj9-I/AAAAAAAAB5k/fowLdnA7jo0/s288/celebrities-web-browsers-walyou.png" height="288" width="179" /></a>Pare che la passione per gli <i>Infographic</i> non sia mai sopita in me, forse per la loro straordinaria capacità di sintesi di vari concetti. Questa volta è il turno d&#8217;un <a href="http://walyou.com/if-web-browsers-were-celebrities-infographic/" target="_blanK"><i>infographic</i> comparso ieri su <b>walyou</b></a> ed <i>antropomorfizzante</i> i browser oggi in circolazione con i volti dei (soliti) VIP cinematografici. &Egrave; interessante notare come ad ogni <i>celebrity</i> corrisponda anche un breve <i>profilo</i> descrittivo. Per l&#8217;accoppiata <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mattew_mcconnaughey" target="_blank">Matthew McConaughey</a> &#8211; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_Explorer_7" target="_blank">Ms. IE 7</a>, ad esempio, si dedica un &laquo;<i>Dopo anni nei quali gli si è data occasione dopo occasione, la performance non è migliorata</i>&raquo;; eccezionale, invece, il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Neo_(The_Matrix)" target="_blank">Neo di Matrix</a> che non abbisogna di un browser per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Parsing" target="_blanK"><i>parsare</i></a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_browser_engine" target="_blanK"><i>renderizzare</i></a> le <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_page" target="_blanK">pagine Web</a> perché, ovviamente, le <i>vede</i> così come sono.. Triste, infine, la scelta di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Matthau" target="_blank">Matthau</a> per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Netscape_%28web_browser%29" target="_blanK"><b>Netscape</b></a>. Il secondo, come il primo, infatti, non è stato dimenticato: c&#8217;è chi, come il sottoscritto, lo usa ancora e spesso. Scriverò a <a href="http://www.shanesnow.com" target="_blanK">Shane Snow</a>, più che altro per sapere se esiste la possibilità di avere questa rappresentazione della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Browser_wars"target="_blank"><i style="font-weight:bold">Browser War</i></a> in formato poster.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Lo stress degli inseguitori..</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 04:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sortisce pareri discordanti l&#8217;avvento della Circolare 23692/10 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla valutazione dello Stress lavoro-correlato in attuazione del Testo Unico sulla Salute e la Sicurezza nel Lavoro: da un lato vi è chi reputa le nuove disposizioni &#8211; orientate alla necessità di determinare e correggere le eventuali fonti di usura psichica nelle organizzazioni &#8211; un grande smacco per coloro che vivono il dramma del precariato, dall&#8217;altro vi e chi reputa questo un disincentivo (ulteriore..) all&#8217;assunzione di personale. Vi è chi, infine, si dichiara abbastanza scettico ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_TWetuH7AgEg/TOblx0DUC4I/AAAAAAAAB18/qZ_QawEM3vg/s144/davidecappelli0003.jpg" height="140" width="144" style="float:left" />Sortisce <a href="http://www.corriere.it/economia/10_novembre_18/stress-lavoro-circolare-marro_53cb18f0-f353-11df-8691-00144f02aabc.shtml" target="_blank">pareri discordanti</a> l&#8217;<i>avvento</i> della <a href="http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/Notizie/20101118_stresslavorocorrelato.htm" target="_blank"><b>Circolare 23692/10</b> del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali</a> sulla valutazione dello <i style="font-weight:bold">Stress lavoro-correlato</i> in attuazione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Testo_unico_sulla_sicurezza_sul_lavoro" target="_blank"><i>Testo Unico sulla Salute e la Sicurezza nel Lavoro</i></a>: da un lato vi è chi reputa le nuove disposizioni &ndash; orientate alla necessità di determinare e correggere le eventuali fonti di <i>usura psichica</i> nelle organizzazioni &ndash; un grande <I>smacco</i> per coloro che vivono il <a href="http://davidecappelli.tumblr.com/post/1578129124/conflitto-classe" target="_blank">dramma del <i>precariato</i></a>, dall&#8217;altro vi e chi reputa questo un disincentivo (<i>ulteriore</i>..) all&#8217;assunzione di personale. Vi è chi, infine, si dichiara abbastanza scettico sulla volontà di materiale applicazione di tali, indisicutibilmente <i>sacrosante</i>, ordinanze. Non si può non essere d&#8217;accordo con tutti questi punti di vista, sui quali merita però fare alcune considerazioni..<span id="more-33"></span></p>
<p>Innanzitutto va detto, specie a chi ritiene che le &laquo;<i>priorità siano altre..</i>&raquo;, che questa attenzione per i fattori di rischio <i>psicosociale</i> non è certamente figlia di un &#8220;<i>errore</i>&#8221; &ndash; di condiscendenza, tenuto conto del resto della sua <i>produzione</i>.. &ndash; di Sacconi, bensì probabilmente il frutto di una <i>moral suasion</i> comunitaria che sin dalla <a href="http://www.google.it/url?sa=t&#038;source=web&#038;cd=4&#038;sqi=2&#038;ved=0CCcQxQEwAw&#038;url=http%3A%2F%2Fdocs.google.com%2Fviewer%3Fa%3Dv%26q%3Dcache%3A6DJVjvZdU3IJ%3Awww.frareg.com%2Fnews%2Flegislazione%2Fsicurezza%2Fconclusione_C4900.pdf%2Bc-49%2F00%2Bchristine%2Bstix%26hl%3Dit%26gl%3Dit%26pid%3Dbl%26srcid%3DADGEESg8Tnex3xL2FjtVkNSgTBvBbYbKfkWhxTrzMujW5UZaNcvvy9RG_CJlbzkp5n6M7Bl0JA9U0E7PVb8g-9VKCc3dSodAVa4s1nKAk4-c_EM1EFoDNnUgoBvB1OpN6cRiCo2a5E7d%26sig%3DAHIEtbS2nrA1RttCSr6r-ywVjF4AZJPZkg&#038;rct=j&#038;q=c-49%2F00%20christine%20stix&#038;ei=P6vqTOHHK8jj4gbVlIH5Ag&#038;usg=AFQjCNGB02y0kAZ2ZOpvMaJEBOg3OQBPYw&#038;sig2=1ASC54MfuoIiAjLLfY7LeQ&#038;cad=rja" target="_blank" style="font-weight:bold">Sentenza del 15/11/2001 (causa c-49/00)</a> ha censurato l&#8217;inerzia italiana nel comprendere <i>tutte</i>, ma proprio <i>tutte</i>, le possibili fonti di rischio per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro. Preferisco non indagare se questa quasi decennale inadeguatezza non abbia comportato, come in (tantissimi) altri casi, anche salate sanzioni; sembra, però, che la rincorsa alla normativa UE in materia sia diventato oggi <i>qualcosa di più</i> (..) che un semplice <i>atto dovuto</i>, seppur di recepimento. Il fatto che ciò, almeno sulla carta, allarghi ancor più la <i>voragine</i> dei diritti <i>di base</i> fra dipendenti regolari e precari, è puramente incidentale ed anzi assume il ruolo di <i>cartina di tornasole</i> per ulteriori conferme delle discordanze intracomunitarie sul concetto di &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Precarious_work" target="_blank"><i>precarious employment</i></a>&#8220;..</p>
<p>Ciò che è davvero importante, invece, è che anche se tutto questo <i>ambaradan</i> dovesse concretizzarsi nella banale redazione di un &#8220;<i>Documento di Valutazione del Rischio</i>&#8221; (magari <i>addomesticato</i>..) saremo <i>costretti</i>, in un modo o nell&#8217;altro, ad accogliere una <b>nuova prospettiva nell&#8217;<i>osservazione</i> della condizione lavorativa</b>; una prospettiva sinora applicata (forse) soltanto da datori di lavoro e/o manager <i>illuminati</i>, capaci di togliersi di dosso il ruolo di <i>sacerdoti</i> di prassi, tradizioni (e pregiudizi  &ndash; una sorta di &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religione" target="_blank"><i>religio</i></a>&#8220;..) per convertirsi ad una visione più <i>laico-scientifica</i> dell&#8217;Organizzazione. Dopo qualche anno a sentir parlare di &#8220;<i>fattori psico-sociali</i>&#8220;, di obbligo di farne delle rilevazioni (anche <i>pro forma</i>..) e di affidarsi a persone che abbiano almeno qualche competenza sull&#8217;argomento, se non una piena istituzionalizzazione ne avremo almeno una timida nozione, e forse qualche tentativo di adeguamento <i>culturale</i>..</p>
<p>..Ma vediamo in dettaglio la Circolare. La valutazione riguarda:<br />
<blockquote><i><b>Eventi sentinella</b>, quali, ad esempio: indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni; segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentele formalizzate dai lavoratori. I predetti eventi sono da valutarsi in base a parametri omogenei individuati internamente all&#8217;azienda (es. andamento nel tempo degli indici infortunistici rilevati in azienda).</i></p></blockquote>
<p>Da apprezzare, secondo me, questa prospettiva ricalcante palesemente il concetto di &#8220;<i>segnali deboli</i>&#8221; nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manutenzione_predittiva" target="_blank">Manutenzione Predittiva</a>: vi sono dei fenomeni, anche facilmente rilevabili dalle <i>metriche</i>, che singolarmante hanno magari poco senso (e scarso bisogno d&#8217;essere trattati) ma che, se raggiungono una data frequenza e/od una data intensità, depongono per la sussistenza di specifiche criticità, magari tendenti ad aggravarsi; analogamente alle vibrazioni in un auto che possono far pensare, ad un (accorto) guidatore, a qualcosa che &#8220;<i>non va</i>&#8220;.. Piccoli e grandi infortunii, ad esempio, possono far pensare d un <b>aumento della <i>soglia attentiva</i></b>, tipica di situazioni di stress (cronico e non solo). Sia gli infortunii che le assenze per malattia, poi, possono essere dovuti a fattori ambientali (i.e. la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sick_building_syndrome" target="_blank"><I>Sick Building Syndrome</i></a>) ma potrebbero essere ricondotti anche ad <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Absenteeism" target="_blank">assenteismo</a> di tipo <i>strategico</i>, cioè <i>reattivo</i> rispetto a una situazione di <i>oppressione</i> sul posto di lavoro, che può sfociare anche nell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ergofobia" target="_blank">ergofobia</a>. E anche laddove l&#8217;assenteismo venga, più o meno consciamente, usato come forma di protesta il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_%28sociologia%29" target="_blank"><i>conflitto</i></a> che di certo vi deve essere all&#8217;origine sicuramente non depone a favore di una buona produttività del lavoratore (e/o del gruppo di lavoro) quando presente. Infine, un tasso di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Turnover_%28employment%29" target="_blank">turnover</a> superiore ad una soglia identificata, caso per caso, come <i>fisiologica</i>, oltre a far pensare ad un diffuso stato di sofferenza in quel dato reparto, in quella data divisione aziendale e/od in tutta l&#8217;azienda, di certo ha come conseguenza diretta un impoverimento nelle competenze &ndash; che non hanno il tempo di formarsi o di essere <i>tramandate</i> &ndash; e pertanto un calo della qualità (se non anche della produttività). Insomma, se un datore di lavoro non ha la <i>forma mentis</i> di rilevare fenomeni come questi, ben venga una legge che quantomeno lo obblighi a sapere che esistono.<br />
<blockquote><i>Fattori di <b>contenuto del lavoro</b>, quali ad esempio: ambiente di lavoro ed attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza fra le competenze dei lavoratori ed i requisiti professionali richiesti.</i></p></blockquote>
<p><i>Roba</i> da farci un&#8217;epigrafe tombale.. In tre righe si censurano migliaia di abusi che giornalmente vengono consumati da capi verso i sottoposti, entrambi forse ignari, sia che si tratta di abusi, sia che si tratta di abusi inizialmente produttivi ma che ben presto si rivelano nel loro <i>effetto boomerang</i> contro la produttività. Senza occuparci degli aspetti più materiali consideriamo già solo orari e carichi di lavoro: ci sono molte aziende che pur avendo sottoscritto un contratto di lavoro <i>in base oraria</i> (tutti) pretendono di inserire, in un&#8217;ora, una quantità variabile (sempre crescente) di carico di lavoro o, viceversa, di individuare una <a href="http://davidecappelli.tumblr.com/post/707558890/produttivita-produzione" target="_blank" rel="me">performance</a> che <i>può</i> essere raggiunta entro, ma anche fuori, i limiti dell&#8217;orario di lavoro stabilito dal contratto stesso (o dalla legge). Una persona che veda lievitare il tasso di <i>incombenze su ora</i> od il cui <a href="http://davidecappelli.tumblr.com/post/778589951/settimo-sigillato" target="_blank" rel="me">orario <i>effettivo</i> di lavoro</a> tenda a &#8220;<i>dilatarsi fino ad occupare <a href="http://davidecappelli.typepad.com/blog/2008/09/thank-god-its-sunday.html" target="_blank" rel="me">tutto il tempo disponibile</a></i>&#8221; &ndash; che in un soggetto adulto, <i>di norma</i>, viene spartito fra diverse attività, non <i>per forza</i> sopprimibili &ndash; ad un certo punto, se non ha ancora raggiunto l&#8217;esaurimento psico/fisico, si <a href="http://davidecappelli.tumblr.com/post/706199949/il-mio-giuslavorista-lava-piu-bianco" target="_blank" rel="me"><i>rassegnerà</i> a farsi male</a> o comunque ad assentarsi indefinitamente dal lavoro.. ..e la durata della sua assenza sarà probabilmente proporzionale alla paura di tornare che avrà accumulato.. Come non citare, infine, il divario fra competenze possedute e quelle richieste, che può assumere due rapporti: quando le prime superano le seconde può scattare la <b>frustrazione</b> (elemento fondante dello stress) mentre quando sono le seconde a superare le prime, oltre al rischio di infortunio, può innescarsi la <b>sovraeccitazione</b> (altra componente dello stress) e/oppure l&#8217;avversione, la paura verso il dato compito, con le stesse conseguenze <i>di cui sopra</i> in fatto di assenteismo stretegico.<br />
<blockquote><i>Fattori di <b>contesto del lavoro</b>, quali ad esempio: ruolo nell&#8217;ambito dell&#8217;organizzazione; autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste).</i></p></blockquote>
<p>Diversamente da quelle precedenti, per le quali potrebbe anche essere sufficiente l&#8217;analisi delle <i>metriche</i> dell&#8217;organizzazione, in questa parte della valutazione è necessario entrare davvero <i>nel merito</i>, benché nella disposizione venga chiarita la dimensione gruppale e non individuale della rilevazione. Per quanto riguarda molti degli aspetti citati, esistono una caterva di test &ndash; a me, nel tempo, ne sono stati somministrati un bel po&#8217; &ndash; volti a determinare la sussistenza di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_conflict" target="_blank"><b>conflitti interpersonali</b></a> o l&#8217;autonomia di azione (che può essere <i>conquistata</i>, <i>concessa</i> ma anche <i>imposta</i>..); stessa cosa riguardo la qualità (rigorosamente <i>percepita</i>) della comunicazione, per la quale non è difficile rilevare l&#8217;eventuale <i>output</i> di stress quando essa è lacunosa od ancora peggio incoerente (con effetto &#8220;<i>immobilizzante</i>&#8221; del destinatario, che non sa più come comportarsi) nel tempo. Vale la pena, invece, soffermarsi sugli aspetti relativi a <i style="font-weight:bold">ruolo</i> e <i style="font-weight:bold">carriera</i> perché sanciscono &ndash; e questa è una vera rivoluzione &ndash; l&#8217;importanza dell&#8217;opportunità di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Maslow%27s_hierarchy_of_needs#1._Self-actualization" target="_blank"><i style="font-weight:bold">auto-realizzazione</i></a> come fattore della salute psichica individuale (e di gruppo). La negazione della quale, per esempio a causa di una &#8220;<i>immutabilità del mansionamento</i>&#8221; del lavoratore o per una non previsione di formazione, porta immancabilmente &ndash; specie in una forza lavoro maggiormente scolarizzata e pertanto forse anche maggiormente <i>autocosciente</i> &ndash;  ad un deterioramento dei rapporti interni ed infine della produttività, dato che è altamente <I>stressogena</i>.</p>
<p>&laquo;<i>Tutte belle parole</i>&raquo; si potrebbe dire. Io stesso ho tentato di dare un <i>taglio organizzativo</i> alla disposizione in questione, spiegando quali fenomeni una sua piena applicazione potrebbe correggere, e questo <b>a favore <i>in primis</i> delle aziende stesse</b> &ndash; se solo fossero capaci di comprenderlo.. Tuttavia essa è un recepimento di una normativa comunitaria per la quale l&#8217;obiettivo principale non è l&#8217;evoluzione organizzativa né favorire la produttività ma la <b>riduzione dei costi sociali associati</b>, cioè quelli pagati da tutti come <i>welfare</i> previdenziale (per assenze per malattia e/o infortunio) e sanitario (per l&#8217;ormai innegabile relazione eziologica con disturbi cardio-circolatori e/o <i>nervosi</i>). In questa ottica migliorare l&#8217;ambiente lavorativo anche nei suoi <i>risvolti psico-sociali</i> assume il ruolo di un sensibile taglio di spese, la cui <b>superfluità</b>, una volta fatte proprie date nozioni (scientifiche), appare in tutto il suo <i>splendore</i>.</p>
<p>In conclusione, per quanto mi riguarda nella disposizione io ci vedo ampii margini per far ricondurre la &#8220;<a href="http://telelavoro.kiw.it/20060726/telergofobia-telergophobia-telergofobico-telergophobic.html" target="_blank" rel="me"><i style="font-weight:bold">Telergofobia</i></a>&#8221; (l&#8217;avversione nei confronti del <a href="http://telelavoro.kiw.it" target="_blank" rel="me">Telelavoro</a>) fra i tratti organizzativi non solo da rilevare ma anche e soprattutto da correggere..</p>]]></content:encoded>
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		<title>Web Designers vs Web Developers</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 02:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Human Interaction Design]]></category>
		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>
		<category><![CDATA[Usabilità Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[Web Development]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cappelli.net/20101112/webdesigners-webdevelopers.html</guid>
		<description><![CDATA[Su Six Revisions ieri è apparso uno spassoso post sulle differenze fra Web Designer e Web Developer, argomento di epica contesa sin dagli albori, in cui, però, c&#8217;erano soprattutto Web Master che si occupavano un po&#8217; di tutte le fasi della Produzione Web.Ricordo bene quei tempi, come del fatto che, pur essendo diventato alla fine un developer, ho sempre rifiutato l&#8217;accezione squisitamente grafica applicata ai web designer. Per me un designer è prima di tutto un progettista, che nell&#8217;ambito Web spazia dall&#8217;aspetto dell&#8217;Information Architecture a quelli del Content e dell&#8217;Usabilità, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sixrevisions.com/infographics/web-designers-vs-web-developers-infographic/" target="_blank"><img src="http://lh3.ggpht.com/_TWetuH7AgEg/TNw-revtRZI/AAAAAAAAB0A/BCvUgI0qadA/s288/webdesigners_vs_webdevelopers_infographic_small.jpg"  alt="Web Designers vs. Web Developers (Infographic)" height="288" width="185" style="float:left" /></a>Su <a href="http://sixrevisions.com" target="_blank"><b>Six Revisions</b></a> ieri è apparso uno spassoso <a href="http://sixrevisions.com/infographics/web-designers-vs-web-developers-infographic/" target="_blank">post sulle differenze fra Web Designer e Web Developer</a>, argomento di epica contesa sin dagli <i>albori</i>, in cui, però, c&#8217;erano soprattutto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_master" target="_blank"><i style="font-weight:bold">Web Master</i></a> che si occupavano un po&#8217; di tutte le fasi della Produzione Web.<br />Ricordo bene <i>quei tempi</i>, come del fatto che, pur essendo diventato alla fine un <I>developer</i>, ho sempre rifiutato l&#8217;accezione squisitamente <i>grafica</i> applicata ai <i>web designer</i>. Per me un <I>designer</i> è prima di tutto un <I>progettista</i>, che nell&#8217;ambito Web spazia dall&#8217;aspetto dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Information_architecture" target="_blank">Information Architecture</a> a quelli del <i>Content</i> e dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_usability" target="_blank">Usabilità</a>, e solo <I>di striscio</i> per la &#8220;<i>grafica</i>&#8221; (pure animata), per cui esistono figure professionali precise.<br />Ma <i>i tempi cambiano</i>, e non da oggi: già sette-otto anni fa era possibile assistere a questa <I>polarizzazione</i> dei compiti e delle competenze, e non sempre con conseguenze positive. Benché con un sorriso ironico ben stampato in faccia ammetto di essere finito in <i>Jurassic Park</i>..</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>“Home Sweet Home”</title>
		<link>http://www.cappelli.net/20101108/davide-homeoffice.html</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 02:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[DBMS]]></category>
		<category><![CDATA[Skype]]></category>

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		<description><![CDATA[Pare che stiano volgendo ad “un” termine – tutti sanno bene che non si finisce mai davvero – i lavori di ristrutturazione della mia casa iniziati nell’estate del 2008. A parte qualche piccolo intervento qua e la il solo vano  che, vuoi per l’impegnativo 2008, vuoi per gli incasinati  2009 e 2010, è evidentemente ancora impreparato e disadorno è lo studio/ufficio.
via Telelavoro Blog]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left;" src="http://docs.google.com/drawings/pub?id=15Hvg6WoLERQVei2FG45--BJy6wvqGwWf4qS3eJbPu8Y&amp;w=250&amp;h=193" alt="Progetto nuovo ufficio" />Pare che stiano volgendo ad “un” termine – tutti sanno bene che non si finisce mai davvero – i lavori di ristrutturazione della mia casa iniziati nell’estate del 2008. A parte qualche piccolo intervento qua e la il solo vano  che, vuoi per l’impegnativo 2008, vuoi per gli incasinati  2009 e 2010, è evidentemente ancora impreparato e disadorno è lo studio/ufficio.</p>
<p>via <a href="http://telelavoro.kiw.it/20101029/davide-cappelli-homeoffice.html"><strong>Telelavoro Blog</strong></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una sitemap &quot;al volo&quot; per WordPress</title>
		<link>http://www.cappelli.net/20100928/wordpress-mysql-php-sitemap.html</link>
		<comments>http://www.cappelli.net/20100928/wordpress-mysql-php-sitemap.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 19:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[$wpdb]]></category>
		<category><![CDATA[DBMS]]></category>
		<category><![CDATA[MySQL]]></category>
		<category><![CDATA[PHP]]></category>
		<category><![CDATA[Snippet]]></category>
		<category><![CDATA[Web Development]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Ripeto l&#8217;esperienza &#8211; per me nuova &#8211; di pubblicare codice su questo blog con una sitemap per WordPress . Non si tratta di un plugin, neppure di qualcosa di complicato. Non potendo io per primo far affidamento su un fopen() (per modificare un file tipo sitemap.xml), infatti, perché nella configurazione del mio hosting non è attivato, non mi è rimasto altro da fare che creare uno script (un file) che generasse la sitemap al volo. Tanto i Web Master Tools di Google sarebbero stati l&#8217;unico visitatore. Il codice che segue ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin-top: 7px;" src="https://lh3.googleusercontent.com/_-iLXagZshIY/TWHHupvPrkI/AAAAAAAAAUE/2xRK6wb0PzI/s800/wordpress-logo.png" alt="mysql logo" width="144" height="144" />Ripeto l&#8217;esperienza &ndash; per me nuova &ndash; di pubblicare codice su questo blog con una sitemap per <a href="http://www.wordpress.org" target="_blank">WordPress</a> . <b>Non si tratta di un <i>plugin</i></b>, neppure di qualcosa di complicato. Non potendo io per primo far affidamento su un <code>fopen()</code> (per modificare un file tipo <kbd>sitemap.xml</kbd>), infatti, perché nella configurazione del mio hosting non è attivato, non mi è rimasto altro da fare che creare uno script (un file) che generasse la <I>sitemap</i> al volo. Tanto i <a href="http://www.google.com/webmasters/tools" target="_blank">Web Master Tools di Google</a> sarebbero stati l&#8217;unico <i>visitatore</i>. Il <a href="/20100928/wordpress-mysql-php-sitemap.html">codice che segue</a> deve essere trascritto in un file (i.e. <kbd>sitemap.php</kbd>) da porre nella <i>root</i> dell blog di WordPress.<span id="more-42"></span></p>
<div class="coding">
<pre>&lt;?php echo "&lt;?xml version=\"1.0\" encoding=\"UTF-8\"?&gt;\n"; ?&gt;
&lt;?php
// loading WP vars, functions and dB link
require( './wp-load.php' );
wp();
global $wpdb;
// DEFAULT CASE: no parameters (/wp-sitemap.php) -&gt; posts and pages (sorted)
if (empty($_GET["type"])): ?&gt;
&lt;urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9"&gt;
	&lt;?php
	$locations = $wpdb-&gt;get_results("SELECT guid as loc, substr(post_date_gmt,1,10) as lastmod
		FROM $wpdb-&gt;posts WHERE post_status='publish' ORDER BY post_type DESC, post_date_gmt DESC");
	foreach ($locations as $location): ?&gt;
&lt;url&gt;
		&lt;loc&gt;&lt;?php echo $location-&gt;loc; ?&gt;&lt;/loc&gt;
		&lt;lastmod&gt;&lt;?php echo $location-&gt;lastmod; ?&gt;&lt;/lastmod&gt;
	&lt;/url&gt;
	&lt;?php endforeach; ?&gt;
&lt;?php else :
	// POSTS SITEMAP CASE: post type parameter sent to script (/wp-sitemap?type=post) -&gt; posts only
	if($_GET["type"]=="post"): ?&gt;
&lt;urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9"&gt;
		&lt;?php
		$locations = $wpdb-&gt;get_results("SELECT guid as loc, substr(post_date_gmt,1,10) as lastmod
			FROM $wpdb-&gt;posts WHERE post_status='publish' AND post_type='post' ORDER BY post_date_gmt DESC");
		foreach ($locations as $location): ?&gt;
&lt;url&gt;
		&lt;loc&gt;&lt;?php echo $location-&gt;loc; ?&gt;&lt;/loc&gt;
		&lt;lastmod&gt;&lt;?php echo $location-&gt;lastmod; ?&gt;&lt;/lastmod&gt;
	&lt;/url&gt;
		&lt;?php endforeach; ?&gt;
	&lt;?php
	// PAGES SITEMAP CASE: post type parameter sent to script (/wp-sitemap?type=page) -&gt; pages only
	elseif($_GET["type"]=="page"): ?&gt;
&lt;urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9"&gt;
		&lt;?php
		$locations = $wpdb-&gt;get_results("SELECT guid as loc, substr(post_date_gmt,1,10) as lastmod
			FROM $wpdb-&gt;posts WHERE post_status='publish' AND post_type='page' ORDER BY post_date_gmt DESC");
		foreach ($locations as $location): ?&gt;
&lt;url&gt;
		&lt;loc&gt;&lt;?php echo $location-&gt;loc; ?&gt;&lt;/loc&gt;
		&lt;lastmod&gt;&lt;?php echo $location-&gt;lastmod; ?&gt;&lt;/lastmod&gt;
	&lt;/url&gt;
		&lt;?php endforeach; ?&gt;
	&lt;?php
	// SITEMAP-NEWS (Google) CASE: post type parameter sent to script (/wp-sitemap?type=posttogoogle) -&gt; posts only
	// Note: You should be __already__ indexed by Google News to successfully use this case
	elseif($_GET["type"]=="posttogoogle"): ?&gt;
&lt;urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9"
	xmlns:news="http://www.google.com/schemas/sitemap-news/0.9"&gt;
	&lt;?php
		$locations = $wpdb-&gt;get_results("SELECT guid as loc, post_title as news_title, substr(post_date_gmt,1,10) AS news_date,
			group_concat(name SEPARATOR ', ') AS news_keywords FROM $wpdb-&gt;posts INNER JOIN $wpdb-&gt;term_relationships ON
			$wpdb-&gt;posts.ID=$wpdb-&gt;term_relationships.object_id INNER JOIN $wpdb-&gt;term_taxonomy ON
			$wpdb-&gt;term_relationships.term_taxonomy_id=$wpdb-&gt;term_taxonomy.term_taxonomy_id INNER JOIN $wpdb-&gt;terms ON
			$wpdb-&gt;term_relationships.term_taxonomy_id=$wpdb-&gt;terms.term_id WHERE post_status='publish' AND post_type='post'
			AND taxonomy='post_tag' GROUP BY ID ORDER BY post_date_gmt DESC");
		$blogname=get_bloginfo('name');
		$bloglang=get_bloginfo('language');
		foreach ($locations as $location): ?&gt;
&lt;url&gt;
		&lt;loc&gt;&lt;?php echo $location-&gt;loc; ?&gt;&lt;/loc&gt;
		&lt;news:news&gt;
			&lt;news:publication&gt;
				&lt;news:name&gt;&lt;?php echo $blogname; ?&gt;&lt;/news:name&gt;
				&lt;news:language&gt;&lt;?php echo $bloglang; ?&gt;&lt;/news:language&gt;
			&lt;/news:publication&gt;
			&lt;news:genres&gt;Blog&lt;/news:genres&gt;
			&lt;news:publication_date&gt;&lt;?php echo $location-&gt;news_date; ?&gt;&lt;/news:publication_date&gt;
			&lt;news:title&gt;&lt;?php echo apply_filters('the_title_rss', $location-&gt;news_title); ?&gt;&lt;/news:title&gt;
			&lt;news:keywords&gt;&lt;?php echo wp_specialchars(strtolower($location-&gt;news_keywords)); ?&gt;&lt;/news:keywords&gt;
		&lt;/news:news&gt;
	&lt;/url&gt;
		&lt;?php endforeach; ?&gt;		

	&lt;?php
	// TAGS SITEMAP CASE: (/wp-sitemap?type=tag) -&gt; tags only
	elseif($_GET["type"]=="tag"): ?&gt;
&lt;urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9"&gt;
		&lt;?php
		$locations = $wpdb-&gt;get_results("SELECT slug, tag_history.tagdate AS lastmod FROM (SELECT $wpdb-&gt;term_relationships.term_taxonomy_id AS tagid, substr($wpdb-&gt;posts.post_date_gmt,1,10) AS tagdate FROM $wpdb-&gt;term_relationships INNER JOIN $wpdb-&gt;term_taxonomy ON $wpdb-&gt;term_taxonomy.term_taxonomy_id=$wpdb-&gt;term_relationships.term_taxonomy_id INNER JOIN $wpdb-&gt;posts ON $wpdb-&gt;posts.ID=$wpdb-&gt;term_relationships.object_id WHERE taxonomy='post_tag' AND description!='' ORDER BY post_date_gmt DESC, $wpdb-&gt;posts.post_title) AS tag_history INNER JOIN $wpdb-&gt;terms ON $wpdb-&gt;terms.term_id=tag_history.tagid GROUP BY tag_history.tagid ORDER BY tag_history.tagdate DESC");
		foreach ($locations as $location): ?&gt;
&lt;url&gt;
		&lt;loc&gt;&lt;?php echo site_url(); ?&gt;/tag/&lt;?php echo $location-&gt;slug; ?&gt;/&lt;/loc&gt;
		&lt;lastmod&gt;&lt;?php echo $location-&gt;lastmod; ?&gt;&lt;/lastmod&gt;
	&lt;/url&gt;
		&lt;?php endforeach; ?&gt;		

	&lt;?php else:

	endif; ?&gt;
&lt;?php endif; ?&gt;
&lt;/urlset&gt;
</pre>
</div>
<p>Si noti che lo script da <b>cinque possibilità</b>: se eseguito senza parametri restituisce sia le pagine che i post del blog, altrimenti è possibile specificare se far restituire solo le prime od i secondi (<u>anche</u> rispettando le <a href="http://www.google.com/support/news_pub/bin/answer.py?hl=it&#038;answer=74288" target="_blank">specifiche per le <i>sitemap</i> di <b>Google News</b></a>); infine è possibile visualizzare una sitemap per i <b>soli tag</b> ordinati cronologicamente in senso decrescente (da quello più recentemente utilizzato) *.</p>
<p>Ecco alcuni esempi usando l<b>e</b> sitemap di questo sito:
<ul>
<li><a href="/sitemap.php" target="_blank">cappelli.net/sitemap.php</a> (post e pagine);</li>
<li><a href="/sitemap.php?type=post" target="_blank">cappelli.net/sitemap.php?type=post</a> (solo post);</li>
<li><a href="/sitemap.php?type=posttogoogle" target="_blank">cappelli.net/sitemap.php?type=posttogoogle</a> (solo post, secondo specifiche Google);</li>
<li><a href="/sitemap.php?type=page" target="_blank">cappelli.net/sitemap.php?type=page</a> (solo pagine).</li>
<li><a href="/sitemap.php?type=tag" target="_blank">cappelli.net/sitemap.php?type=tag</a> (solo tag).</li>
</ul>
<p>* Si noti che ho aggiunto alla clausola per i tag &#8220;<code>.. AND description!='' ..</code>&#8220;, che esclude dalla sitemap i tag per i quali non è stata specificata una descrizione (facoltativa in WordPress).</p>
<p><i>Si consiglia di visualizzare anche il sorgente delle pagine generate</i>..</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aggiornare i conteggi di WordPress via MySQL</title>
		<link>http://www.cappelli.net/20100803/wordpress-mysql-update-term-count.html</link>
		<comments>http://www.cappelli.net/20100803/wordpress-mysql-update-term-count.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 02:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[$wpdb]]></category>
		<category><![CDATA[DBMS]]></category>
		<category><![CDATA[MySQL]]></category>
		<category><![CDATA[Snippet]]></category>
		<category><![CDATA[Stored Procedure]]></category>
		<category><![CDATA[Web Development]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Poiché sono solito aggiornare i miei post su WordPress direttamente da client (HeidiSQL) dopo diventa arduo tenere il conto corretto dei tag e delle categorie imposte. Ho cercato a lungo una soluzione, sempre lato database, ma non ho trovato niente di pronto; al massimo qualche plugin. Alla fine mi sono stufato e, visto che qualcosina in MySQL la so anche fare (..), mi sono impegnato in una attività che di solito gli utenti medi di WordPress non fanno: scrivere una – pur semplice – query da zero. Il risultato è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin-top: 7px;" src="https://lh4.googleusercontent.com/_-iLXagZshIY/SmB1c0vYijI/AAAAAAAAADs/JIxaVX67W6E/s800/mysql-logo.png" alt="mysql logo" width="144" height="144" />Poiché sono solito aggiornare i miei post su <a href="http://www.wordpress.org" target="_blank">WordPress</a> direttamente da client (<a href="http://www.heidisql.com" target="_blank">HeidiSQL</a>) dopo diventa arduo tenere il conto corretto dei <em>tag</em> e delle <em>categorie</em> imposte. Ho cercato a lungo una soluzione, sempre <strong><em>lato database</em></strong>, ma non ho trovato niente di pronto; al massimo qualche <em>plugin</em>. Alla fine mi sono stufato e, visto che <em>qualcosina</em> in <a href="http://www.mysql.it" target="_blank">MySQL</a> la so anche fare (..), mi sono impegnato in una attività che di solito gli utenti <em>medi</em> di <a href="/tag/wordpress">WordPress</a> non fanno: scrivere una – pur semplice – <em>query</em> da zero. Il risultato è il <a href="/20100803/wordpress-mysql-update-term-count.html">seguente</a>: funziona, basta ricordarsi di sostituire il <em>prefisso</em> &#8220;<strong><em>wp_</em></strong>&#8221; con quello <a href="http://codex.wordpress.org/Editing_wp-config.php" target="_blank"><strong>impostato</strong></a> per il proprio blog.<span id="more-34"></span>
<div class="coding">
<pre>UPDATE <strong>wp_</strong>term_taxonomy,
(SELECT term_taxonomy_id, count(object_id) AS termcount FROM <strong>wp_</strong>term_relationships GROUP BY term_taxonomy_id) AS relationships
SET <strong>wp_</strong>term_taxonomy.count=relationships.termcount
WHERE <strong>wp_</strong>term_taxonomy.term_taxonomy_id=relationships.term_taxonomy_id</pre>
</div>
<p>Lanciando questa <dfn>query</dfn> si ottiene il rapido aggiornamento di qualsiasi &#8220;<i>term</i>&#8221; (categorie e tags) rispetto ai post. Essendo, però, nella condizione di dover fare questa procedura ogni volta che si vuole aggiornare, non sarebbe affatto una brutta idea quella di automatizzare il tutto creando una <b><dfn>stored procedure</dfn></b>, ad esempio..
<div class="coding">
<pre>
CREATE PROCEDURE <strong>wp_</strong>updateTags()
UPDATE <strong>wp_</strong>term_taxonomy,
(SELECT term_taxonomy_id, count(object_id) AS termcount FROM <strong>wp_</strong>term_relationships GROUP BY term_taxonomy_id) AS relationships
SET <strong>wp_</strong>term_taxonomy.count=relationships.termcount
WHERE <strong>wp_</strong>term_taxonomy.term_taxonomy_id=relationships.term_taxonomy_id</pre>
</div>
<p>.., che potremmo richiamare in ogni momento da un qualsiasi client MySQL senza ripetitivi <i>copincolla</i>.. E se proprio ci si vuole togliere del tutto lo sfizio di automatizzare completamente l&#8217;aggiornamento &ndash; ma, a questo punto, io lo chiamerei piuttosto &#8220;<i>allineamento</i>&#8221; (con lo stato attuale delle relazioni) &ndash; è sufficiente aggiungere qualche riga a <kbd>/wp-admin/<b>edit-tags.php</b></kbd> (subito sotto la dichiarazione del <i>case</i> di default):</p>
<div class="coding">
<pre>
default:

wp();
global $wpdb;
$wpdb->query('CALL <strong>wp_</strong>updateTags()');</pre>
</div>
<p>Così ogni qual volta si accederà, da amministratori, alla gestione dei Tags la <dfn>stored procedure</dfn> (che non da alcun dato in output) verrà chiamata, determinando l&#8217;<I>allineamento</i>.. </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cappelli.net/20100803/wordpress-mysql-update-term-count.html/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>5 Android&#8217;s Desiderata</title>
		<link>http://www.cappelli.net/20100701/android-desiderata-wish-list.html</link>
		<comments>http://www.cappelli.net/20100701/android-desiderata-wish-list.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 01:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[DBMS]]></category>
		<category><![CDATA[Google Documents]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[OpenOffice]]></category>
		<category><![CDATA[Skype]]></category>
		<category><![CDATA[Wish List]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cappelli.net/20100701/android-desiderata-wish-list.html</guid>
		<description><![CDATA[Erano vari mesi, se non anni, che aspettavo ed alla fine sono stato premiato: grazie ad un&#8217;offerta della Vodafone anch&#8217;io mi sono fatto uno smartphone, equipaggiato Android; più precisamente un HTC Nexus One marchiato Google. Lo scopo, dopo ben oltre un decennio di fedeltà alla Ericsson (poi Sony Ericsson), non era quello di adattarsi alla moda incombente, magari snobbando la nota mania per l&#8217;iPhone, bensì di avere uno strumento per il testing materiale di Apps mobili, e Android, data la sua natura Linux e la maggior supportabilità da parte della ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_TWetuH7AgEg/TMLvXqEpPTI/AAAAAAAABvQ/BNbOOErrEpo/s288/davidecappelli002.jpg" height="288" width="189" style="float:left" />Erano vari mesi, se non anni, che aspettavo ed alla fine sono stato premiato: grazie ad un&#8217;<a href="https://offerte.vodafone.it/nexus-one/" target="_blank">offerta della Vodafone</a> <b>anch&#8217;io <i>mi sono fatto</i> uno <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Smartphone" target="_blank">smartphone</a></b>, equipaggiato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Android_(operating_system)" target="_blank"><b>Android</b></a>; più precisamente un <a href="http://www.htc.com" target="_blank">HTC</a> <a href="http://www.htc.com/www/product/nexusone/overview.html" target="_blank"><b>Nexus One</b></a> <a href="http://www.google.com/phone/detail/nexus-one" target="_blank">marchiato <b>Google</b></a>. Lo scopo, dopo ben oltre un decennio di fedeltà alla <a href="http://www.ericsson.com" target="_blank">Ericsson</a> (poi <a href="http://www.sonyericsson.com" target="_blank">Sony Ericsson</a>), non era quello di adattarsi alla moda incombente, magari snobbando la nota mania per l&#8217;iPhone, bensì di avere uno strumento per il testing materiale di <i>Apps</i> mobili, e Android, data la sua <i>natura</i> Linux e la maggior supportabilità da parte della comunità di sviluppatori Open Source, faceva maggiormente al mio caso. Ovviamente lo uso &ndash; e tanto.. &ndash; anche per altro, e proprio a riguardo avrei da fare qualche qualche sollecito ai colleghi sviluppatori (<i>free</i> e <i>commercial</i>) in giro per il mondo: una lista dei <i>desiderata</i> per Android sia come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Prosumer" target="_blank"><i>prosumer</i></a> che come comune <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/End_user" target="_blank"><i> end user</i></a>. A breve, su questo sito, saranno visibili anche i miei contributi..<span id="more-29"></span>
<dl>
<dt><a href="http://www.skype.com" target="_blank" name="skype">Skype</a></dt>
<dd>I <i>rumors</i> che vedono il client VoIP a breve disponibile per le piattaforme Android (anche al di fuori degli Stati Uniti) si sprecano. Sarebbe bello avere informazioni definitive perché già la sola ipotesi &ndash; ed anche le esperienze con l&#8217;iPhone &ndash; prelude a svolte quasi rivoluzionarie. Per me già la possibilità di disporre, nella mia WLAN od in altre, di un telefono Skype costituirebbe una &#8220;<i>svolta epocale</i>&#8221; (in praticità).</dd>
<dt><a href="http://docs.google.com" target="_blank" name="googledocs">Google Documents</a></dt>
<dd>Anche qui girano molte voci, e vi sono già applicativi che supportano lettura e scrittura sulla <a href="http://telelavoro.kiw.it/20060607/applicazioni-ufficio-virtuale.html" target="_blank">piattaforma di produttività di Google</a>. &Egrave; pur vero che che questa è già accessibile via browser, ma un <i>programmino</i> rilasciato appositamente non c&#8217;è, soprattutto per quanto riguarda quel piccolo gioiellino di <a href="http://fattertweets.wordpress.com/2010/04/21/oracle-survey-mysql/" target="_blank">opportunità potenziali</a> rappresentato da <a href="http://www.google.com/google-d-s/forms/" target="_blank"><i>Google Forms</i></a>. Se, poi, <i>quelli di</i> <a href="http://www.openoffice.org" target="_blanK">OpenOffice</a> volesseroi includere il supporto <samp>R</samp>/<samp>W</samp> a <i>Google Docs</i> in una prossima versione, e ne facessero anche una <i>light</i> per Android, sarebbe proprio da far festa.</dd>
<dt><a name="answeringmachine">Segreteria Telefonica</a>
<dd>A dire il vero per questa feature bisognerebbe prima convincere i produttori a lasciare <i>intercettare</i> un po&#8217; più che il solo numero chiamante, almeno ad <i>apps</i> (debitamente) certificate che superino questo vincolo di sicurezza.. Superato questo scoglio la possibilità di registrare su <i>smart card</i>, magari in formato <samp>mp3</samp>, le telefonate cui non si è potuto rispondere (senza l&#8217;intermediazione del <i>carrier</i>) sarebbe una comodità, specie potendo personalizzare il messaggio pre-registrato a seconda del chiamante o di <I>regole</i> in base al suo numero (i.e. risposta in inglese se il chiamante non inizia per &#8220;<I>+39</i>&#8220;).</dd>
<dt><a name="fax">Invio/Ricezione Fax</a>
<dd>Dopo varie ricerche sono riuscito ad escludere le <i>apps</i> fondate su servizi di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_fax" target="_blank"><I>internet fax</i></a> per trovarne una capace d&#8217;<a href="http://www.mfax.moontechnolabs.com" target="_blank">inviare e ricevere fax (anche) in <i>modo tradizionale</i></a>. Tutto bene quindi, però a mio avviso manca una funzionalità fondamentale come la lettura e la scrittura (in formato <samp>PDF</samp>) su <a href="#googledocs">GoogleDocs</a> e la notifica (<i>auto-notiifica</i>) automatica via GMail, in modo da effettuare subito una copia di <i>back up</i> di un fax ricevuto.</dd>
<dt></dt>
<dd></dd>
<dt><a name="sqlclient"">Client SQL</a></dt>
<dd>Di modi per connettersi ad un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Relational_database_management_system" target="_blank"><samp>rdbms</samp></a> &ndash; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mysql" target="_blank"><b>MySQL</b></a> in primis, nel mio caso &ndash; da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Command_line" target="_blank">riga di comando</a> ce ne sono già. Manca però un client grafico adatto allo scopo, magari che supplisca all&#8217;ovvio limite dell&#8217;interfaccia ristretta. Usando io <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/HeidiSQL" target="_blank">HeidiSQL</a> su <samp>Win</samp>, che peraltro è un&#8217;applicazione <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_application" target="_blank"><i>portable</i></a> quindi di poco peso, non vedrei insuperabili difficoltà in un eventuale <i>port</i> su Android. </dd>
</dl>]]></content:encoded>
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		<title>Aptana Studio</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 03:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[F.S.E.]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[PHP]]></category>
		<category><![CDATA[Web App]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[Web Development]]></category>

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		<description><![CDATA[Pur rischiando di andare controcorrente mi permetto di affermare che Aptana Studio &#8211; in fase di upgrade dall&#8217;attuale versione 1.5 &#8211; è un ottimo IDE gratuito per lo sviluppo in HTML, Javascript e PHP &#8211; anche se, per Javascript, continuo a preferire l&#8217;altrettanto gratuito NetBeans.. Ha tutto quello che può servire a chi, come me, non appoggiandosi per forza a framework come Zend, lavora al &#8220;low level&#8221; (il che, di per sé, non è affatto una brutta situazione): autocompletamento codice, highlighting, connessione a server remoti (FTP/SFTP), etc.. Inoltre lo si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin-top: 7px;" src="https://lh6.googleusercontent.com/_-iLXagZshIY/TXudj0SLgvI/AAAAAAAAAU4/Ow8t-D08qxI/s800/aptana-logo.png" alt="toggl.com logo" width="144" height="144" />Pur rischiando di andare controcorrente mi permetto di affermare che <a href="http://www.aptana.org" target="_blank"><b>Aptana Studio</b></a> &ndash; in fase di <i>upgrade</i> dall&#8217;attuale versione 1.5 &ndash; è un ottimo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Integrated_development_environment" target="_blank">IDE</a> gratuito per lo <b>sviluppo in</b> HTML, Javascript e <b>PHP</b> &ndash; anche se, per Javascript, continuo a preferire l&#8217;altrettanto gratuito <a href="http://www.netbeans.org" target="_blank">NetBeans</a>.. Ha tutto quello che può servire a chi, come me, non appoggiandosi per forza a <I>framework</i> come <a href="http://www.zend.com" target="_blank">Zend</a>, lavora al &#8220;<i>low level</i>&#8221; (il che, di per sé, non è affatto una brutta situazione): autocompletamento codice, <i>highlighting</i>, connessione a server remoti (FTP/SFTP), etc.. Inoltre lo si può installare su Win|Mac|Linux o come plugin di <a href="http://www.eclipse.org" target="_blank">Eclipse</a>.<span id="more-43"></span></p>
<p>Lo sto scoprendo all&#8217;interno di un corso per &#8220;<i>apprendisti webmaster</i>&#8221; in cui mi è stato <i>concesso</i> di non usare l&#8217;<i>immarcescibile</i> <a href="http://www.adobe.com/it/products/dreamweaver/" target="_blanK">Dreamweaver</a> (per <i>carenza</i> di licenze) dopo aver escluso di seguito <a href="http://www.kompozer.net" target="_blank">Kompozer</a>  e <a href="http://www.microsoft.com/visualstudio/en-us/products/2010-editions/visual-web-developer-express" target="_Blank">Ms.Visual Web Developer (<i>Express</i>)</a>: il primo, infatti, pur encomiabile, è HTML-<i>Only</i> &ndash; oltretutto pare esserci una specie di diffidenza (..), da parte di <i>alcuni</i>, per il suo essere di fatto <i>portable</i> &ndash; mentre il secondo, prevedibilmente, è focalizzato (in maniera del tutto esclusiva) sulle tecnologie Microsoft. Non potendo, come capita spesso, far affidamento su una quota del budget corsuale per acquistare licenze Aptana Studio è sembrato subito una valida soluzione..</p>
<p>..Anche perché il requisito fondamentale del corso non è quello di saper &#8220;<i>fare Pagine Web</i>&#8221; bensì quello di saper scrivere codice HTML e CSS, magari qualcosina di Javascript ed iniziare a <i>barcamenarsi</i> con tutta la restante nozionistica, almeno quella di base, necessaria nella pubblicazione di un sito. Un <i>Dreamweaver</i> o similari, a mio avviso, sono <i>troppo visuali</i> per non indurre il neofita a sottovalutare il potere, ma soprattutto la <I>logica</i>, del &#8220;<i>plain HTML</i>&#8220;. Aptana Studio, invece, che consente di avere anteprime, richiede comunque che il codice (<i>qualsiasi</i> codice..) sia scritto prima di tutto <i>a mano</i>. Un discreto vantaggio <i>pedagogico</i> rispetto a chi, per un <i>rollover</i> con immagini, si affiderà sempre e comunque alla funzione predefinita di <i>DW</i> anziché usare localmente il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Document_Object_Model" target="_blank">DOM</a> con Javascript o, ancora più semplicemente, l&#8217;adeguata <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Css#Syntax" target="_blank"><i>pseudoclasse</i> CSS</a>.</p>
<p>Lo dice uno che ha iniziato con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Microsoft_FrontPage" target="_blank">Ms.Front Page</a>..</p>
<p>La sensazione è che continuerò ad usare Aptana con gli allievi che, dopo questo corso, vorranno proseguire con quello di Sviluppo Web vero e proprio (PHP). Aldilà della questione, pressochè insanabile, delle licenze, infatti, Aptana mi sembra il compromesso ideale fra IDE supersemplici e  IDE <i>debordanti</i> come <a href="http://www.zend.com/products/studio/" target="_blank">Zend Studio</a>, la cui ricchezza di <i>feature</i> rischia non poco di disorientare l&#8217;utente meno smailiziato (tanti miei allievi) e per il quale, magari, l&#8217;interfaccia più complessa è stata finora quella di un wordprocessor.</p>
<p>Non solo, credo sia pure più corretto non imporre ad allievi neofiti l&#8217;uso di software a pagamento se vi è una plausibile alternativa gratuita, perché <i>durante</i> come <i>dopo</i> il periodo del corso potrebbero voler far pratica per conto loro e varie centinaia di &euro; per la licenza non costituiscono di certo un incentivo (fuorché al download).</p>
<p>Si.. Credo proprio che sponsorizzerò spesso, per quanto mi è possibile, l&#8217;impiego di Aptana Studio nei miei corsi; solo una richiesta &ndash; che ho già girato allo staff: <i>per favore predisponete per delle cover da CD pseudo- originali da scaricare; ci sono (sfortunatamente) troppi che pensano ancora che un software non sia &#8220;reale&#8221; se non ha la sua bella custodia, magari incellophanata</i>..</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ad ognuno il suo..</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 01:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Curriculum Vitae]]></category>
		<category><![CDATA[Human Interaction Design]]></category>

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		<description><![CDATA[..Curriculum Vitae.. Oramai è da anni che sono cosciente dell&#8217;esigenza di avere a disposizione più di un curriculum vitae – o resumé che dir si voglia. La ragione di questa prassi è presto detta: un unico curriculum, nel merito (contenuti) come nel metodo (stile), non è affatto detto che si conformi alle istanze del potenziale target. Redigerne più d&#8217;uno, invece, offre l&#8217;occasione di confezionare una presentazione custom che sia, prima di tutto sotto il profilo linguistico, adatta a quei due-tre tipi di destinatari &#8211; difficile che siano di più &#8211; ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left;" src="http://lh5.ggpht.com/_-iLXagZshIY/TL86zsPbNiI/AAAAAAAAAOI/ycTHLPQuO28/s144/davidecappelli001.jpg" alt="" width="110" height="144" />..<strong>Curriculum Vitae</strong>.. Oramai è da anni che sono cosciente dell&#8217;esigenza di avere a disposizione più di un <em>curriculum vitae</em> – o <em>resumé</em> che dir si voglia. La ragione di questa prassi è presto detta: un unico curriculum, nel <i>merito</i> (contenuti) come nel <i>metodo</i> (stile), non è affatto detto che si conformi alle istanze del potenziale target. Redigerne più d&#8217;uno, invece, offre l&#8217;occasione di confezionare una presentazione <I>custom</i> che sia, prima di tutto sotto il profilo linguistico, adatta a quei due-tre tipi di destinatari &ndash; difficile che siano di più &ndash; preventivamente individuati.<span id="more-28"></span></p>
<p>Per spiegare meglio il discorso impiegherò la mia personale esperienza. Fatta la mia <i>gavetta</i>, prima come <ahref="http://en.wikipedia.org/wiki/Webmaster" target="_blank"><i>webmaster</i></a> autonomo e poi presso (e/o er) <a href="/portfolio">varie aziende IT</a>, proprio dopo lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dot-com_bubble" target="_blank">&#8220;<i>sboom</i>&#8221; della <b>New Economy</b></a> mi sono ritrovato a dover fare i conti con la necessità di <i>riciclarmi</i>, ossia proporre le mie competenze anche <i>fuori</i> del mio ambito &ndash; diciamo &ndash; <i>naturale</i>. Aldilà dei tanti <a href="http://www.phibbi.com/extra/gqswe.php" target="_blank" title="Generatore di Qualifiche Stronze per la Web Economy"><i>job title</i> altisonanti</a><a href="http://www.bullshitjob.com/title/" target="_blank">*</a> non è arduo intuire la difficoltà di chiarire ad un qualunque &#8220;<i>non addetto ai lavori</i>&#8221; &ndash; per esempio un responsabile delle HR di un ente di formazione &ndash; quali siano le caratteristiche (le conoscenze, le esperienze, etc..) collegate ad un ruolo come quello di &#8220;<i>Human <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Interaction_design" target="_blank">Interaction Design</a>er</i>&#8220;; viceversa la <i>parafrasi</i> in questo caso necessaria rischia di apparire come un peccato di ingenuità &ndash; e possibile incompetenza, od almeno immaturità professionale &ndash; agli occhi di un <i>geek</i> di un azienda del settore ICT. &Egrave; chiaro che mentre il secondo potrà essere destinatario anche di un CV con minor <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Job_description" target="_blank"><i>job description</i></a> e maggior enfasi sulle tecnologie esperite, per il primo la <I>description</i> sarà fondamentale, laddove le varie sigle cui <i>noi</i> siamo abituati apparirebbero senza senso. <i>Un CV per ognuno</i>, pertanto, si concretizza come l&#8217;unica soluzione sin dall&#8217;iniziale problema di tipo <i>lessicale</i>.</p>
<p>Aldilà degli aspetti contenutistici, poi &ndash; e qui giungiamo all&#8217;argomento del post &ndash;, gli strumenti per realizzare differenti <b>curriculum vitae</b>, magari <b>pubblicandoli on-line</b>, abbondano, trascendendo dai vari profili (pubblici o meno) reperibili presso <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_network_service" target="_blank">social network</a> come <a href="http://www.linkedin.com/in/davidecappelli" target="_blank" rel="me"><b>LinkedIn</b></a> o <a href="http://www.naymz.com/davide_cappelli_1757036" target="_blank" rel="me"><b>Naymz</b></a>..<br />
<h2><a name="eurocv"  title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - EuroCV" href="http://davidecappelli.eurocv.eu" target="_blank" rel="me">EuroCV</a></h2>
<p><a  href="http://www.eurocv.eu" target="_blank">EuroCV</a> è un servizio completamente gratuito che offre agli utilizzatori la possibilità, innanzitutto, di costruire un curriculum vitae impiegando, passo per passo, lo standard del <a href="http://europass.cedefop.europa.eu/europass/home/vernav/Europass+Documents/Europass+CV.csp?loc=it_IT" target="_blank"><b>formato europeo</b> (<i>Europass</i>)</a> e salvarlo su server, per poterlo successivamente modificare o recuperare nel formato preferito (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rich_Text_Format" target="_blank">RTF</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DOC_%28computing%29" target="_blank">DOC</a>, <a href="http://europass.cedefop.europa.eu/europass/home/hornav/Downloads/TechnicalResources/XML.csp" target="_blank">Europass XML</a>). Facoltativa, benché <i>imho</i> fortemente consigliata, è l&#8217;opportunità di rendere il CV accessibile a un <samp>URL</samp> corrispondente a quello che i creatori del servizio chiamano <b>P.A.C.</b> (&#8220;<i>Public Access Code</i>&#8220;)</i>, ossia presso un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Domain_name" target="_blank">dominio</a> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Domain_name#Second-level_and_lower_level_domains" target="_blank">3° livello</a> del tipo &#8220;<tt>http://<b>nomecognome</b>.eurocv.eu</tt>&#8220;, così da potere inviare quest&#8217;ultimo, per esempio, via e-mail anziché un allegato (magari in un formato non supportato dal destinatario). <b style="font-size:120%">PRO</b>: il servizo è gratuito ed è il solo, fra quelli riportati, che supporta il formato europeo, richiesto espressamente in moltissimi casi (nel <a title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - EuroCV" href="http://davidecappelli.eurocv.eu" target="_blank" rel="me">mio caso</a> per l&#8217;<i>accreditamento</i> come docente presso la <a href="http://www.regione.fvg.it/rafvg/AT16/areaArgomento.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/AT16/ARG2/" target="_blank">Regione FVG</a>); in più consente di automatizzare lo scaricamento del CV in un determinato formato semplicemente aggiungendolo all&#8217;<samp>URL</samp> come dominio sempre di 3°livello (e.g. &#8220;<tt><a href="http://davidecappelli.doc.eurocv.eu" target="_blank" rel="me"><a href="http://davidecappelli" rel="nofollow">davidecappelli</a>.<b style="font-size:110%">doc</b>.eurocv.eu</a></tt>&#8220;) e <a href="http://www.eurocv.eu/soap.php" target="_blank">supporta lo standard <samp>SOAP</samp></a> per lo sviluppo di applicazioni in lettura e scrittura sul sistema. <b style="font-size:120%">CONTRO</b>: non c&#8217;è, almeno per ora, supporto alcuno al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_Format" target="_blank">formato PDF</a> (non modificabile..) e &ndash; va detto! &ndash; non è piena l&#8217;integrazione con le specifiche dell&#8217;<a href="http://europass.cedefop.europa.eu/europass/home/hornav/Downloads/TechnicalResources/XML.csp" target="_blank">Europass XML</a>, tanto che spesso non è possibile riutilizzare il file di output nel <a href="http://europass.cedefop.europa.eu/europass/home/vernav/Europass+Documents/Europass+CV/CVOffline.csp" target="_blank">servizio online del CEDEFOP</a>.<br />
<h2><a name="easycv"  title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - Easy-CV.com" href="http://davidecappelli.cv.fm" target="_blank" rel="me">Easy-CV</a></h2>
<p>Uso <a href="http://www.easy-cv.com" target="_blank">Easy-CV</a> come ultimo spazio dove uso ancora l&#8217;italiano per propormi come <a  title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - Easy-CV.com" href="http://davidecappelli.cv.fm" target="_blank" rel="me">professionista IT</a>. Il servizio, di <a href="http://www.recrutae.com" target="_blank">origine francofona</a>, è gratuito e consente l&#8217;impiego di diversi <b><i>template</i></b> per la pagina web pubblicabile (ad un indirizzo del tipo &#8220;<tt>http://<b>nomecognome</b>.cv.fm</tt>&#8220;), dalla quale è possibile far scaricare il Curriculum sia in formato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DOC_%28computing%29" target="_blank">DOC</a> che <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_Format" target="_blank"><b>PDF</b></a>. Il <i>Layout</i> tipografico è di pagina a due colonne ed un estratto della stessa è includibile come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_widget" target="_blank"><i>widget</i></a> (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Javascript" target="_blank">JavaScript</a>) in qualsiasi <tt>HTML</tt> a disposizione (ad esempio nel proprio blog). <b style="font-size:120%">PRO</b>: oltre al <i>widget</i> il servizio offre integrazione per la promozione su vari <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_network_service" target="_blank">social network</a>. <b style="font-size:120%">CONTRO</b>: il numero dei <i>template</i> di CV applicabili sembra drasticamente scarso e gli stessi sono graficamente alquanto poveri, laddove non è permesso, neppure a eventuali utilizzatori competenti, la modifica all&#8217;<tt>HTML</tt>+<tt>CSS</tt> sottostante.<br />
<h2><a name="emurse" title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - Emurse" href="http://davidecappelli.emurse.com" target="_blank" rel="me">Emurse</a></h2>
<p>Essendomi guadagnato offerte anche dall&#8217;estero, come <a title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - Emurse" href="http://davidecappelli.emurse.com" target="_blank" rel="me">ICT Trainer/Teacher</a>, <a href="http://www.emurse.com" target="_blank">Emurse</a> (furbo anagramma di &#8220;<i>resumé</i>&#8220;) è sembrato il servizio adatto a pubblicare il CV relativo in inglese. Analogamente al precedente, infatti, tale servizio permette di scegliere fra diversi template, di disporre di un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_badge" target="_blank"><i>badge</i></a> (<samp>html</samp>) da includere nel proprio blog, di <b>ricercare fra delle offerte di lavoro</b> ed, ovviamente, di rendere il tutto pubblicabile ad un <samp>URL</samp> del tipo  &#8220;<tt>http://<b>nomecognome</b>.emurse.com</tt>&#8220;. In aggiunta, però, offre anche un valido sistema di <b>analisi degli accessi</b> e, soprattutto, la gestione di <b>curriculum vitae multipli</b>, cui, per la visualizzazione, può essere imposta una password. <b style="font-size:120%">PRO</b>: supporto al download multiformato, pure un improbabile XML&rArr;RSS. <b style="font-size:120%">CONTRO</b>: niente da segnalare, a parte il campionario forse un po&#8217; troppo <i>serioso</i> dei template e il layout obbligatoriamente a singola colonna.<br />
<h2><a name="ceevee" title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - CeeVee" href="http://ceevee.com/davidecappelli" target="_blank" rel="me">CeeVee</a></h2>
<p>Un piccolo passo indietro verso la semplicità è rappresentato da <a href="http://www.ceevee.com" target="_blank">CeeVee</a>, grazie al quale rendo pubbliche, per il mercato estero, le mie qualità di <a title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - CeeVee" href="http://ceevee.com/davidecappelli" target="_blank" rel="me">Web Developer</a>. Il servizio non offre tutte le features dei precedenti, anche se, di contro, consente il <samp>login</samp> con le credenziali di <a href="http://www.facebook.com/davide.cappelli" target="_blank">Facebook</a> e l&#8217;integrazione con quest&#8217;ultimo; a volere essere precisi, invero, non viene offerto nemmeno un dominio di terzo livello, visto che il curriculum pubblicato può essere reperito ad un <samp>URL</samp> del tipo  &#8220;<tt><a href="http://ceevee.com/" rel="nofollow">ceevee.com/</a><b>nomecognome</b></tt>&#8220;. Tuttavia è supportato l&#8217;invio del CV come allegato (anche <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_Format" target="_blank">PDF</a>) via e-mail, c&#8217;è pure l&#8217;integrazione con sistemi di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_bookmarking" target="_blank"><i>social bookmarking</i></a> e <a href="http://twitter.com/davide_cappelli" target="_blank">Twitter</a> ed infine le statistiche di visualizzazione. <b style="font-size:120%">PRO</b>: tali statistiche sono estremamente dettagliate, a livello di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hostname" target="_blank"><i>hostname</i></a> di provenienza. <b style="font-size:120%">CONTRO</b>: non vi sono template alternativi.<br />
<h2><a name="visualcv" title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - VisualCV" href="http://visualcv.com/davide-cappelli" target="_blank" rel="me">Visual CV</a></h2>
<p><a href="http://www.visualcv.com" target="_blank" >Visual CV</a> è l&#8217;unico servizio presso cui sia reperibile il <a title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - VisualCV" href="http://visualcv.com/davide-cappelli" target="_blank" rel="me">mio profilo esperienziale e competenziale completo</a>, in inglese. Ciò che differenzia quest&#8217;ultimo dai precedenti &ndash; coi quali condivide numerose caratteristiche e features &ndash; è il fatto d&#8217;essere predisposto nativamente a accogliere <b>oggetti <i>multimediali</i></b>, dalle presentazioni (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Slideshare" target="_blank">Slideshare</a>) ai video (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Youtube" target="_blank">YouTube</a>), incorporati da origini esterne, il che rende tale servizio la scelta più adatta per chi non ha soltanto testo da esporre. Completa l&#8217;offerta l&#8217;interessantissima funzionalità con la quale si possono invitare, tramite e-mail, dei visitatori al curriculum avendo traccia delle azioni individuali. <b style="font-size:120%">PRO</b>: per quanto riguarda l&#8217;invio via e-mail è utilissima l&#8217;integrazione con i <i>contatti</i> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Plaxo" target="_blank"><b>Plaxo</b></a>. <b style="font-size:120%">CONTRO</b>: la differenza fra i template si basa prevalentemente su alternativi mix cromatici.
<div style="margin-top:10px">
<ul>
<li style="list-style-type: none; float: left; width: 20%; margin: 0px; text-align: center;"><a title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - VisualCV" href="http://visualcv.com/davide-cappelli" target="_blank" rel="me"><img style="border: none; margin-bottom: 0px;" src="http://lh5.ggpht.com/_-iLXagZshIY/TL5aZUOFBWI/AAAAAAAAANk/yuN5gNzE6mE/s144/davidecappelli0001.png" alt="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - VisualCV" width="100" height="121" /><strong>Visual CV</strong></a></li>
<li style="list-style-type: none; float: left; width: 20%; margin: 0px; text-align: center;"> <a title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - CeeVee" href="http://ceevee.com/davidecappelli" target="_blank" rel="me"><img style="border: none; margin-bottom: 0px;" src="http://lh6.ggpht.com/_-iLXagZshIY/TL5aZgSZS4I/AAAAAAAAANo/Vi_1ojbFatk/s144/davidecappelli0002.png" alt="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - CeeVee" width="100" height="121" /><strong>CeeVee</strong></a></li>
<li style="list-style-type: none; float: left; width: 20%; margin: 0px; text-align: center;"><a title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - EuroCV" href="http://davidecappelli.eurocv.eu" target="_blank" rel="me"><img style="border: none; margin-bottom: 0px;" src="http://lh4.ggpht.com/_-iLXagZshIY/TL5aZkDfheI/AAAAAAAAANs/S6WXbh-NP64/s144/davidecappelli0003.png" alt="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - EuroCV" width="100" height="121" /><strong>EuroCV</strong></a></li>
<li style="list-style-type: none; float: left; width: 20%; margin: 0px; text-align: center;"> <a title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - Emurse" href="http://davidecappelli.emurse.com" target="_blank" rel="me"><img style="border: none; margin-bottom: 0px;" src="http://lh4.ggpht.com/_-iLXagZshIY/TL5aaJU5u4I/AAAAAAAAANw/2_w_F-vlAqs/s144/davidecappelli0004.png" alt="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - Emurse" width="100" height="121" /><strong>Emurse</strong></a></li>
<li style="list-style-type: none; float: left; width: 20%; margin: 0px; text-align: center;"> <a title="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - Easy-CV.com" href="http://davidecappelli.cv.fm" target="_blank" rel="me"><img style="border: none; margin-bottom: 0px;" src="http://lh4.ggpht.com/_-iLXagZshIY/TL5aaKyxsHI/AAAAAAAAAN0/bI-52LY3Py4/s144/davidecappelli0005.png" alt="Davide Cappelli - Curriculum Vitae - Easy-CV.com" width="100" height="121" /><strong>Easy-CV.com</strong></a></li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>I nefasti effetti sociali del F.U.D. informatico</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 01:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno, ben più che in quelli precedenti, sono stato fagocitato dall&#8217;attività formativa, tanto da aver superato con molta agilità sia la soglia formale (CCNL della Formazione Professionale) di 800 ore d&#8217;aula che quella psicologica delle 1000 ore, anche tenuto conto che la media regionale delle ore per docente si attesta circa alla metà di quanto io abbia erogato. Un bel successo quindi, sia di riscontri (visto che molti allievi si sono trovati bene e sono ritornati a proseguire il loro percorso di crescita personale) che di opportunità di analisi, quasi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno, ben più che in quelli precedenti, sono stato fagocitato dall&#8217;attività formativa, tanto da aver superato con molta agilità sia la soglia <i>formale</i> (<a href="http://www.uil.it/uilscuola/web/notizie/formazione_professionale/archivio06_07.htm" target="_blank">CCNL della Formazione Professionale</a>) di <b>800 ore</b> d&#8217;aula che quella <i>psicologica</i> delle <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=2011825&#038;id=1005152360&#038;l=1a5af8eb70" target="_blank"><b>1000 ore</b></a>, anche tenuto conto che la media regionale delle ore per docente si attesta circa alla metà di quanto io abbia erogato. Un bel successo quindi, sia di riscontri (visto che molti allievi si sono trovati bene e sono ritornati a proseguire il loro percorso di crescita personale) che di opportunità di analisi, quasi a livello demografico. Già, perché la massa di persone che è passata sotto le mie <i>grinfie</i> è stata involontariamente sottoposta ad un velato <i>screening</i> sui comportamenti ed atteggiamenti riguardo la &#8220;<i>res informatica</i>&#8220;, che a portato (me) ad identificare diverse problematiche.<span id="more-24"></span><br />
<h3>Sovrastima dei requisiti professionali</h3>
<p>Buona parte dei miei corsi sono stati praparatori alla <a href="http://aicanet.net/certificazioni/ecdl" target="_blank"><b>Certificazione E.C.D.L.</b></a> (<i>Core Start</i>, <i>Core Final</i> e <a href="http://aicanet.net/certificazioni/ecdl/core-level/syllabus" target="_blank"><i>Core Full</i></a>) che, rispetto a quella di &#8220;<a href="http://aicanet.net/certificazioni/ecitizen" target="_blank"><i>e-Citizenship</i></a>&#8220;, è dichiaratamente orientata a costruire lo standard di competenze informatiche da spendere in ambito professionale (impiegatizio). Già nei programmi didattici cui noi docenti dobbiamo attenerci appare chiaro – per chi sa leggerli in modo critico – un approccio alla materia tutto fuorché &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ecological_validity" target="_blank"><i>ecologico</i></a>&#8221; (da <i>scienza teorica</i> anziché da <i>scienza applicata</i>), con gli allievi che, per seguire pedissequamente i contenuti corsuali, dovrebbero avere già almeno alcune competenze pregresse (da <i>standardizzare</i>, appunto) e non dovrebbero essere appena <i>evengelizzati</i> da zero. Situazione, invece, da cui parte la maggioranza..<br />Già qui saremmo messi male, con le persone che, appena informate dei punti costituenti i programmi, si scoraggiano (anche e soprattutto perché non sanno valutarne il reale – spesso minimo – impegno richiesto); difficile spiegare loro che, a loro, per una stampata, in un qualunque ufficio verrà richiesto soltanto di schiacciare un pulsante, mentre le eventuali pene riguardanti installazione, configurazione e manutenzione di una stampante saranno deputate all&#8217;ulcera del sistemista di turno (o del collega &#8220;<i>informatico</i>&#8221; di turno), che di norma sarà il bersaglio di qualsiasi altra richiesta di supporto, <a href="http://www.soft-land.org/storie/" target="_blank">anche la più idiota</a>..<br /><b>Tutto</b>, insomma, appare <i>tanto</i> ed a dir poco arduo da imparare completamente (per chi non lo conosce). Da bravo <i>proto-psicologo</i> sociale mi sembra che pure qui abbia fatto <i>capolino</i> un corollario della &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dissonanza_cognitiva" target="_blank"><i>dissonanza cognitiva</i></a>&#8220;, del tipo «<i>se descrivo le competenze alla base del mio lavoro come difficili allora il mio lavoro è difficile, ed io sono bravo in quanto sono in grado di svolgerlo..</i>». Posso accettarlo per la creazione di <i>script</i> in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Visual_Basic_for_Applications" target="_blank"><kbd>VBA</kbd></a>, che richiedono una preparazione specifica, ma questa prospettiva non può essere applicata anche alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Testo_formattato" target="_blank">formattazione</a> del testo in maniera indifferenziata: a priori le persone non possono capire la differenza.<br />Alla fine tocca al docente ridurre la &#8220;<i>minaccia percepita</i>&#8221; (anche perché non tutti possono permettersi di dedicarvi tempo oltre alle ore di corso), spiegando pure – ed è questo il vero nodo in questione – che la maggior parte dei colleghi che incontreranno nel lavoro che (eventualmente) avranno trovato grazie a queste nuove competenze, in effetti, sapranno utilizzare il <b>5-10%</b> delle funzioni delle applicazioni trattate nel corso; e che questo non è un difetto, ma la <i>quotidianità</i> d&#8217;ufficio, quando va bene..<br />E via a raccontare aneddoti dimostrativi sui propri colleghi di oggi e di ieri&#8230;<br />
<h3>Sovrastima dei requisiti non professionali</h3>
<p>Va anche detto che una concreta parte dei partecipanti a questi corsi non vi si è iscritta soccombendo alla popolare superstizione, peraltro tanto imprecisa ed incorretta quanto assillante, che «<i>senza sapere di computer non si trova lavoro</i>»; soltanto in pochi frequentano per <i>ragioni curricolari</i> – fra i quali la maggioranza necessitano solo di un <i>pezzo di carta</i> che testimoni che sanno fare ciò che fanno ogni giorno al lavoro –, mentre i più sono spinti prima di tutto da un personale – oserei dire genuino, visto che anche io cominciai non certo per <i>necessità</i>.. – interesse.<br />Il fine della maggioranza, infatti, è prima di tutto padroneggiare gli strumenti di informazione e comunicazione, in una parola <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet" target="_blank">Internet</a> (navigazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web" target="_blank">/a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/E-mail" target="_blank">posta elettronica</a>, ai quali, se <i>scappa</i>, io aggiungo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Messaggistica_istantanea" target="_blank"><dfn>instant messaging</dfn></a> e un minimo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette" target="_blank"><dfn>netiquette</dfn></a>), sapere <i>maneggiare quel che basta</i> la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Videoscrittura" target="_blank">videoscrittura</a> e, ovviamente, prendere confidenza con quel <i>coso</i> chiamato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Personal_computer" target="_blank">personal computer</a>.<br />Anche per raggiungere questo risultato, limitato rispetto agli obiettivi del corso – che vorrebbero ci si sapesse <i>arrangiare</i> sia con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Videoscrittura" target="_blank">videoscrittura</a> che con i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Foglio_elettronico" target="_blank">fogli di calcolo</a> –, le prospettive, inizialmente, sembrano ai partecipanti poco rosee, chi per l&#8217;età (magari avanzata) e chi per supposta idiosincrasia verso il <i>coso</i> e <b>tutto ciò che esso <i>rappresenta</i></b>.<br />Per questo – ed il mio passato da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Interaction_design" target="_blank"><dfn>human interaction designer</dfn></a> certamente mi da una mano – sono costretto a spendere ore a spiegare che, a differenza di tante &#8220;<i>materie</i>&#8221; in cui all&#8217;utente finale è deputata la parte maggiore di sforzo per l&#8217;apprendimento, nella <i>res informatica</i> – almeno per quel che concerne l&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/End_user_(computer_science)" target="_blank"><dfn>end user</dfn></a> statisticamente più probabile – questo impegno è (o <i> dovrebbe essere</i>..) ridotto al minimo dalla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/User_interface_design" target="_blank"><i>Progettazione</i></a>. Una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Experience_design" target="_blank">progettazione</a> volta a realizzare strumenti <dfn>stupid proof</dfn>, tanto che i miei allievi spesso si sentono apostrofare con: «<i>dovete fare gli stupidi, se farete (troppo) gl&#8217;intelligenti non saprete cogliere la naturalezza degli aiuti che in ogni angolo troverete..!</i>».<br />Se dal punto di vista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andragogia" target="_blank"><i>andragogico</i></a> tutto ciò da i suoi frutti, perché le persone si rilassano ed effettivamente iniziano a <i>subire</i> tutti gli aiuti possibili che il PC da (dalla <a href="h<br />
ttp://it.wikipedia.org/wiki/Metafora_della_scrivania" target="_blank"><dfn>metafora della scrivania</dfn></a> a tutte le altre impiegate per <i>oggettualizzare</i> gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artefatti_cognitivi" target="_blank"><dfn>artefatti cognitivi</dfn></a> che costellano l&#8217;impiego del computer), è <i>tragicomico</i> il dover argomentare con <b><i>utenti finali</i></b> tutto il lavoro che sta a monte. È un po&#8217; come spiegare ai consumatori come vengono indotti dall&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblicit%C3%A0"><dfn>advertising</dfn></a> ad acquistare anche le futilità più inutili col sorriso sulla bocca..<br />
<h3>Sovrastima dei rischi</h3>
<p>Qui andiamo al vero nodo della questione. Da quando – più o meno 15 anni or sono – ha cominciato a consolidarsi commercialmente il segmento <i>domestico</i> di utenti/acquirenti, se da un lato l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Usabilit%C3%A0" target="_blank"><b>usabilità</b></a> dei PC è grandemente aumentata, in modo da facilitare l&#8217;accesso e il consumo, dall&#8217;altro è stata esponenzialmente radicalizzata la questione relativa al rischio, <i>ovviamente</i> affrontabile dotandosi delle <i>opportune</i> contromisure disponibili in commercio&#8230;<br />Così mi ritrovo allievi che o non cliccano su una qualsiasi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dialog_window" target="_blank"><dfn>finestra di dialogo</dfn></a> per paura di beccarsi un virus o che forsennatamente cliccano (per chiudere però) su qualunque <i>cosa</i> nuova appaia sullo schermo nel timore di una violazione del proprio computer. Alcuni di essi sono inizialmente così atterriti da «<i>quello che si sa del mondo dei computer..</i>» (un <i>pout purri</i> indefinibile di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malware" target="_blank"><dfn>malware</dfn></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phishing" target="_blank"><dfn>phishing</dfn></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sniffing" target="_blank"><dfn>sniffing</dfn></a> ed azioni criminali di <i>vecchio stampo</i>) che si bloccano, presi dal panico, ad ogni nuovo passaggio da compiere.<br />Non c&#8217;è che dire, i vari <i>marketing department</i> che hanno spopolato negli ultimi anni con campagne pubblicitarie di stampo terroristico hanno fatto davvero un buon lavoro, dal punto di vista del marketing: (molt)i neofiti hanno appreso che usare un PC <i>equivale</i> ad avere una &#8220;<i>bomba</i>&#8221; in casa, ma la &#8220;<i>squadra esplosivi</i>&#8221; è già pronta e disponibile ad intervenire, sottoscrivendo un contratto rinnovabile comodamente ogni anno.. Se penso che molti allievi mi prendono in parte confessandomi di allarmarsi del fatto che il loro antivirus li stia insistentemente <i>minacciando</i> di stare concludendo il suo <i>trial period</i> con finestrine e messaggi di tutti i colori dell&#8217;emergenza non posso fa altro che sentire la rabbia crescermi in fondo alle budella..<br />..E mi tocca spiegare loro come una buona parte delle minacce si concretizzino sfruttando l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ingegneria_sociale" target="_blank"><dfn>ingegneria sociale</dfn></a> (con un pizzico di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Percezione" target="_blank">psicologia della percezione</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_cognitiva" target="_blank">cognitiva</a>), che è poi lo stesso metodo applicato anche per vendere <i>meglio</i> i prodotti informatici destinati alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sicurezza_informatica" target="_blank">sicurezza</a>. Del resto: «<i>Quali soggetti possono trarre maggior vantaggio da un livello percepito così alto di minaccia? I produttori di virus o quelli di antivirus? ..Sempreché in alcuni casi non vi sia corrispondenza..</i>».</p>
<p>Fatto sta che, più che insegnare rudimenti di <i>Informatica</i> a questi principianti, a molti docenti tocca fungere da <i>terapisti</i> della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terapia_cognitivo-comportamentale" target="_blank">riabilitazione comportamentale</a> e lottare più contro le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fobia" target="_blank"><i>fobie</i></a> inculcate che contro la naturale resistenza al <i>nuovo</i>.</p>
<p>..Che in effetti non sussiste affatto, tutt&#8217;altro..<br />&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>1000+ Ore di Docenza</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 22:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno ho raggunto un traguardo non da poco: le mille ore di aula, che entro Natale arriveranno a quota 1050.. Per l&#8217;occasione &#8211; tante ore sono uno sforzo, prima di tutto, fisico (poi mentale) &#8211; mi sono fatto fare una bella torta da spartire con le persone con le quali e grazie alle quali ho conquistato tale record, tutt&#8217;altro che esclusivamente personale. Va, poi, conservato per ultimo il ringraziamento a tutti gli allievi, specialmente a quelli che si sono beccati un docente ormai dalle corde vocali disastrate..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://picasaweb.google.com/lh/photo/xw0MjELazRGtT_31uh1Nyw?feat=embedwebsite" target="_blank"><img style="float:left" src="http://lh6.ggpht.com/_TWetuH7AgEg/TMir8hCLjRI/AAAAAAAABv4/EF6r04vJC0I/s288/davidecappelli0002.jpg" height="216" width="288" /></a>Quest&#8217;anno ho raggunto un traguardo non da poco: le <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=2011825&#038;id=1005152360&#038;l=1a5af8eb70" target="_blank"><b>mille ore di aula</b></a>, che entro Natale arriveranno a quota 1050.. Per l&#8217;occasione &ndash; tante ore sono uno sforzo, prima di tutto, fisico (<U>poi</u> mentale) &ndash; mi sono fatto fare una bella torta da spartire con le persone <i>con</i> le quali e <i>grazie</i> alle quali ho conquistato tale record, tutt&#8217;altro che esclusivamente personale. Va, poi, conservato per ultimo il ringraziamento a tutti gli allievi, specialmente a quelli che si sono <i>beccati</i> un docente ormai dalle corde vocali <i>disastrate</i>..</p>]]></content:encoded>
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		<title>La lontananza, sai, è come un Facebook..</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo alcuni mesi in cui mi sono sentito prendere in giro dai miei amici &#8211; io che sono sempre stato, per varie ragioni, il più &#8220;tecnologico&#8221; e &#8220;up-to-date&#8220;.. &#8211; per la mia grossa leggerezza, anch&#8217;io, esattamente due settimane fa, mi sono fatto un profilo su Facebook. Spendendoci non più di qualche manciata di minuti al giorno ho cominciato ad inserire materiali ed a ricercare vecchie e nuove conoscenze, arrivando quasi al centinaio in pochissimo tempo (un traguardo, considerato che la maggior parte di quelli che conosco hanno superato da tempo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo alcuni mesi in cui mi sono sentito prendere in giro dai miei amici &ndash; io che sono sempre stato, per varie ragioni, il più &#8220;tecnologico&#8221; e &#8220;<i>up-to-date</i>&#8220;.. &ndash; per la mia grossa <i>leggerezza</i>, anch&#8217;io, esattamente due settimane fa, mi sono fatto un <a href="http://www.facebook.com/people/Davide-Cappelli/1005152360" target="_blank">profilo</a> su <b><a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a></b>. Spendendoci non più di qualche manciata di minuti al giorno ho cominciato ad inserire materiali ed a ricercare vecchie e nuove conoscenze, arrivando quasi al centinaio in pochissimo tempo (un traguardo, considerato che la maggior parte di quelli che conosco hanno <a href="http://www.itworld.com/small-business/58216/millennials-love-service-subscriptions" target="_blank">superato</a> da tempo l&#8217;età in cui ci si può facilmente trastullare con simili <i>diavolerie</i>..).<span id="more-21"></span><br/><br/>Ho usato la <a href="http://picasaweb.google.com/lh/photo/3mtb9SuPvaSN9wsdeSLE8g" target="_blank">solita foto</a> (di ormai più di 10 anni fa) che uso anche come avatar per <a href="skype://david.kappell">Skype</a>, ho specificato varie informazioni personali ed ho cominciato ad acquisire alcune abitudini che sembrano <a href="http://www.networkworld.com/news/2008/112108-facebook-etiquette-five-dos-and.html" target="_blank">connaturate</a> all&#8217;<em>utente medio</em> di <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>: diventare fan di qualcuno/qualcosa, iscriversi a (svariatissimi) gruppi e partecipare a sondaggi/test tra il serio ed il faceto; ho anche ricevuto moltissimi inviti per eventi reali, ma soprattutto ho ricevuto la richiesta di sfruttare &#8220;<i>applicazioni</i>&#8221; di cui non ho capito ancora &ndash; né penso capirò mai.. &ndash; lo scopo.<br/><br/>C&#8217;era un motivo dietro al fatto che, pur sapendo di <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> probabilmente <a href="http://punto-informatico.it/1499418/PI/News/usa-studenti-sempre-piu-sotto-controllo.aspx" target="_blank">molto prima</a> rispetto ai miei mediamente <i>antiquati</i> amici, ci ho messo tanto tempo per registrarmi, cosa che invece avevo <a title="Davide Cappelli's Profile" href="http://www.linkedin.com/in/davidecappelli" target="_blank">prontamente fatto</a> con il più <i>professionale</i> e <i>serioso</i> <b><a href="http://www.linkedin.com" target="_blank">LinkedIn</a></b>: il fatto che lo considerassi una &laquo;<i>cagata pazzesca</i>&raquo;, dal punto di vista di <i>business model</i> &ndash; e ne ho viste in questi ultimi 10 e passa anni, tra il Web delle origini e quello che ormai chiamano già &#8220;<i><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_3.0" target="_blank">Web 3.0</a></i>&#8221; &ndash; ma soprattutto per la sua inutilità <i>obiettiva</i>, tenuto conto che molto probabilmente &ndash; così supponevo.. &ndash; doveva essere popolato di studentelli/e brufolosi/e a cavallo tra le scuole superiori e l&#8217;università ed in cerca di un po&#8217; di &#8220;<i>connettività socio-affettiva</i>&#8220;. Mi aspettavo, insomma, il solito <i>fuoco di paglia</i> &ndash; come sembrano molti sistemi di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_network_service" target="_blank">social networking</a> &ndash; fatto più per <a href="http://www.zeusnews.it/news.php?cod=5937" target="_blank">attirare</a> attenzione che per costituire un fenomeno (ed uno strumento, per chi ne è utilizzatore) <b>stabile</b> e duraturo, quindi affidabile.<br/><br/>Dopo due settimane d&#8217;impiego e di <i>ravanamento</i>, se non sono cambiati i giudizi generali (soprattutto per ciò che concerne il <i>business model</i>, che <a href="http://punto-informatico.it/2475037/PI/News/twitter-affare-un-miliardo.aspx" target="_blank">appare a molti</a> quantomeno &#8220;<i>fumoso</i>&#8221; e perciò non facilmente sondabile), quantomeno è cambiato in me l&#8217;entusiamo per il sistema. Quasi certamente non farò mai affidamento su &#8220;<b><a href="http://www.facebook.com" target="_blank">FB</a></b>&#8221; per trovare un (miglior) <a href="http://www.businessweek.com/technology/content/nov2008/tc20081121_828725.htm" target="_blank">nuovo lavoro</a> &ndash; anche perché, in tal senso, ho già riscontrato un inaspettato ritorno grazie a <a href="http://www.linkedin.com" target="_blank">LinkedIn</a> &ndash;, né credo d&#8217;avere chances come <i>trend-setter</i> o di poter fare fortuna promuovendovi la mia attività (magari grazie ad un&#8217;&#8221;<i>applicazione</i>&#8221; da me <i>all&#8217;uopo</i> sviluppata), ma almeno per un&#8217;opportunità &ndash; il fondamento cardine di questi sistemi &ndash; devo ringraziare <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">FB</a>: di potermi ri-avvicinare a persone che hanno fatto parte della mia esistenza e di cui, per un motivo o per un altro, mi sono ritrovato a dover fare a meno.<br/><br/>Con <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">FB</a> ho ritrovato l&#8217;<a href="http://www.alancurtis.it" target="_blank">amico e socio</a> di quasi dieci anni fa (e che, tornato per questo week-end dall&#8217;<a href="http://www.perpyde.com" target="_blank">Albania</a>, ho incontrato, visibilmente ubriaco fradicio, in un <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#038;hl=it&#038;geocode=&#038;q=opicina&#038;sll=45.653164,13.814742&#038;sspn=0.116152,0.304527&#038;ie=UTF8&#038;ll=45.69078,13.7898&#038;spn=0.001814,0.004758&#038;t=h&#038;z=18" target="_blank">locale di Opicina</a>, dove c&#8217;era pure un altro nostro <a href="http://www.linkedin.com/in/markopetelin" target="_blank">ex-socio</a>), ho ritrovato le persone che sono andate all&#8217;estero (e, per fortuna loro, hanno deciso di non tornare), ho rivisto il volto (vabbé, in foto..) di gente (invecchiata come me) che non frequento da 10 e più anni, di ex-colleghi in giro per l&#8217;Italia (e/o il mondo) con cui ho condiviso più di una &#8220;<i>notte prima della deadline</i>&#8220;, ho ripreso, seppur labili, rapporti con alcuni miei <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=35519813813" target="_blank">ex-compagni delle superiori</a> ed ho scoperto che il <a href="http://it-it.facebook.com/people/Giulia-Zingone/1389827332" target="_blank">grande amore</a> di quei tempi si è sposata, tra l&#8217;altro con uno che si chiama come me.<br/><br/>Mai avuta prima una così impetuosa &#8220;<i>botta</i>&#8221; di malinconia dei &#8220;<i>bei vecchi tempi</i>&#8220;, dunque, benché, da bravo ultratrentenne, ne abbia già avute molte. Il fatto è che, escludendo o viceversa concentrandosi sull&#8217;<i>andazzo</i> attuale delle <i>cose</i> (la maturità, gli impegni lavorativi e non, la Crisi, etc..), viene fuori sempre quella vocina che dal profondo ti ricorda che, nemmeno tanti anni fa, di quelle <i>cose</i> te ne potevi anche fregare, proprio perché potevi concentrarti sulle persone, sulle tue conoscenze, sulla tua <i><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_sociale" target="_blank">rete sociale</a></i>. Un valore che stenta a deprezzarsi comunque, anche se oramai è stra-usato.<br/><br/>Credo proprio sia questo il <i>valore aggiunto</i> di <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>, il fatto che fondi il suo successo, oltreché sul sempiterno desiderio di esplorazione del <i>nuovo</i> (magari anche del &#8220;<i>nuovo cazzeggiamento</i>&#8220;..), sull&#8217;ostinazione umana nel voler ri/consolidare ciò che è già esperienza vissuta consolidata, magari anche remota. Un patrimonio per gli utenti ma anche per il bilancio economico di <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> che, se riuscirà a non farsi <i>prendere la mano</i> dai markettari di turno, potrebbe diventare per le <em>reti sociali</em> ciò che già ora <a href="http://www.google.com" target="_blank">Google</a> (ed i suoi servizi accessori) costituisce per le <b><em>reti informative</em></b>: un discreto ma efficientissimo strumento di advertising mirato.<br/><br/>Voglio proprio testare questa sua potenziale capacità, ed a questo scopo sto tentando di farmi &#8220;<i>profilare</i>&#8221; in qualunque modo a me venga in mente (quiz, partecipazione a gruppi e/od a eventi, etc.). Per il momento, non so se sia a causa mia &ndash; che non è detto stia procedendo correttamente &ndash; od a causa di un malfunzionamento, l&#8217;advertising che ricevo è tuttaltro<br />
 che mirato (e si che do pure il pollice verso o meno..), ma ho notevoli speranze per il futuro. Anche di lavoro, dato che molto difficlmente si possono trovare in giro persone come me: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Programmer" target="_blank"><i>programmer</i></a> informatici e contemporanemante <i>profiler</i> psicologici.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;EEE PC vende bene a Trieste (come ovunque, del resto..)</title>
		<link>http://www.cappelli.net/20080204/successo-eee-pc.html</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 04:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[In aggiunta alla mia normale attività di solution development c&#8217;è anche quella di formazione, che – devo ammettere – mi da molte soddisfazioni. Una di queste è di poter pormi come &#8220;evangelist&#8221; (termine molto di moda ai tempi della New Economy) della cosiddetta &#8220;e-citizenship&#8221; (&#8220;cittadinanza digitale&#8220;). Tra le tante iniziative – più o meno interessate, a dir la verita.. – quella di Asus e del suo subnotebook da 299 € (EEE PC) è davvero rilevante, commercialmente per l&#8217;azienda, socialmente per tutti gli altri (competitor inclusi).

Sull&#8217;EEE PC (o &#8220;E3 PC&#8221;, per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In aggiunta alla mia normale attività di <a href="http://www.cappelli.net/produzione-web/"><i>solution development</i></a> c&#8217;è anche quella di <b><a href="http://www.cappelli.net/consulenza/formazione/">formazione</a></b>, che – devo ammettere – mi da molte soddisfazioni. Una di queste è di poter pormi come &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Technology_evangelist" target="_blank"><i>evangelist</i></a>&#8221; (termine molto di moda <i>ai tempi</i> della New Economy) della cosiddetta &#8220;<i>e-citizenship</i>&#8221; (&#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cittadinanza_digitale" target="_blank"><i>cittadinanza digitale</i></a>&#8220;). Tra le tante iniziative – più o meno <i>interessate</i>, a dir la verita.. – quella di <a href="http://www.asus.it" target="_blank">Asus</a> e del suo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Subnotebook" target="_blank">subnotebook</a> da <b>299 €</b> (<a href="http://www.eeepc.it" target="_blank">EEE PC</a>) è davvero rilevante, commercialmente per l&#8217;azienda, socialmente per tutti gli altri (competitor inclusi).<span id="more-22"></span></p>
<div align="center"><img src="http://img100.imageshack.us/img100/8179/asuseeepcln1.jpg" vspace="10" border="0"/></div>
<p>Sull&#8217;EEE PC (o &#8220;E<sup>3</sup> PC&#8221;, <i>per gli amici</i>) è stato già detto tutto. Che monta la distro linux <a href="http://www.xandros.com" target="_blank">Xandros</a> – benché sia possibile farci girare sopra anche <a href="http://www.eeepc.it/eeedora-e-eeebuntu-distro-live-per-eee-pc/" target="_blank">altre distro</a>, e <a href="http://www.eeepc.it/installare-windows-xp-sulleee-pc-parte-1/" target="_blank">Windows</a>.. –, che gli permette di sfruttare appieno l&#8217;attuale dotazione come CPU e RAM seppure con un hard disk (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Solid-state_drive" target="_blank">SSD</a>, a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disco_a_stato_solido" target="_blank"><i>stato solido</i></a>) di <i>soli</i> 4Gb. Che il suo equipaggiamento è molto ben fornito: USB, Wi-Fi b/g integrato (modem ed <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hdspa" target="_blank">HSDPA</a> opzionali), lettore smart card, webcam+mic, altoparlanti. E che pur in delle dimensioni molto ridotte – lo schermo, tra i due altoparlanti, è di 7&#8221; – è in grado di offrire all&#8217;utente, per di più in maniera molto <i>user-friendly</i>, un <i>carnet</i> di applicazioni (da quelle per l&#8217;ufficio alla navigazione sul Web) davvero completo.<br/><br />
<table cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" border="0">
<tr>
<td align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/eeeuser/1795297056/" target="_blank"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2215/1795297056_cf2cb8b205_m.jpg" border="0" /></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/eeeuser/1795295734/" target="_blank"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2231/1795295734_3c33ae1b35_m.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
</table>
<p><br/>È stato anche detto che <a href="http://eeestock.cpjackson.co.uk" target="_blank">sta andando <i>a ruba</i></a> praticamente ovunque, vuoi per la sua estrema versatilità, vuoi (proprio) per le sue ridottissime dimensioni, che lo assimilano in pratica a qualcosa di poco più <i>impegnativo</i> d&#8217;un palmare benché notebook, vuoi infine per il prezzo tanto accessibile. È rimasto però pressoché taciuto – salvo per la <a href="http://www.eeepc.it" target="_blank">comunità di estimatori</a> che si è andata sviluppando – il fatto che pure in Italia le scorte di questa versione (la prossima, con HD e RAM raddoppiati, è prevista fra <a href="http://www.amazon.com/Asus-8G-Processor-Pearl-White/dp/B000ZLO3D4" target="_blank">qualche mese</a>) siano andate esaurite, talvolta, lo stesso giorno in cui sono state messe sugli scaffali.<br/><br />
<table cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" border="0">
<tr>
<td align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/barl0w/2180093376/" target="_blank"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2096/2180093376_2862368c22_m.jpg" border="0" /></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/barl0w/2179304635/" target="_blank"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2294/2179304635_74e596a51c_m.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
</table>
<p><br/>Anche a Trieste è successa la stessa cosa: la filiale <a href="http://www.mediaworld.it" target="_blank">Mediaworld</a> delle <a href="http://www.torrideuropa.com" target="_blank"><i>Torri</i></a> è stata <i>depredata</i> in pratica istantaneamente, e questo benché:
<ul>
<li>I triestini si possano definire abbastanza <b><i>conservatori</i></b> (per esempio da non <i>mollare</i> così facilmente il &#8220;<i>monopolio culturale</i>&#8221; Microsoft);</li>
<li>Nella popolazione triestina vi siano tantissimi <b>anziani</b> (di norma ancor più conservatori);</li>
<li>Non ci sia stato alcun speciale <b>sostegno pubblicitario</b>;</li>
<li>L&#8217;iniziativa regionale &#8220;<a href="http://www.regione.fvg.it/rafvg/istruzione/areaArgomento.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/AT2/ARG10/" target="_blank"><i>Un computer per il cittadino</i></a>&#8221; (<b>bonus</b> tra il 70% ed il 50% e fino a 450€ per l&#8217;acquisto di un PC) non sia ancora giunta nella fase di erogazione;</li>
<li>Ben pochi sappiano dell&#8217;analogo (200€) <a href="http://vci.sogei.it/cococo/" target="_blank">bonus statale per i Co.Co.Pro.</a>.</li>
</ul>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" border="0" style="margin-top:10px">
<tr>
<td align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/pcg/1608116975/" target="_blank"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2394/1608116975_b77ecde707_m.jpg" border="0" /></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/slipstreamjc/2089950300/" target="_blank"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2007/2089950300_35d892c1d0_m.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
</table>
<p><br/>Fra le possibili spiegazioni <i>brutte</i> di questo successo può esserci la <a href="http://dachos.blogspot.com/2008/01/fast-food-nation.html" target="_blank">crisi degli stipendi</a>, che ha magari spinto gente a comprare ingenuamente un prodotto diverso (Linux) <i>dal solito</i> nell&#8217;ottica di dotarsi di un equipaggiamento <i>qualsiasi</i> in tecnologia. Oppure, banalmente, che ad aver acquistato <i>in blocco</i> tutti questi pezzi non siano stati i conservatori triestini ma i <i>progressisti</i> acquirenti sloveni, meno attaccati a certe tradizioni monopolistiche.<br />
<blockquote>Un&#8217;ulteriore spiegazione potrebbe essere che la livrea bianca dei modelli di EEE PC esposti è stata scambiata per quella di un Mac, che &#8220;fa figo..&#8221;.</p></blockquote>
<p>Una spiegazione <i>bella</i>, invece, potrebbe essere che la scelta su questo <i>strambo</i> (non Microsoft..) prodotto sia caduta non per questioni di <i>incapienza</i> finanziaria bensì scientemente (&#8220;<i>Get The Facts</i>&#8220;..), perché è <i>stupido</i> spendere aldilà delle reali esigenze. E l&#8217;EEE PC le esigenze di un &#8220;<i>cittadino digitale</i>&#8221; <a href="http://www.eeewiki.org" target="_blank">le soddisfa</a> più che ampiamente.<br/><br/>In questo bel quadretto di commercio locale &ndash; in cui, fra l&#8217;altro, spicca anche la <i>empirica</i> crescita dei Mac (portatili) &ndash; c&#8217;è una sola stonatura, ed è proprio la <a href="http://www.regione.fvg.it" target="_blank">Regione FVG</a> che sembra stare <i>steccando</i>. Nessuno in Regione, infatti, pare essersi preoccupato della possibilità/opportunità &ndash; analoga <i>culturalmente</i> a ciò che <a href="http://blog.telelavoro.kiw.it/20070430/report-telelavoro-bolzano-open-source.html" target="_blank">è stato &#8220;<i>fatto succedere</i>&#8220;</a> nella <a href="http://www.provincia.bz.it" target="_blank">Provincia di Bolzano</a> &ndash; di <i>sponsorizzare</i> tale prodotto (ed eventuali futuri <i>cugini</i>) proprio nell&#8217;ambito della pre-elettorale iniziativa di alfabetizzazione informatica.<br/><br/>Eppure si sa da tempo del suo arrivo, e del suo <a href="http://www.tim.it/consumer/c365/i3368/o51206/prodotto.do" target="_blank"><i>accreditamento</i></a> presso un <i>big</i> tecnologico italiano (<a href="http://www.tim.it" target="_blank">TIM</a>). E soprattutto del suo prezzo, che avrebbe potuto aprire nuovi scenari nel sostegno sociale all&#8217;acquisto di PC. Ad esempio anziché finanziare <i>sino a</i> 450 &euro; (50% del costo complessivo) <i>tot</i> persone sarebbe stato possibile finanziarne (completamente) un <i>tot e &frac12;</i> o molte di più (di nuovo solo in parte). In un altro scenario sarebbe stato possibile contrattare con <a href="http://www.tim.it" target="_blank">TIM</a> (e altri provider <i>mobili</i>) una soluzione <i>chiavi in mano</i> di hardware e connettività a Internet &ndash; diciamo &ndash; per almeno un anno. In un ulteriore, fantastico, scenario si sarebbe potuto pure coinvolgere l&#8217;<a href="http://www.insiel.it" target="_blank">INSIEL</a> &ndash; azienda ancora a <i>golden share</i> regionale che ne sostiene i servizi informatici e che sta incontrando non pochi <a href="http://messaggeroveneto.repubblica.it/dettaglio/Insiel-costa-troppo-asta-senza-offerte/1338025" target="_blank">problemi</a> nella privatizzazione obbligata dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Decreto_Bersani_%282007%29" target="_blank">Decreto Bersani</a> &ndash; e modificare all&#8217;uopo questi portatili <i>low-cost</i> (più supporto <i>mobile</i>) in modo da poter fruire di questi servizi in maniera predefinita. Tra l&#8217;altro il legare, b<br />
enché debolmente, quest&#8217;opportunità alle prestazioni dell&#8217;Insiel avrebbe magari potuto aumentare l&#8217;<i>appetibilità</i> di quest&#8217;ultima. Insomma, (ben più di) due piccioni con una fava..<br/><br/>Che dire? Peccato! Andrà bene la prossima volta..?</p>]]></content:encoded>
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		<title>Web 2.0, davvero una novit&#224;?</title>
		<link>http://www.cappelli.net/20060925/web20-applicazioni-novita.html</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Sep 2006 01:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è grosso movimento, anche finanziario, attorno a quel che addetti e non addetti ai lavori ormai chiamano Web 2.0. Una &#8220;second version&#8221; di Internet &#8211; benché Internet 2 sia tutta un&#8217;altra storia -, magari riveduta e corretta, magari conscia degli errori del passato, o la stessa &#8220;vecchia zuppa&#8221; di cui, però, in molti ci siamo innamorati?
Sotto il nome di Web 2.0 ricadono tutta una serie di features e servizi che 10 anni fa &#8211; parlando dell&#8217;Italia &#8211; non potevamo neanche immaginare, vuoi per l&#8217;infima potenza strutturale (banda disponibile, costi e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ncsa.uiuc.edu" target="_blank"><img src="/images/articles/logo-mosaic.gif" alt="NCSA Mosaic" align="right" border="0" height="65" hspace="5" vspace="2" width="65" /></a>C&#8217;è grosso movimento, anche finanziario, attorno a quel che addetti e non addetti ai lavori ormai chiamano Web 2.0. Una &#8220;<em>second version</em>&#8221; di Internet &#8211; benché <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet2" target="_blank" title="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet2" class="standard">Internet 2</a> sia tutta un&#8217;<a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=85825" target="_blank" title="Punto-Informatico: " class="standard">altra storia</a> -, magari riveduta e corretta, magari conscia degli errori del passato, o la stessa &#8220;<em>vecchia zuppa</em>&#8221; di cui, però, in molti ci siamo innamorati?<span id="more-12"></span></p>
<p>Sotto il nome di Web 2.0 ricadono tutta una serie di <em>features</em> e <a href="links.php?file=Complete_List_of_Web_2.0_Applications.html" target="_blank" class="standard" title="Virtual Karma: ">servizi</a> che 10 anni fa &#8211; parlando dell&#8217;Italia &#8211; non potevamo neanche immaginare, vuoi per l&#8217;infima potenza <em>strutturale</em> (banda disponibile, costi e conseguenti <em>comportamenti</em> di accesso, etc..), vuoi per la scarsa dotazione strumentale, vuoi infine per la nulla coscienza e <em>cultura della Rete</em>: <a href="http://del.icio.us/" target="_blank" class="standard">del.icio.us</a>, <a href="http://www.flickr.com" target="_blank" class="standard">Flickr</a>, <a href="http://maps.google.com" target="_blank" class="standard">Google Maps</a> (e <a href="http://earth.google.com" target="_blank" class="standard">Google Earth</a>), <a href="http://www.youtube.com" target="_blank" class="standard">YouTube</a>, etc.</p>
<p>In questi ultimi 10 anni molte cose sono, però, cambiate: dagli <em>eroici</em> modemini colla loro stridula voce (e la vecchia T.U.T., incubo che ha spinto molti di noi &#8211; in primis il sottoscritto &#8211; ad adattarci a una vita notturna) siamo passati a silenziosissimi router, connessioni ad alta velocità (non garantita) fatte di rame, di fibra o di onde, ed il cui impiego non è più appannaggio di pochi <em>eletti</em>; dai browser (e siti Web) <em>post-testuali</em>, attraverso un <em>tourbillon</em> di animazioni (ma pure <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pop-up_ad" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Pop-up_ad" class="standard">popup</a></dfn>, <dfn>malicious script</dfn>, dialer, etc.), siamo passati agli <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aggregator" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Aggregator" class="standard">aggregatori</a> <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RSS_%28file_format%29" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/RSS_%28file_format%29" class="standard">RSS</a></dfn>, a browser iper-espandibili come <a href="http://www.spreadfirefox.com/?q=affiliates&amp;id=66921&amp;t=1" target="_blank" class="standard">Mozilla Firefox</a>, che supportano <em>tecniche</em> mirabolanti come <a href="links.php?file=AJAX.org.html" target="_blank" class="standard">AJAX</a> (e.g. <a href="http://docs.google.com/" target="_blank" class="standard">Google Docs &amp; Spreadsheets</a>) e che tentano &#8211; spesso efficacemente &#8211; di evitare all&#8217;utente il <em>ciarpame</em> di cui sopra..</p>
<p>10 anni fa c&#8217;erano le <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Online_chat" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Online_chat" class="standard">Chat</a></dfn>, evolutesi nei sistemi di <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Instant_messaging" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Instant_messaging" class="standard">Instant Messaging</a></dfn>; oggi abbiamo il VoIP ed una serie di applicazioni per la collaborazione e la condivisione di risorse (i.e. il <dfn><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer" target="_blank" title="http://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer" class="standard">P2P</a></dfn>) da far impallidire le più rosee speranze. Intanto i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_forum" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_forum" class="standard">forum</a> spadroneggiano mentre i cari <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Newsgroup" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Newsgroup" class="standard">newsgroup</a>, almeno in Italia, sembrano <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1064174" target="_blank" title="Punto-Informatico: " class="standard">scemare</a>.</p>
<p><strong>Tutto è cambiato</strong>, eppure <strong>nulla è cambiato</strong> in questi dieci anni. Le persone che <em>bazzicano</em> Internet, pur essendo moooooolte di più, lo fanno per lo stesso motivo di <em>sempre</em>: in/formarsi, comunicare, collaborare.. La sola differenza è che negli anni la tecnologia, più che <em>evolversi</em> in senso stretto, è diventata incredibilmente molto più potente; e la gente ne è diventata molto più <em>avvezza</em>. Oggigiorno si può anche non saper scrivere un documento di testo, ma si <em>traffica</em> lievemente su <a href="http://www.e-bay.com" target="_blank" title="www.e-bay.com" class="standard">eBay</a> comprando o vendendo le cose più disparate. Ci si apre un blog, mentre i più smaliziati creano V-blog e lanciano podcast a destra e a manca.</p>
<p>Una questione di <dfn>bandwidth</dfn>, dunque &#8211; mi ricordo ancora gli <em>albori</em>, in cui pagine Web oltre i 10-15Kb erano da considerarsi <em>bandite</em> -, ma non solo. Personalmente ritengo che la tecnologia &#8211; benché così non la si dovrebbe chiamare &#8211; che maggiormente ha influenzato, anche <em>filosoficamente</em> e <em>pedagogicamente</em>, lo sviluppo di questi anni sia stato l&#8217;<strong><acronym><a href="http://www.w3.org/XML/" target="_blank" title="http://www.w3.org/XML/" class="standard">XML</a></acronym></strong>. È grazie a questo che oggi abbiamo l&#8217;<dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RSS_%28file_format%29" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/RSS_%28file_format%29" class="standard">RSS</a></dfn> ed, in generale, che possiamo far <em>passare</em>, e quindi condividere, dati ed informazioni da un <em>luogo</em> ad un altro senza doverci preoccupare di farlo <em>a mano</em> o con complicati interventi da programmatore.</p>
<p>Si parla tanto di <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/User_generated_content" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/User_generated_content" class="standard">User Generated Content</a></dfn> come se fosse una novità, ma verrebbe da domandarsi quando mai non sia stato così.. I weblog di oggi altro non sono che una ri-edizione delle migliaia di siti Web personali che all&#8217;epoca affollavano servizi come <a href="http://www.geocities.com" target="_blank" title="www.geocities.com" class="standard">Geocities</a>, con in più la possibilità di farne la <strong><dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_syndication" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_syndication" class="standard">syndication</a></dfn></strong> &#8211; attraverso <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RSS_%28file_format%29" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/RSS_%28file_format%29" class="standard">RSS</a></dfn> od <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Atom_%28standard%29" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Atom_%28standard%29" class="standard">Atom</a></dfn>, degli standard basati appunto su <acronym><a href="http://www.w3.org/XML/" target="_blank" title="http://www.w3.org/XML/" class="standard">XML</a></acronym>, od altri &#8211; e quindi di <em>sharare</em> qualsiasi proprio contenuto con chiunque nel mondo. Se, dunque, 10 anni fa esisteva la differenza tra <strong><dfn>webmaster</dfn></strong> &#8220;amatoriali&#8221; e &#8220;professionali&#8221;, oggi semplicemente questa differenza si è rimarcata. Da un lato l&#8217;utente <em>qualunque</em>, che non necessita di alcuna competenza per <em>andare</em> online, e dall&#8217;altro il <em>professionista</em> che, oltre a sviluppare siti aziendali <em>et similia</em>, probabilmente si dedica a creare strumenti per il prossimo <dfn>blogger</dfn>. Tuttavia non c&#8217;è nulla di nuovo sotto il sole.</p>
<p>Per lo meno nulla è cambiato per chi, in un certo senso, Internet (ed il Web) l&#8217;aveva <em>sposato</em> già da tempo, magari dai suoi <em>inizi planetari</em>. La prospettiva cambia tanto se consideriamo chi, invece, questa <em>rivoluzione</em> non l&#8217;ha mai capita né <em>abbracciata</em>.</p>
<p>Il mondo dei media tradizionali per esempio, che nel <strong>1995</strong> <em>snobbava</em> Internet, tra il <strong>1998</strong> ed il <strong>2000</strong> lo elogiava &#8211; chissà perché soprattutto nelle potenzialità finanziarie e commerciali? -, nel <strong>2001</strong>-<strong>2002</strong> lo criticava, dal <strong>2003</strong> ha ricominciato a snobbarlo e ora &#8211; che tutte le statistiche confermano una confluenza della popolazione verso il Web per avere <em>news</em> &#8211; comincia ad averne <strong>paura</strong>. Se già nel 2001, infatti, una vera <em>leggiaccia</em> comparava <em>subliminalmente</em> i siti Web &#8211; anche quelli personali &#8211; a testate giornalistiche (per le quali andrebbero richieste una <em>responsabilità</em> e un responsabile editoriale), oggi il problema, che si spera non si tenti di risolvere legislativamente, è l&#8217;<em><strong>attendibilità</strong></em> dei contenuti pubblicati autonomamente online nei <em>blog</em>. Che sempre più persone frequentano preferendoli, per l&#8217;auto-in/formazione, a quotidiani, radio e televisione. Molti giornali e giornalisti, in tutto il mondo, sono in <em>stato di emergenza</em>, anche se a mio avviso il problema è interno, e non dipendente dalle alternative che la gente possa avere per tenersi informata. Ma anche questa non è una novità..!</p>
<p>Pure per quelli del <dfn>marketing</dfn> (e/o dell&#8217;<dfn>advertising</dfn>) la <em>cosa</em> non è proprio piacevole: abituati a strumenti di <dfn>broadcasting</dfn> <strong><dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/One-to-many" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/One-to-many" class="standard">one to many</a></dfn></strong> &#8211; in cui per anni hanno tentato di trasformare anche Internet (non solo il Web) &#8211; devono ormai fare i conti colla realtà dei fatti che vede il Web 2.0, come il <em>Web 1.0</em>, un ambiente di comunicazione <strong><dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Many-to-many" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Many-to-many" class="standard">many to many</a></dfn></strong>, in cui i loro clienti non hanno alcuna possibilità di essere <em>fonti superiori</em> di informazione. L&#8217;ultimo portale <em>generalista</em> italiano, per esempio, <a href="http://www.alice.it" target="_blank" title="Alice by Virgilio" class="standard">Alice-Virgilio</a>, riesce a malapena a far <em>intuire</em> i suoi obiettivi di mercato &#8211; tra i quali supportare il sistema di <a href="http://rossoalice.alice.it" target="_blank" class="standard" title="Rosso Alice">distribuzione TV/multimediale</a> -, mentre il vecchio gigantesco network di <a href="http://www.kataweb.it" target="_blank" title="Kataweb" class="standard">Kataweb</a> è oramai soltanto un ricordo del passato, di cui resta comunque un eccellente <dfn>News aggregator</dfn> delle notizie prodotte dal <a href="http://www.gruppoespresso.it" target="_blank" title="Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.a." class="standard">Gruppo Editoriale L&#8217;Espresso</a>.</p>
<p>Il tutto, beninteso, mentre la pubblicità online conosce in tutto il mondo una seconda giovinezza. Grazie pure a sistemi come Google <a href="http://www.google.com/adsense/" target="_blank" title="http://www.google.com/adsense/" class="standard">AdSense</a> &#8211; l&#8217;evoluzione, più <em>discreta</em> e personalizzabile, degli ormai remoti circuiti di &#8220;scambio-banner&#8221; &#8211; e <a href="http://adwords.google.com" target="_blank" title="http://adwords.google.com" class="standard">AdWords</a>, che hanno (intelligenti!) <em>decentrato</em> la pubblicità, <em>contestualizzandola</em> al contenuto visitato o cercato anziché tentare di convogliare tutti gli utenti nello stesso luogo per poterli poi bombardare con <dfn>ads</dfn> generalisti. Anche il marketing e l&#8217;advertising stanno tentando di adeguarsi a questo <dfn>new deal</dfn> della &#8220;<em>delocalizzazione</em> dei contenuti&#8221;, ed in genere delle <em>risorse</em>: i nuovi prodotti o le nuove strategie aziendali sono <em>centellinati</em> attraverso i blog (spesso <em>unofficial</em>, in teoria), i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_forum" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_forum" class="standard">forum</a> dei siti specializzati &#8211; su <a href="links.php?file=Punto_Informatico.html" target="_blank" title="http://punto-informatico.it" class="standard">Punto Informatico</a>, ad esempio, il tono di molti <dfn>post</dfn> è <em>inequivocabile</em>..! &#8211; o sottoposti ad un qualcosa che sa molto di <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Co-branding" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Co-branding" class="standard">co-branding</a></dfn> fra <em>firme</em> online e <em>marchi</em> registrati offline. Una sorta di revival delle gloriose <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_community" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_community" class="standard">Community</a></dfn> &#8211; che oggi vengono chiamate <strong><dfn>Social Network</dfn></strong> per evitare pericolose confusioni con la loro <em>deviazione</em> <em>markettara</em> &#8211; però con una potenzialità di <em>linkare</em> contenuti dalle provenienze più disparate impossibile pure ai &#8220;<em>tempi d&#8217;oro delle Dot-Com&#8217;s</em>&#8220;.</p>
<p>Tutto tanto bello ma soprattutto tanto ufficialmente <em>ripulito</em> dai fantasmi del passato: aziende che di <em>virtuale</em> &#8211; nel significato di <em>aleatorio</em> &#8211; avevano solo il <dfn>Business Model</dfn>, tanto che al primissimo confronto col Mercato crollavano; altre che vendevano a peso d&#8217;oro servizi e competenze, ma soprattutto risultati, poco più che da <em>parvenu</em>; idee balzane propinate e diffuse come fossero tutte <dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Killer_application" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Killer_application" class="standard">Killer Application</a></dfn> (si pensi alle aspettative che anni fa circondavano quel tipo di tecnologia &#8220;<em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Push_technology" target="_blank" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Push_technology" class="standard">Push</a></em>&#8221; auspicata dalle aziende); eccetera, eccetera, eccetera..</p>
<p>Sinceramente spero &#8211; perché ho già visto cosa è successo in passato &#8211; che, aldilà di un nome nuovo per descrivere <em>cose vecchie</em>, ci sia pure un vero rinnovamento, più culturale che tecnologico. Tra le <em>features</em> che dovrà avere questa &#8220;<em>second version</em>&#8220;, infatti, c&#8217;è certamente una caratteristica che per troppo tempo è rimasta in secondo piano: la <strong>serietà</strong>, nel modo di pensare al business, nel modo di concepire e dunque trattare il Cliente, il lavoratore e soprattutto il <em>medium</em> che, alla fine, ha continuato ad essere la stessa Rete di <em>una volta</em>..</p>]]></content:encoded>
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		<title>Per cosa pagano i clienti di Cappelli.Net..</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Sep 2006 13:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto spesso, in veste di clienti, ci si chiede che fine facciano i soldi che vengono spesi presso un fornitore di servizi. La domanda sorge spontanea soprattutto quando il conto risulta, magari sorprendentemente, &#8220;salato&#8220;: «Cosa ci faranno con (tutto) questo denaro?». Spesso e volentieri i soldi confluiscono in spese  semplicemente &#8220;normali&#8220;, mentre in altri casi si riesce persino a farli fruttare; talvolta, infine, finiscono a costituire il cosiddetto &#8220;grasso che cola&#8221; (la brutta &#8216;visione&#8216; è ideologicamente desiderata..). Nel caso di Cappelli.Net, la cui clientela non ha mai sofferto di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto spesso, in veste di clienti, ci si chiede che fine facciano i soldi che vengono spesi presso un <i>fornitore di servizi</i>. La domanda sorge spontanea soprattutto quando il <i>conto</i> risulta, magari sorprendentemente, &#8220;<i>salato</i>&#8220;: «<cite>Cosa ci faranno con</cite> (tutto) <cite>questo denaro?</cite>». Spesso e volentieri i soldi confluiscono in spese  semplicemente &#8220;<i>normali</i>&#8220;, mentre in altri casi si riesce persino a farli <i>fruttare</i>; talvolta, infine, finiscono a costituire il cosiddetto &#8220;<i>grasso che cola</i>&#8221; (la brutta &#8216;<i>visione</i>&#8216; è ideologicamente desiderata..). Nel caso di <b>Cappelli.Net</b>, la cui clientela non ha mai sofferto di &#8220;<i>brutte sorprese</i>&#8220;, è abbastanza facile spiegare la destinazione di questi denari..<span id="more-17"></span></p>
<p>Innanzitutto va detto che, ideologicamente, per <b>Cappelli.Net</b> <u>non esiste differenziazione</u>, se non a livello fiscale, fra le varie spese, &#8220;<i>ufficiali</i>&#8221; o &#8220;<i>in borghese</i>&#8220;. Ciò vale pure per i collaboratori, il cui <i>benessere</i> (psicofisico) è considerato il principale <i>motore produttivo</i>. La spiegazione di questo atteggiamento è abbastanza banale e discende dalle peculiarità del <i>lavoro informatico</i>. Lavorare in questo settore &#8211; come ben intubile da <a href="javascript:void(0);" onclick="window.open('/loadImage.php?src=http://www.adminspotting.org/Adminspotting-600x600w.png',null,'height=600,width=600,status=yes,toolbar=no,menubar=no,location=no')">quest&#8217;ironica immagine</a> &#8211; , infatti, (può) significa(re)..
<ul>
<li>..sostenere <u>orari iper-flessibili</u>: 24 ore di fila un giorno ed <i>a nanna</i> i due successivi;</li>
<li>.., pur non svolgendo mansioni <i>manuali</i> né tantomeno &#8220;<i>a rischio</i>&#8220;, incorrere in <u>patologie</u> (<i>inabilitanti</i> al lavoro) di vario tipo;</li>
<li>..spendere ore ed ore a rincorrere l&#8217;<u><i>obsolescenza</i></u> delle proprie competenze.</li>
</ul>
<p>Se si giungesse alla conclusione che una siffatta tipologia di lavoro fosse incompatibile con la vita &#8220;<i>normale</i>&#8220;, da padre/madre di famiglia, si dovrebbe pure poter evitare di constatare che viviamo in un mondo abbastanza <i>intriso</i> di <i>bit &#038; byte</i>. Gli <i>informatici</i>, invece, si <i>accoppiano</i> (soprattutto con partner di altri settori lavorativi) e si <i>riproducono</i>, e poichè non sembra si separino più degli altri (impiegati..) è pensabile che ci si riesca a costruire una vita, se non &#8220;<i>regolare</i>&#8220;, quantomeno &#8220;<i>pseudo-regolarizzata</i>&#8220;.. E pure questa &#8220;<i>regolarizzazione</i>&#8220;, neanche a dirlo, la si paga <i>in contanti</i>!</p>
<p>Non so cosa facciano gli altri <i>informatici</i>, né come spendano i soldi che il lavoro porta loro. So, però, come stanno i miei bilanci, sia quelli <i>istituzionali</i> che quelli <i>individuali</i>-&#8221;<i>in borghese</i>&#8221; come <b>Davide Cappelli</b>..<br />
<h2>Spese istituzionali</h2>
<p>Tralasciando i costi fissi/variabili di gestione delle attività le spese di <b>Cappelli.Net</b> si concentrano principalmente su due <i>poli</i>: <u>Ricerca &#038; Sviluppo</u> e <u>Manutenzione</u>, laddove quest&#8217;ultimo riguarda la «<cite>creazione e la persistenza di condizioni ambientali e sanitarie adeguate alla massimizzazione ed all&#8217;ottimizzazione della produzione..</cite>». Vanno <i>manutenuti</i>, come abbiamo detto, sia la mente che soprattutto il corpo: la prima perch&eacute; &egrave; li che avviene la &quot;<i>magia</i>&quot; (per piccola che possa essere), il secondo perch&eacute;, alla fine, &egrave; con esso che si agisce (molto di pi&ugrave; che per un <i>comune</i> impiegato).<br />
<h3>Manutenzione</h3>
<p>L&#8217;esperienza, sia <i>esterna</i> che <i>interna</i>, con una ben nota azienda di consulenza (<a href="http://www.segesta-man.it" target="_blank">Segesta</a>) nel ramo della manutenzione industriale &#8211; oltre all&#8217;educazione famigliare, essendo stato io <i>tirato su</i> da un dirigente industriale &#8211; mi ha insegnato che la manutenzione &egrave; una questione non solo di <dfn>recovery</dfn> in caso di problemi (<i>straordinaria</i>), ma anche di pianificazione (<i>ordinaria</i>), e soprattutto di sapere recepire i cosiddetti &quot;<i>segnali deboli</i>&quot; di un futuro <i>guasto</i> (<i>predittiva</i>). Applicando all&#8217;<i>informatico</i>..
<ul>
<li>Va realizzata una <u>postazione di lavoro</u> il più possibile ergonomica. Niente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_626" target="_blank"><b>626</b></a> <i>et similia</i>, piuttosto esperienza diretta: <b>tastiera</b> e <b>mouse</b> comodi (essenziale il <b>mouse pad in gel</b> per ridurre il rischio di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carpal_tunnel_syndrome" target="_blank">tunnel carpale</a>), entrambi possibilmente <i>multifunzione</i> (con la possibilità di impostare tasti e/o pulsanti aggiuntivi); <b>monitor</b> <u>non inferiore ai 19&#8221;</u>; <b>sedia</b> (o meglio <b><i>poltrona</i></b>..) con schienale alto, possibilmente in tela (per evitare eventuale eccessiva sudorazione) e rinforzo sulla zona lombare (come <a href="javascript:void(0);" onclick="window.open('/loadImage.php?src=http://lh3.google.com/image/david.cappelli/RiN3I4DgvAI/AAAAAAAAAA8/CRwGLOOqnRA/s288/visionaryoffice.co.uk-aeron_serie.jpg',null,'height=288,width=198,status=yes,toolbar=no,menubar=no,location=no')">questa</a>); <b>piano di lavoro</b> regolabile.</li>
<li>In certi casi è consigliabile pure l&#8217;impiego di <b>due o più monitor</b> e <b>due o più workstation</b> &#8211; io, ad esempio, lavoro contemporaneamente su due pc (sviluppo e comunicazione + ufficio), un server locale (file/web/mail/etc..-server) ed uno (o più) remoti <u>contemporaneamente</u> -, eventualmente interconnessi da <a href="javascript:void(0);" onclick="window.open('/loadImage.php?src=http://lh3.google.com/image/david.cappelli/RiP3O4DgvGI/AAAAAAAAAB8/keg6pU69lJA/s288/VGA-PS2_switch.jpg',null,'height=94,width=288,status=yes,toolbar=no,menubar=no,location=no')">switch VGA+PS2</a>; l&#8217;impiego di software per il <b><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Speech_recognition" target="_blank">comando vocale</a></b> &#8211; e, con una certa <i>pratica</i>, per la <b><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dictation_%28speech_recognition%29" target="_blank">dettatura</a></b> (del codice e/o di altro) &#8211; sono sempre benvenuti come presidio contro infiammazioni agli arti (ed alle mani) e/o in caso queste alla fine avvengano lo stesso.</li>
<li><b>Vietati</b> tutti quegli apparecchi o gadget che non (mi) obbligano ad abbandonare la sedia <u><i>almeno</i> 5 min.</u> ogni ora, tipo il <a href="javascript:void(0);" onclick="window.open('/loadImage.php?src=http://lh3.google.com/image/david.cappelli/RiO564DgvCI/AAAAAAAAABU/AiLhuNGtdHk/s288/mini_fridge.jpg',null,'height=288,width=198,status=yes,toolbar=no,menubar=no,location=no')">frigo</a>,  lo <a href="javascript:void(0);" onclick="window.open('/loadImage.php?src=http://lh4.google.com/image/david.cappelli/RiPJXIDgvFI/AAAAAAAAAB0/QF5G4r6bJqA/s288/usb_warmer.jpg',null,'height=288,width=197,status=yes,toolbar=no,menubar=no,location=no')">scalda</a>/<a href="javascript:void(0);" onclick="window.open('/loadImage.php?src=http://lh4.google.com/image/david.cappelli/RiPJXIDgvEI/AAAAAAAAABs/rnOvKXs4Prc/s288/usb_chiller.jpg',null,'height=184,width=288,status=yes,toolbar=no,menubar=no,location=no')">raffredda</a> bevande USB, etc., perch&eacute; non serve una legge &#8211; sempre la 626 &#8211; per capire che è imperativo sgranchirsi <i>globalmente</i> con una certa frequenza. Gli stessi gadget &#8211; cui aggiungerei il <a href="javascript:void(0);" onclick="window.open('/loadImage.php?src=http://lh3.google.com/image/david.cappelli/RiPJW4DgvDI/AAAAAAAAABk/ZLOdnlY_J90/usb_ashtray.jpg',null,'height=236,width=400,status=yes,toolbar=no,menubar=no,location=no')">portacenere USB con ventola e filtro</a> &#8211; possono, invece, risultare <i>di conforto</i> nelle sessioni di lavoro sotto pressione e/o di notte.</li>
<li>Particolare attenzione &#8211; dato l&#8217;uso sempre più frequente di sistemi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/VoIP" target="_blank">VoIP</a> (tipo <a href="http://www.skype.com" target="_blank">Skype</a>, <a href="http://www.google.com/talk/" target="_blank">Google Talk</a>, etc. ma<br />
 pure su base <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Session_Initiation_Protocol" target="_blank">SIP</a>) &#8211; va  data alla <b>qualità audio</b> delle conversazioni Il rischio è di incorrere in indesiderate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cefalea" target="_blank">cefalee</a>/<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emicrania" target="_blank">emicranie</a> e, a lungo andare, fenomeni di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipoacusia" target="_blank">ipoacusia</a> e/o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acufene" target="_blank">tinnitus/acufeni</a>, problemi che mal si sposano con un tipo di lavoro che richiede un&#8217;attenzione e <i>lucidità mentale</i> costanti. Per questo vanno scelti dei sistemi vivavoce o a cuffie adatti, ovvero in grado di gestire costantemente l&#8217;equalizzazione audio, riducendo il rischio.</li>
<li>Se i suesposti presidii dovessero risultare insufficienti a ridurre l&#8217;<i>usura</i>, e quindi ad evitare anche temporanei &quot;<i>fuori servizio</i>&quot;, non c&#8217;è niente di meglio di una bella <b>giornata di pausa</b> ristoratrice (o più d&#8217;una..). Il problema &#8211; senza contare le esigenze da <i>carico di lavoro</i> &#8211; è che ogni giornata non lavorata è pure una giornata <u>non fatturata</u>; e, non esistendo alcuna forma assistenziale (pubblica) sufficientemente <i>flessibile</i> da considerare situazioni come questa, ciò significa che è necessario fare ricorso ad una o più <b>polizze assicurative</b> (private). Ce ne sono di varii tipi, ma poche <i>pagano</i> a breve scadenza, e quindi bisogna proprio trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.</li>
<li>Sempre nel capitolo &quot;<i>assicurazioni</i>&quot; ricade la copertura di una serie di spese sanitarie frequenti, utili ad anticipare, e talvolta a prevenire, l&#8217;insorgenza delle varie patologie descritte finora. <b>Ogni anno</b>, infatti, sarebbe meglio che l&#8217;informatico <i>sano</i> &#8211; per quello già <i>compromesso</i> tale intervallo dovrebbe essere inferiore &#8211; dovrebbe sostenere una serie di <u>visite mediche</u>: dall&#8217;<b>oculista</b> (serve un perché?), dall&#8217;<b>otorino</b>/<b>audiometrista</b>, dall&#8217;<b>ortopedico</b>/<b>fisiatra</b> ed infine da uno specialista di <b>medicina generale</b> (patologie vascolari, endocrine, etc.) che sappia eventualmente indirizzarlo in altri esami. Non si tratta d&#8217;<i><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hypochondria" target="_blank">ipocondria</a></i>, ma della stessa attenzione che può avere un <i>autista</i> per il <dfn>tagliando</dfn> periodico del suo veicolo.. </i></li>
</ul>
<p>
<h3>Ricerca &amp; Sviluppo</h3>
<p>Il primissimo capitolo di spesa &#8211; che <i>suona</i> come una <i>manutenzione</i> delle competenze.. &#8211; &egrave; quella in <b>libri</b>. Sembrerà strano, in un&#8217;epoca in cui tutto dovrebbe avere il sapore dell&#8217;<i>immateriale</i>, ma è proprio su questo <i>riferimento</i> &#8211; assieme, ovviamente(!!), alle risorse on-line &#8211; che si continua a puntare: <u>personalmente</u>, dal 1997/98, vi ho speso ogni anno una somma attorno ai 1.500-2.000 &euro; e la considero ancora la migliore forma di investimento. Ciò perché se le risorse reperibili in Rete, od in formato file, su Programmazione <i>e affini</i> abbondano, la stessa cosa non si può affermare su tutto quanto a tale <dfn>core business</dfn> aziendale fa da, fondamentale, corollario: <b>Organizzazione</b> (delle persone, della produzione), <b>Ergonomia</b>/<b><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Human-Computer_Interaction" target="_blank">HCI</a></b> (del prodotto), cui vanno a sommarsi le competenze, in <b>Marketing</b> e <b>Comunicazione</b>, da offrire alla clientela. Per tutte queste discipline va sviluppata (almeno) una competenza comparabile con una preparazione universitaria, che si conquista solo impiegando il &quot;<i>metodo classico</i>&quot;, ovvero con lo <dfn>studium</dfn>..<?php displayAmazonWishlist(10); ?>Ovviamente i libri rappresentano soltanto una fra le molte forme di <b>aggiornamento professionale</b> <u>costante</u> a disposizione dell&#8217;informatico, il cui tempo, e <i>quindi</i> il denaro, deve essere impegnato anche  </p>
<p></p>
<div id="flickr" style="padding-top:15px;padding-bottom:15px" align="center"><script type="text/javascript" src="http://www.flickr.com/badge_code_v2.gne?count=10&#038;display=random&#038;size=xl&#038;layout=x&#038;source=user&#038;user=7414995%40N05"></script></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il problema dell&#8217;&#8221;Usabilità Inversa&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2005 17:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[F.U.D.]]></category>
		<category><![CDATA[Usabilità Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi si occupa di formazione informatica di base sa quanto sia difficile fare apprendere agli allievi senza alcuna esperienza pregressa anche le più comuni funzioni del PC: spostarsi fra le &#8220;cartelle&#8221; (Directories), fare &#8220;Drag &#038; Drop&#8220;, copiare/tagliare ed incollare files, etc.. Questo benché non sia chiesto loro di eseguire tali operazioni da linea di comando, bensì utilizzando l&#8217;interfaccia grafica. A dire la verità forse solo gli utenti più smaliziati, e non già gli utenti più di vecchia data, sono in grado di utilizzare appieno le potenzialità offerte dalla GUI.Verrebbe da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi si occupa di <a href="http://www.enfap.net" target="_blank">formazione informatica <i><b>di base</b></i></a> sa quanto sia difficile fare apprendere agli allievi senza alcuna esperienza pregressa anche le più comuni funzioni del PC: spostarsi fra le &#8220;cartelle&#8221; (<i>Directories</i>), fare &#8220;<dfn><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Drag_%26_drop" target="_blank"><b>Drag &#038; Drop</b></a></dfn>&#8220;, copiare/tagliare ed incollare files, etc.. Questo benché non sia chiesto loro di eseguire tali operazioni da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_di_comando" target="_blank"><i>linea di comando</i></a>, bensì utilizzando l&#8217;interfaccia grafica. A dire la verità forse solo gli utenti più smaliziati, e non già gli utenti più di vecchia data, sono in grado di utilizzare appieno le potenzialità offerte dalla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Graphical_user_interface" target="_blank">GUI</a>.<span id="more-11"></span><br/><br/><a href="http://flickr.com/photos/kartooner/9520954/" target="_blank"><img alt="Desktop Windows XP" src="http://farm1.static.flickr.com/8/9520954_8a9ef888ae.jpg" width="490" height="368" border="0"/></a><br/><br/>Verrebbe da pensare che si tratti di una scarsa usabilità proprio dell&#8217;interfaccia grafica. Il mio parere è diametralmente opposto: è la sua <b><i>esagerata</i> usabilità</b> a determinare una maggiore difficoltà d&#8217;uso.<br/><br/><a href="http://flickr.com/photos/ross/15834052/" target="_blank"><img alt="Desktop Mac" src="http://farm1.static.flickr.com/13/15834052_f28a1f46c1.jpg" width="490" height="368" border="0"/></a><br/><br/>Aldilà della relazione (tecnologica) tra interfaccia grafica ed il flusso di comandi dati all&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Operating_system" target="_blank">O.S</a>., infatti, un fatto è certo: l&#8217;interfaccia si occupa di tradurre stimoli dal <b><dfn>linguaggio visuo-motorio</dfn></b> dell&#8217;utente a quello, fatto di comandi (la &#8220;<dfn>linea di comando</dfn>&#8220;), della macchina e viceversa. Quando un utente <i>dragga</i> un file da una directory per <i>dropparlo</i> in un&#8217;altra egli percepisce lo spostamento, fisico, da un posto all&#8217;altro ma, in effetti, assiste ad un comando (&#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mv" target="_blank"><kbd><b>mv</b> filename</kbd></a>&#8220;) dato alla macchina, la quale risponde facendone vedere all&#8217;utente la nuova posizione (la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Path_%28computing%29" target="_blank"><i>path</i></a>) nel <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Filesystem" target="_blank">filesystem</a> (anch&#8217;esso tradotto in linguaggio visuo-motorio).<br/><br/><a href="http://flickr.com/photos/cybercassie/43105990/" target="_blank"><img alt="Desktop Windows XP" src="http://farm1.static.flickr.com/27/43105990_6d7600ae81.jpg" width="490" height="368" border="0"/></a><br/><br/>A questo scopo le varie interfacce grafiche, e soprattutto il <i>layer</i> che si rapporta direttamente all&#8217;O.S., sono <i>molto intelligentemente</i> costruite per rievocare il più possibile <b><dfn>procedure motorie</dfn></b> (<a href="http://stinet.dtic.mil/oai/oai?verb=getRecord&#038;metadataPrefix=html&#038;identifier=ADA191179" target="_blank"><dfn>schemi motori</dfn></a>) già apprese dall&#8217;utente (essere umano): con un <dfn>left-click</dfn> del mouse noi <i>selezioniamo</i> un file, ma non rilasciando il tasto del mouse è come se lo <i>afferrassimo</i>; una volta afferratolo lo possiamo spostare da un <i>posto</i> (una finestra, cioè ad esempio una directory) ad un altro (ad esempio il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metafora_della_scrivania" target="_blank">Desktop</a>) e per ri-depositarlo è sufficiente rilasciare il tasto del mouse. Nulla di differente dallo scegliere un oggetto da una scatola, afferrarlo, posizionarlo sopra un&#8217;altra scatola e rilasciare la <i>presa</i>. <i>In teoria</i>..<br/><br/><a href="http://www.lirmm.fr/edel/dragging/index.php" target="_blank"><img alt="Drag &#038; Drop" src="http://www.lirmm.fr/edel/dragging/pnt.png" width="490" height="246" border="0"/></a><br/><br/>Il fatto è che i <i>principianti</i> del computer – e non solo.. – partono da presupposti totalmente differenti: al posto della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Interface_Metaphor" target="_blank"><b>metafora</b></a> ambientale <i>bi</i> o tridimensionale (che aiuta l&#8217;utente trasformando la gestione del Pc in un <i>luogo</i> in cui muoversi e agire, come nella realtà quotidiana) spesso <b><i>si aspettano</i></b> precise procedure da seguire; al posto di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wizard_%28software%29" target="_blank"><i>wizard</i></a> – verrebbe da pensare ad ascoltarne alcuni.. – si aspettano sequenze da consultare su tomi enciclopedici (e probabilmente dalla terminologia astrusa); al posto di un linguaggio semplice, lineare e <i>famigliare</i> si aspettano chissà che analogo al <i>burocratese</i>.. Insomma, manca poco a &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Johnny_Mnemonic" target="_blank"><i>Johnny Mnemonic</i></a>&#8220;, con la <i>full-immersion</i> nell&#8217;interfaccia, e molti neofiti si aspettano la <b><i>minaccia</i></b>, tra &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/2001:_A_Space_Odyssey_%28film%29" target="_blank"><i>2001, Odissea nello Spazio</i></a>&#8221; e &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Westworld" target="_blank"><i>Westworld</i></a>&#8220;, con gli <i>informatici</i> comunque ancora in camice bianco.<br/><br/>Beninteso, la responsabilità di questo completo fraintendimento non è di certo loro. C&#8217;è, infatti, una quantità di gente che <i>ci marcia</i> alla grande. Dal prossimo <i>meno inesperto</i>, che può vantarsi di essere &#8220;<cite>lippus in urbe caecorum</cite>&#8221; (&#8220;<i>orbo fra ciechi</i>&#8220;), a tutti quei soggetti che sull&#8217;inesperienza mista ad ingenuità possono costruire il proprio tornaconto: governi, produttori, indotto formativo, etc.. Una contingenza, dunque, in cui l&#8217;uso &#8220;<i>corretto in quanto facile</i>&#8221; è la situazione meno desiderata, e più in/volontariamente <i>offuscata</i>..<br/><br/>Pensiamo, ad esempio, alla comunicazione istituzionale: enti pubblici e privati (le aziende e le loro associazioni di categoria) da tempo affermano <i>qua e la</i> – e sostengono, finanziando iniziative di acquisto e di formazione – la necessità di adeguarsi almeno ad un minimo livello di <i>alfabetizzazione informatica</i>, e che non è neanche pensabile per un (candidato) lavoratore non possedere un grado di <i>informatizzazione</i> superiore. La <i>Gente</i> ascolta, si preoccupa &ndash; perché a tali toni allarmanti deve <i>per forza</i> corrispondere una difficoltà di adeguamento &ndash; e tenta di colmare il <dfn>gap</dfn>, andando allo sbaraglio, facendosi aiutare da parenti ed amici, comprandosi libri e/o frequentando corsi di formazione. In questo un pesante <i>battage</i> mediatico e  pubblicitario si aggiunge alle voci istituzionali già perentorie ricordando che le <i>autostrade digitali</i> sono ricolme di altre pericolosissime <i>insidie</i>. La <i>Gente</i>, così, percepisce, oltre alla difficoltà, anche il rischio, e la conseguente necessità di essere ancora più attenti e preparati.<br/><br/>&Egrave; lo <i>stress</i> derivato da tali pressioni &ndash; che la &#8220;<i>nostra</i>&#8221; generazione di <i>utilizzatori</i> informatici, spesso autodidatta, non ha conosciuto &ndash; che vanifica gli sforzi (già) fatti in termini di usabilità delle interfacce, o quasi. Per esempio..
<ul>
<li>Perde affidabilità il metodo principale (autodidattico) per l&#8217;apprendimento dell&#8217;uso dell&#8217;interfaccia, ossia per &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Trial_and_error" target="_blank"><i>Prove ed errori</i></a>&#8220;, perché si teme che un errore possa causare chissà quale <i>catastrofica</i> conseguenza (quando un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Undo" target="_blank"><kbd>Ctrl+Z</kbd></a>, su Windows&trade;, spesso è sufficiente a <i>recuperare</i>..);</li>
<li>Lo stress &ndash; e chi ha a che fare con veri <i>novizi</i> lo sente palpabile &ndash; porta a ridurre la dimensione del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Focus_of_attention" target="_blank"><i>campo attentivo</i></a>, che anziché coprire tutta la superficie (e gli <i>stimoli</i<br />
>..) dell&#8217;interfaccia si concentra su pochi cm<sup>2</sup>;</li>
<li>Il campo attentivo così ridotto inibisce la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gestalt_psychology" target="_blank"><i>gestaltica</i></a> ri-eleborazione della interfaccia come un &#8220;<i>intero</i>&#8221; composto da parti, gli <b><i>oggetti</i></b> (le finestre, le icone, i pulsanti, etc.), all&#8217;interno di cui è possibile muoversi come fosse uno spazio <i>reale</i>;</li>
<li>Di nuovo, il ridotto campo attentivo <i>estremizza</i> lo stimolo <i>locale</i> rispetto a quelli distanti (e.g. l&#8217;utente fa un&#8217;azione da cui scaturisce una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dialog_box" target="_blank">finestra di dialogo</a> e, non notandola, resta bloccato senza capirne il perché).</li>
</ul>
<p>Ovviamente, nessun programma di studio, né tantomeno la maggior parte dei docenti, si preoccupa di &#8220;<i>curare</i>&#8221; &ndash; perché si tratta di un problema non dissimile dall&#8217;aver disimparato a camminare (i.e. per una lunga degenza) e recuperarne l&#8217;abilità grazie all&#8217;aiuto di fisiatri e fisioterapisti &ndash; sia questa <i>disabilità</i> (carenza di interazione con l&#8217;interfaccia) che la sua <i>eziologia</i> (lo <i>stress</i> &ndash; potremmo dire &ndash; da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fear%2C_uncertainty_and_doubt" target="_blank">F.U.D.</a> su tutto ciò che concerne l&#8217;<i>informatica</i>). Qualche manuale tenta di raccogliere tale sfida, ma si scontra con la sua natura, essenzialmente <i>pratica</i>.<br/><br/>Così accade che ad aspiranti <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_designer" target="_blank">Web Designer</a> si spieghi che posizionare il logo aziendale a partire dalla parte sx dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Page_header" target="_blank"><i>header</i></a> è una <b><i>convenzione</i></b> (poichè gli occidentali leggono dall&#8217;alto al basso e da sx a dx) impiegata per aumentare la usabilità della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_page" target="_blank">pagina Web</a>.. ..E che la stessa lezione la si debba dare a <i>novizi</i> della navigazione sul Web già solo per far loro presente che lì ci sarà sempre un link di ritorno alla Home Page del sito in cui sono.<br/><br/>Si tratta, pertanto, di un paradosso: spiegare <i>esplicitamente</i> come utilizzare un qualcosa che dovrebbe essere implicitamente <i>autoesplicativo</i>, che si sa &ndash; per essere magari in prima persona dei produttori di quella <i>cosa</i> &ndash; che risponde a tutti i requisiti di usabilità, e che negli effetti non lo è solo perché gli utilizzatori <i>rigettano</i> pervicacemente queste sue caratteristiche in quanto <i>troppo facili</i>.<br/><br/>Paradossalmente, dunque, maggiore è l&#8217;<i>intuitività</i> di un&#8217;interfaccia, maggiore è (probabilmente) anche la reticenza a fruirne nel modo corretto (intuitivo). E ciò non può essere superato con interfacce ancor più intuitive, se prima non c&#8217;è un cambio di rotta di tipo <b><i>culturale</i></b> (come <i>immaginiamo</i> l&#8217;uso del computer).</p>]]></content:encoded>
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		<title>Perch&#233; preferisco l&#8217;Open Source..</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2005 14:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Visito i siti d&#8217;informatica, frequento i newsgroups e partecipo alle mailing-lists ormai da anni. Io stesso, da anni, ho abbracciato questo mondo popolato da gente strana, da pirati (non gli utenti, ma le aziende..), da workaholics, da improvvisati, da gente che dell&#8217;informatica ha fatto praticamente una scelta di vita, da puristi, da ingenui, da smanettoni, insomma da una tale e tanta varietà di persone che non credo possa ripetersi in altri campi della scienza umana..
Io stesso, poi, programmo (e mi occupo di una quantità enorme di attività connesse con la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visito i siti d&#8217;informatica, frequento i newsgroups e partecipo alle mailing-lists ormai da anni. Io stesso, da anni, ho abbracciato questo mondo popolato da gente <em>strana</em>, da <em>pirati</em> (non gli utenti, ma le aziende..), da <dfn>workaholics</dfn>, da improvvisati, da gente che dell&#8217;informatica ha fatto praticamente una scelta di vita, da <em>puristi</em>, da ingenui, da <dfn>smanettoni</dfn>, insomma da una tale e tanta varietà di persone che non credo possa ripetersi in altri campi della scienza umana..<span id="more-10"></span></p>
<p>Io stesso, poi, programmo (e mi occupo di una quantità enorme di <em>attività</em> connesse con la mera programmazione). Non dico d&#8217;impiegare tecnologie da fantascienza ma, nel mio piccolo, penso di poter ottenere lo stesso livello di <strong>godimento</strong> che possono avere gli sviluppatori di software per i &#8220;<em>viaggi nello spazio</em>&#8220;.</p>
<p>Già.. Il <em>godimento</em>.. Credo di non essere il solo informatico in circolazione che fa ciò che fa, aldilà dell&#8217;esigenza di sussistenza economica, perchè trova soddisfazione nel vedersi capace di <em>manipolare</em> il software, anzi proprio il codice sorgente, in modo da farlo <em>comportare</em> nella maniera desiderata.</p>
<p>Io credo che sia stata proprio questa opportunità &#8211; poter &#8220;<em>imporre completamente la mia volontà</em>&#8221; su <em>qualcosa</em> &#8211; che mi ha spinto, pur con alle mie spalle una formazione tutt&#8217;altro che informatica, ad abbracciare quest&#8217;ampia e complessa disciplina.</p>
<p>E non è tutto. Il fatto che il lavoro <em>professionistico</em> informatico preveda che ci siano dei <em>requisiti</em> (<em>negoziabili</em>, a seconda della fattibilità o meno di una data funzionalità) da soddisfare offre al programmatore l&#8217;opportunità di non avere bisogno di giudizi sul proprio operato: SE il lavoro soddisfa i requisiti, ALLORA bene, ALTRIMENTI va rivisto. Non c&#8217;è il rischio che qualcuno, neanche un cliente, possa giudicare male un lavoro fatto bene od, ancor peggio, bene un lavoro fatto male, per il semplice fatto che già il solo soddisfacimento di tutti i requisiti funge di per sé da giudizio positivo. Non male, in un mondo che sin da bambini ci abitua a forme più o meno <em>malsane</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Relativismo" target="_blank" title="http://it.wikipedia.org/wiki/Relativismo" class="standard"><em>relativismo</em></a> nei giudizi sull&#8217;operato delle persone, e quindi anche sulle stesse..!</p>
<p>Aldilà, dunque, delle miserie del mondo lavorativo informatico (soprattutto in Italia), costituito volutamente da &#8220;<em>bassa manovalanza</em>&#8221; o da lavoratori che, benché ottimi, vengono utilizzati alla stessa stregua, l&#8217;informatica offre un&#8217;importante opportunità di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_autodeterminazione" target="_blank" title="http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_autodeterminazione" class="standard"><strong>autodeterminazione</strong></a>: un lavoro ben fatto (cioè che risponde ai requisiti) è tale anche se il capoufficio o il cliente non è convinto, anche se s&#8217;è usata una tecnologia (più modesta) rispetto ad un&#8217;altra (più <em>trendy</em> o solo più costosa) oppure anche se nessuno avesse immaginato che quel dato obiettivo fosse raggiungibile.</p>
<p>Che c&#8217;entri quanto appena affermato coll&#8217;<dfn>Open Source</dfn> è presto detto. <dfn>Open Source</dfn> non significa soltanto progetti come <a href="http://www.openoffice.org" target="_blank" title="OpenOffice" class="standard">OpenOffice</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>I Wish a Wish List</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2004 15:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Wish List]]></category>

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		<description><![CDATA[Quant&#8217; &#232; bello mettere degli items nella propria &#8220;Wish List&#8220;, sperando che qualcuno se ne ricordi il giorno del tuo compleanno, a Natale od in qualsiasi altra occasione particolare. Peccato che di &#8220;Sharable Wish List&#8220;, cio&#232; le sole utili, ne circolino pochine, soprattutto in Italia..
Per essere precisi, nella mia ricerca pre-natalizia di Wish List nei vari E-Shop italiani, ne ho trovate soltanto due, presso CHL e CDbox. A voler essere pi&#249; precisi non &#232; che le abbia proprio trovate, dato che ne ho due attive proprio su CHL e su ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quant&#8217; &egrave; bello mettere degli <i>items</i> nella propria &#8220;<dfn>Wish List</dfn>&#8220;, sperando che qualcuno se ne ricordi il giorno del tuo compleanno, a Natale od in qualsiasi altra occasione particolare. Peccato che di &#8220;<i>Sharable</i> <dfn>Wish List</dfn>&#8220;, cio&egrave; le sole utili, ne circolino pochine, soprattutto in Italia..<span id="more-9"></span></p>
<p>Per essere precisi, nella mia ricerca pre-natalizia di <dfn>Wish List</dfn> nei vari <dfn>E-Shop</dfn> italiani, ne ho trovate soltanto due, presso <a href="http://www.chl.it" target="_blank" class="standard" title="www.chl.it">CHL</a> e <a href="http://www.cdbox.it" target="_blank" class="standard" title="www.cdbox.it">CDbox</a>. A voler essere pi&ugrave; precisi non &egrave; che le abbia proprio trovate, dato che ne ho due attive proprio su <a href="http://www.chl.it/chlwl/$WISHLISTPUBLIC?I_NUMWL=vjs5aMo3)5CbmsEGB89J4g__" target="_blank" class="standard" title="Wish List di Davide Cappelli su CHL.it">CHL</a> e su <a href="http://www.cdbox.it/scripts/my_wishlist.asp?id=2287&#038;zona=" target="_blank" class="standard" title="Wish List di Davide Cappelli su CDbox.it">CDbox</a> da mesi e mesi, pi&ugrave; semplicemente mi sono rassegnato (e prego speranzosamente chiunque di smentirmi suggerendomi dei links) al fatto che queste siano tra le poche <dfn>Wish List</dfn>s italiane, e siano le uniche in Italia a poter essere consultate pubblicamente via Web.</p>
<p>Gi&agrave;! Perch&egrave; a cercare una <dfn>Wish List</dfn> &#8211; degna di tal nome &#8211;  presso gli <dfn>E-Shop</dfn>s di <a href="http://www.internetbookshop.it" target="_blank" class="standard" title="www.internetbookshop.it">iBS</a>, <a href="http://www.mediaworld.it" target="_blank" class="standard" title="www.mediaworld.it">MediaWorld</a>, <a href="http://www.newprice.it" target="_blank" class="standard" title="www.newprice.it">NewPrice</a>, <a href="http://www.ita-bol.com" target="_blank" class="standard" title="www.ita-bol.com">Bol</a>, <a href="http://www.bow.it" target="_blank" class="standard" title="www.bow.it">Bow.it</a>, <a href="http://www.input-computer.it" target="_blank" class="standard" title="www.input-computer.it"">Input Computer</a>, <a href="http://www.essedi.it" target="_blank" class="standard" title="www.essedi.it">Essedi</a>, <a href="http://www.eplaza.it" target="_blank" class="standard" title="www.eplaza.it">ePlaza</a>, <a href="http://www.shopinabox.it" target="_blank" class="standard" title="www.shopinabox.it">Weblanet</a>, <a href="http://www.dmail.it" target="_blank" class="standard" title="www.dmail.it">D-Mail</a>, <a href="http://www.misterprice.it" target="_blank" class="standard" title="www.misterprice.it">Mr.Price</a>, <a href="http://www.unieuro.com" target="_blank" class="standard" title="www.unieuro.com">UniEuro</a>, <a href="http://www.compushop.it" target="_blank" class="standard" title="www.compushop.it">Compushop.it</a> (ma non solo), si ha la certezza di una buona dose di frustrazione.</p>
<p>Rilevare la presenza di una <dfn>Wish List</dfn> all&#8217;interno di un <dfn>E-Shop</dfn> &egrave; abbastanza semplice: <a href="http://www.amazon.com" target="_blank" class="standard" title="www.amazon.com">Amazon</a> c&#8217;insegna che di solito, oltre al classico pulsante del tipo &#8220;<cite>Add to (Shopping) Cart!</cite>&#8220;, ne viene aggiunto un secondo, ovvero quello &#8220;<cite>Add to Wish List!</cite>&#8221; (per la verit&agrave; <a href="http://www.amazon.com" target="_blank" class="standard" title="www.amazon.com">Amazon</a> ne ha anche altri, tipo &#8220;<cite>Add to Wedding Registry!</cite>&#8221; ma, trattandosi appunto di <a href="http://www.amazon.com" target="_blank" class="standard" title="www.amazon.com">Amazon</a>, un bel po&#8217; di <dfn>smartness</dfn> in pi&ugrave; rispetto agli altri &egrave; scontata..), usando il quale &egrave; possibile inserire la propria scelta in un elenco personale di prodotti che si <i>vorrebbe</i> avere, la &#8220;<dfn>Lista dei Desideri</dfn>&#8221; appunto.</p>
<p>&egrave; chiaro che questo elenco pu&ograve; dare all&#8217;utente come minimo due opportunit&agrave;: avere uno spazio dove conservare una lista di prodotti che solo <i>successivamente</i> si intende acquistare e, se tutto ci&ograve; &egrave; condivisibile con altre persone, avere a disposizione uno strumento per suggerire loro, neanche tanto <i>sottilmente</i>, cosa preferiremmo ricevere per regalo al posto di cravatte e sciarpe..</p>
<p>Con una <dfn>Wish List</dfn> pubblica, poi, c&#8217;&egrave; anche la possibilit&agrave; di dare qualche informazione <i>indiretta</i> su se stessi (&egrave; quello che faccio io, ad esempio): andando sulla mia <dfn>Wish List</dfn> su <a href="http://www.amazon.com/gp/registry/registry.html/ref=wlem-si-html_viewall/104-8518091-8204748?id=2LPR0H33WYK4Q&#038;sort=priority" target="_blank" class="standard" title="Wish List di Davide Cappelli su Amazon">Amazon</a> &egrave; possibile capire che m&#8217;interesso di certi argomenti d&#8217;Informatica (<a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=c%20programming" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''C programming''">C</a> e <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=c++" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''C++''">C++</a> su <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=linux" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''Linux''">Linux</a>, <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=php" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''PHP''">PHP</a>, <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=usability" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''Usability''">Usabilit&agrave;</a>, <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=web%20development" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''Web Development''">Web Development</a>, <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=sap" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''SAP''">SAP</a>, etc..) piuttosto che altri (<a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=.net%20framework" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''.Net Framework''">.Net</a> e <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=java" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''Java''">Java�</a>, <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=cobol" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''Cobol''">Cobol</a> ed <a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/search-handle-url/ref=dp_searchBox_1/102-2087331-9310538?url=index%3Dbooks%26dispatch%3Dsearch%26results-process%3Dbin&#038;field-keywords=extreme%20programming" target="_blank" class="standard" title="Amazon Results for ''Extreme Programming''">Extreme Programming</a>), che ho formazione e predispozione a certi argomenti sia in ambito psicologico che organizzativo-manageriale, e che i temi forti non li disdegno affatto; su quella su <a href="http://www<br />
.thinkgeek.com/brain/gimme.cgi?wid=81ceb0ea7" target="_blank" class="standard" title="Wish List di Davide Cappelli su ThinkGeek">ThinkGeek</a> &egrave; possibile capire la mia <dfn>Geekness</dfn>, e che oltre ad essere un &#8220;<i>simpaticone</i>&#8220;, sono costantemente afflitto dalla <i>mania</i> per i gadgets tecnologici, come un qualsiasi vero <dfn>Geek</dfn> che si rispetti; su quella su <a href="http://www.chl.it/chlwl/$WISHLISTPUBLIC?I_NUMWL=vjs5aMo3)5CbmsEGB89J4g__" target="_blank" class="standard" title="Wish List di Davide Cappelli su CHL.it">CHL</a> si pu&ograve; facilmente dedurre che sto realizzando in casa il mio personale <a href="http://www.microsoft.com/windowsxp/mediacenter/" target="_blank" class="standard" title="Windows XP Media Center Edition">Media Center</a> (su Linux, per&ograve;, come avevo gi&agrave; descritto in un <a href="news.php?id=19" title="Cappelli.Net - Una linux-box per il multimedia">precedente articolo</a>); su quella su <a href="http://www.cdbox.it/scripts/my_wishlist.asp?id=2287&#038;zona=" target="_blank" class="standard" title="Wish List di Davide Cappelli su CDbox.it">CDbox</a>, infine, si pu&ograve; scoprire che non ho velleit&agrave; <i>pseudo-intellettuali</i> quando scelgo il cinema da vedere (passo con facilit&agrave; dalle commedie, romantiche o da ridere, all&#8217;avventura, sci-fi, spy-story o del genere &#8220;<dfn>legal</dfn>&#8220;..) e che, oltre a preferire <a href="http://www.cdbox.it/scripts/ris_ricerca_artista.asp?nome=King+Carole&#038;ricerca=Artista" target="_blank" class="standard" title="Ricerca di ''Carole King'' su CDbox.it">Carole King</a> a <a href="http://www.cdbox.it/scripts/ris_ricerca_artista.asp?nome=Spears+Britney&#038;ricerca=Artista" target="_blank" class="standard" title="Ricerca di ''Britney Spears'' su CDbox.it">Britney Spears</a>, anche sulla musica spazio su tantissimi generi. C&#8217;&egrave;, insomma, di tutto e di pi&ugrave; per farsi un&#8217;idea di chi sia la persona <i>dietro</i> al sito in cui in cui ha pubblicato i links alle varie <dfn>Wish List</dfn>s, informazioni al limite della privacy (volontariamente svelata) con le quali si potrebbe fare un <i>profilo</i> piuttosto verosimile del sottoscritto come individuo, e quindi anche come professionista.</p>
<p>Oltre a presentare, quindi, delle potenzialit&agrave; ben al di la della mera registrazione di &#8220;<dfn>desiderata</dfn>&#8221; da acquistare o da farsi regalare, la <dfn>Wish List</dfn> non &egrave; un servizio di cos&igrave; difficile implementazione, in qualsiasi sito di <dfn>E-Commerce</dfn>. La cosa pi&ugrave; semplice che mi viene in mente pi&ugrave; o meno la descriverei cos&igrave; (se, con mia somma soddisfazione, mi venisse richiesto di aggiungere una tale <dfn>feature</dfn> ad un sito preesistente):
<ul>
<li>Aggiunta di un campo <kbd>ID</kbd> (univoco, quindi..) supplementare alla tabella <kbd>UTENTI</kbd> del database sottostante al sito, in modo da aumentare il livello di sicurezza, e popolazione automatica (tramite <dfn>script</dfn>) dello stesso in ciascun <dfn>record</dfn>.</li>
<li>Creazione di una nuova tabella <kbd>WISHLIST</kbd> di almeno 4 campi: <kbd>ID</kbd> (<i>contatore</i>), <kbd>UID</kbd> (relazionato al nuovo campo <kbd>ID</kbd> della tabella <kbd>UTENTI</kbd>), <kbd>PID</kbd> (relazionato al campo <kbd>ID</kbd> della tabella <kbd>PRODOTTI</kbd>) e <kbd>QTY</kbd> (quantit&agrave; del prodotto scelto).</li>
<li>Sviluppo delle interfacce Web di gestione (da parte dell&#8217;utente che propone la propria <dfn>Wish List</dfn>) e di visualizzazione (per il visitatore).</li>
</ul>
<p>Con 3 semplici (e abbastanza rapide) azioni, dunque, un qualsiasi sito d&#8217;<dfn>E-Commerce</dfn> potrebbe dotarsi di un apprezzabile (ma ancora molto migliorabile) e sufficientemente sicuro servizio di <dfn>Wish List</dfn>  da mettere a disposizione dei propri utenti/clienti.</p>
<p>Non dimentichiamoci, poi, che la presenza di un tale servizio non pu&ograve; che essere a beneficio del sito stesso: tra utenti <i>standard</i> che segnalano la propria <dfn>Wish List</dfn> via E-mail ad amici, ed utenti pi&ugrave; <i>internettizzati</i> (con proprio sito Web o <dfn>Blog</dfn> che sia) che ne pubblicherebbero i links da qualche parte, la percentuale di visite (e quindi di potenziali acquirenti) non potrebbe che aumentare. Il tutto a quel <i>modico</i> prezzo (non solo relativamente al costo dello sviluppo del sito di <dfn>E-Commerce</dfn> nel suo complesso, ma anche in senso assoluto) ascrivibile alle implementazioni sopra descritte.</p>
<p>E allora perch&egrave; non se n&#8217;&egrave; ancora fatto niente? Od ancor peggio s&#8217;&egrave; offerto un servizio che non si pu&ograve; definire altrimenti se non <i>monco</i>? Molti siti italiani di <dfn>E-Commerce</dfn>, infatti, a tutt&#8217;oggi non hanno ancora pensato di fornire un servizio del genere, e quelli che l&#8217;hanno fatto (salvo i molto apprezzati &#8211; almeno da me &#8211; <a href="http://www.chl.it" target="_blank" class="standard" title="www.chl.it">CHL</a> e <a href="http://www.cdbox.it" target="_blank" class="standard" title="www.cdbox.it">CDbox</a>) non sono riusciti a fare quel minimo di <i>salto di qualit&agrave;</i> da raggiungere crismi accettabili, hanno scelto, cio&egrave;, di offrire un servizio funzionante (la <dfn>Wish List</dfn> c&#8217;&egrave;, &egrave; amministrabile ed &egrave; gi&agrave; <i>collegata</i> con lo <dfn>Shopping Cart</dfn>..) ma, non si sa perch&egrave; (forse un&#8217;errata percezione dei problemi di sicurezza?), <i>incompleto</i>, e quindi ben poco utile ed appetibile.</p>
<p><a href="http://www.ita-bol.com" target="_blank" class="standard" title="www.ita-bol.com">Bol</a>, ad esempio, <dfn>E-Shop</dfn> librario molto ben fornito (e ben <i>sviluppato</i>, tanto che non &egrave; difficile trovare prodotti a catalogo cercandoli direttamente su <a href="http://www.google.it" target="_blank" class="standard" title="www.google.it">Google</a>..), ha una <dfn>Wish List</dfn>, ma pu&ograve; venir utilizzata solo come <dfn>reminder</dfn> per acquisti futuri, mentre <a href="http://www.internetbookshop.it" target="_blank" class="standard" title="www.internetbookshop.it">iBS</a>, che, oltre ai libri, vende anche CD, DVD e  Videogames, non la prevede nemmeno.<br />Anche <a href="http://www.bow.it" target="_blank" class="standard" title="www.bow.it">Bow.it</a> offre la possibilit&agrave; di usare una <dfn>Wish List</dfn> per appuntarsi dei prodotti da spostare successivamente nel <dfn>Carrello della Spesa</dfn>, e <a href="http://www.misterprice.it" target="_blank" class="standard" title="www.misterprice.it">Mr.Price</a> aggiunge la possibilit&agrave; di ricevere via e-mail, per ciascun prodotto inserito nella <dfn>Wish List</dfn>, ogni <i>interessante</i> variazione di prezzo.</p>
<p>Insomma, il panorama italico &egrave; abbastanza desolante quando si parla di <dfn>Wish List</dfn>s.</p>
<p>Nessuno (io per primo) si aspetta delle <dfn>Wish List</dfn>s avanzate come quelle di <a href="http://www.amazon.com/gp/registry/registry.html/ref=wlem-si-html_viewall/104-8518091-8204748?id=2LPR0H33WYK4Q&#038;sort=priority" target="_blank" class="standard" title="Wish List di Davide Cappelli su Amazon">Amazon</a> o <a href="http://www.thinkgeek.com/brain/gimme.cgi?wid=81ceb0ea7" target="_blank" class="standard" title="Wish List di Davide Cappelli su ThinkGeek">ThinkGeek</a>, accessibili anche via <a href="http://www.webreference.com/authoring/languages/xml/rss/" target="_blank" class="standard" title="WebReference.com - RSS"><acronym>RSS</acronym></a> (<dfn>Really Simple Syndication</dfn>) e quindi duttili agli usi pi&ugrave; disparati (ad esempio la pubblicazione sul proprio sito di foto, prezzo e link per l&#8217;eventuale regalo..), ma nemmeno la tristezza di <a href="http://www.timberland.com" target="_blank" class="standard" title="www.timberland.com">Timberland</a>, dove si pu&ograve; persino creare da zero la propria scarpa (ed inserire tale modello personalizzato nella <dfn>Wish List</dfn>, come qualsiasi altro prodotto) ma questa stessa <dfn>Wish List</dfn> non &egrave; condivisibile con nessuno (bench&eacute; lo <i>sforzo</i> sarebbe stato di molto inferiore).</p>
<p>Risultato: le Timberland che vorrei regalarmi (o che mi venissero regalate) a Natale<br />
non sono &#8211; come sembrerebbe ovvio &#8211; reperibili presso il mio account su <a href="http://www.timberland.com" target="_blank" class="standard" title="www.timberland.com">Timberland</a>, invece, grazie a <a href="http://www.amazon.com/gp/registry/registry.html/ref=wlem-si-html_viewall/104-8518091-8204748?id=2LPR0H33WYK4Q&#038;sort=priority" target="_blank" class="standard  title="Wish List di Davide Cappelli su Amazon">Amazon</a> potrei persino mostrare una foto delle stesse scarpe accanto a quest&#8217;articolo che sto pubblicando. Oppure potrei mettere un link alla mia <dfn>Wish List</dfn> in ogni <i>pi&eacute; di pagina</i> dei messaggi e-mail. Oppure.. </p>
<p>Chiss&agrave; quanto spendono in pubblicit&agrave; questi siti, senza nemmeno immaginare quanto risparmierebbero (e guadagnerebbero) ad affidare, grazie alle <dfn>Wish List</dfn>s, ai propri utenti i propri &#8220;<i>consigli per gli acquisti</i>&#8220;..</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>..E un cellulare intelligente?</title>
		<link>http://www.cappelli.net/20040112/cellulare-intelligente.html</link>
		<comments>http://www.cappelli.net/20040112/cellulare-intelligente.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2004 14:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[WAP]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo passati dai TACS ai GSM, per trovarci con i GPRS in attesa degli UMTS. I nostri telefonini sono diventati sempre pi&#249; potenti e dotati di strumenti pi&#249; o meno utili. Alcuni di essi, ancor pi&#249; farciti di tecnologia, hanno dovuto assumere il nome di smart phones e stanno andando sempre pi&#249; a ruba. Ciononostante, quanto pi&#249; si va avanti con lo sviluppo di questi nuovi devices, tanto pi&#249; la farcitura tecnologica pare diventare un limite anzich&#232; un vantaggio..
Parliamoci chiaro, &#232; ovvio che il successo planetario della comunicazione mobile (in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo passati dai <acronym>TACS</acronym> ai <acronym>GSM</acronym>, per trovarci con i <acronym>GPRS</acronym> in attesa degli <acronym>UMTS</acronym>. I nostri telefonini sono diventati sempre pi&ugrave; potenti e dotati di strumenti pi&ugrave; o meno utili. Alcuni di essi, ancor pi&ugrave; <i>farciti</i> di tecnologia, hanno dovuto assumere il nome di <dfn>smart phone</dfn>s e stanno andando sempre pi&ugrave; a ruba. Ciononostante, quanto pi&ugrave; si va avanti con lo sviluppo di questi nuovi <dfn>devices</dfn>, tanto pi&ugrave; la <i>farcitura</i> tecnologica pare diventare un limite anzich&egrave; un vantaggio..<span id="more-8"></span></p>
<p>Parliamoci chiaro, &egrave; ovvio che il successo planetario della comunicazione mobile (in Italia da tempo i cellulari hanno superato la telefonia fissa) non poteva che attirare gl&#8217;interessi di aziende disposte a tutto pur di creare i presupposti per ottenere lucro (ulteriore) su un <i>oggetto</i> che, alla fine, ha come suo scopo principale una funzione tanto semplice quanto fondamentale: poter chiamare ed essere chiamati, ovunque.</p>
<table width="100%" align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" border="0" summary="Elenco dei produttori di telefoni cellulari">
<tr>
<td align="center"><a href="http://www.motorola.com" target="_blank" title="Motorola"><img src="/images/articles/logo-motorola.gif" align="left" width="117" height="30" border="0" alt="Motorola"></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.siemens.com" target="_blank" title="Siemens"><img src="/images/articles/logo-siemens.gif" align="left" width="117" height="30" border="0" alt="Siemens"></a></td>
<td><a href="http://www.nec.com" target="_blank" title="Nec"><img src="/images/articles/logo-nec.gif" align="left" width="117" height="30" border="0" alt="Nec"></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.panasonic.com" target="_blank" title="Panasonic"><img src="/images/articles/logo-panasonic.gif" align="left" width="117" height="30" border="0" alt="Panasonic"></a></td>
</tr>
<tr>
<td align="center"><a href="http://www.samsung.com" target="_blank" title="Samsung"><img src="/images/articles/logo-samsung.gif" align="left" width="117" height="30" border="0" alt="Samsung"></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.lge.com" target="_blank" title="LG Electronics"><img src="/images/articles/logo-lg.gif" align="left" width="117" height="30" border="0" alt="LG Electronics"></a></td>
<td><a href="http://www.sonyericsson.com" target="_blank" title="Sony Ericsson"><img src="/images/articles/logo-sony-ericsson.gif" align="left" width="117" height="30" border="0" alt="Sony Ericsson"></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.nokia.com" target="_blank" title="Nokia"><img src="/images/articles/logo-nokia.gif" align="left" width="117" height="30" border="0" alt="Nokia"></a></td>
</tr>
</table>
<p>Cos&igrave; ci ritroviamo con cellulari con <b>fotocamera integrata</b> (e le pi&ugrave; che prevedibili <i>grane</i> per la privacy) e che, vuoi per le immancabili <b>suonerie</b> personalizzate, vuoi per, magari, il <b>lettore MP3 integrato</b> (con o senza radio), fanno da <dfn>juke-box</dfn> per orecchie evidentemente non ancora soddisfatte dell&#8217;attuale inquinamento acustico. Dagli <acronym>SMS</acronym> siamo passati ai molto pi&ugrave; <i>entusiasmanti</i> <b><acronym>MMS</acronym></b>, e non dovrebbe mancare poi molto al momento in cui potremo fare <b>videochiamate</b> senza sforzarci pi&ugrave; di far finta che ci&ograve; che si riesce davvero a vedere nel dispaly sia della medesima qualit&agrave; di come presentato negli spots. Per non parlare, infine, dei <b>giochi</b>, dei quali non si pu&agrave; pi&ugrave; <i>accettare</i> una dotazione sguarnita.</p>
<p><img src="/images/articles/ericssonR380.gif" align="left" width="140" height="248" alt="Ericsson R380 Smartphone">&Egrave;, dunque, un buon momento sia per i <dfn>provider</dfn> di accesso mobile sia per quelli di contenuti (che spesso combaciano): i secondi creano e pubblicizzano contenuti da vendere ed i primi si prendono la loro <i>fetta</i> fornendo la rete (tecnologica e non solo) attraverso cui gli utenti possono scaricare e/o iscriversi ai servizi. Ci si <b><u>abbona</u></b> (bench&eacute; spesso non sia facilissimo capirlo dallo spot) a provider che, per un prezzo <i>modico</i> (..), ogni settimana inviano una suoneria scelta pi&ugrave; o meno a caso tra le hits popolari di ieri e di oggi. S&#8217;inviano senza problemi <acronym>MMS</acronym> colla foto del <i>botolo peloso</i> (cane) del momento e si possono scaricare facilmente nuovi giochi per ammazzare il tempo aspettando il tram.. Il <b><acronym>WAP</acronym></b>, prevedi- bilmente (del resto nessuno s&#8217;&egrave; ancora preoccupato di met- terci dei contenuti degni di tale nome), continua a <i>languere</i> ma <i>Nessun Problema</i>!: premere inavvertitamente un tasto <i>teoricamente</i> in disuso del telefonino significa far partire i- nequivocabilmente una sessione di navigazione (con ancora lo scatto <i>alla risposta</i> ed ad un innegabilmente a dir poco mediocre rapporto qualit&agrave;/prezzo). Non c&#8217;&egrave; che dire, &egrave; effettivamente un buon momento, per <i>loro</i>..</p>
<p>La stessa cosa non si pu&ograve; dire per gli utenti, od almeno per coloro che del cellulare potrebbero o dovrebbero farne un uso <i>intelligente</i>. Partendo, infatti, dalla scontata osservazione che un <i>telefono</i> prima di tutto dovrebbe servire a <i>telefonare</i>, si scopre che gli stessi <i>sforzi</i> profusi nell&#8217;aggiunta di optional divertenti per i telefonini non son stati spesi anche nel miglioramento delle loro funzionalit&agrave; di base.</p>
<table width="100%" align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" border="0" summary="Elenco degli operatori mobili italiani">
<tr>
<td align="center"><a href="http://www.tim.it" target="_blank" title="TIM - Telecom Italia Mobile"><img src="/images/articles/logo-tim.it.gif" align="left" width="117" height="60" border="0" alt="TIM - Telecom Italia Mobile"></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.wind.it" target="_blank" title="Wind"><img src="/images/articles/logo-wind.it.gif" align="left" width="117" height="60" border="0" alt="Wind"></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.vodafone.it" target="_blank" title="Vodafone Italia"><img src="/images/articles/logo-vodafone.it.gif" align="left" width="117" height="60" border="0" alt="Vodafone Italia"></a></td>
<td align="center"><a href="http://www.tre.it" target="_blank" title="H3G Italia"><img src="/images/articles/logo-tre.it.gif" align="left" width="117" height="60" border="0" alt="H3G Italia"></a></td>
</tr>
</table>
<p>Facciamo alcuni esempi. E&#8217; possibile impiegare una <b><dfn>smart card</dfn></b> per salvare musica, foto, filmati e giochi, ma non ho ancora visto alcun telefonino che, provvisto di una <b>segreteria telefonica integrata</b> (e non fornita dal provider di fonia mobile, cui si deve telefonare per accedere al servizio), salvi proprio sulla <dfn>smart card</dfn> i messaggi registrati magari indicando, nelle <dfn>propriet&agrave;</dfn> del file, numero e nome (se in rubrica) del chiamante. Quasi tutti i telefonini, poi, sono dotati di cavo per la gestione da PC, ma ben pochi attualmente sono passati dall&#8217;uso del cavo COM a quello <acronym>USB</acronym>, e non si hanno ancora news di cellulari che, connessi via <acronym>USB</acronym> al PC e dotati di <dfn>smart card</dfn>, si trasformino in periferiche di archiviazione simili alle sempre pi&ugrave; usate <b><i>chiavette</i> <acronym>USB</acronym></b>. Questa <dfn>feature</dfn> pu&ograve; sembrare del tutto irrilevante se si usa il telefonino <i>solo</i> per telefonare, ma se ci aggiungiamo la possibilit&agrave;, per il cellulare, di <i>leggere</i> i files <a href="http://www.filext.com/detaillist.php?extdetail=VCF" class="standard" target="_blank" title="FilExt.com: File extension details for .VCF"><kbd>.vcf</kbd></a> (&#8220;<dfn>biglietti da visita</dfn>&#8221; elettronici) otteniamo una <b>Rubrica</b> aggiuntiva facilmente aggiornabile e sincronizzabile con il PC. Gi&agrave;! Quella medesima rubrica che ancora troppo spesso non p<br />
ermette d&#8217;inserire pi&ugrave; di tot numeri telefonici per contatto, e che andrebbe di certo migliorata. Che dire, infine, del <b>trasferimento di chiamata</b>? Se ora volessi che il mio cellulare squillasse solo per le chiamate di <i>certe</i> persone e per le altre restasse muto o occupato, o le redirigesse alla segreteria telefonica (magari quella integrata descritta sopra), non potrei, mentre &egrave; facile capire che dotare d&#8217;una tale funzionalit&agrave; qualsiasi telefonino avrebbe un costo irrisorio.</p>
<p><img src="/images/articles/sony-ericssonP800.gif" align="right" width="100" height="177" alt="Sony-Ericsson P800 Smartphone">Sempre restando sulle funzioni che potrebbero ruotare alla Rubrica, anzich&egrave; avere tante <i>Gallery</i> multimediali (remote) a disposizione dell&#8217;utente, sarebbe bello che i providers consentissero di salvare i contatti in una <b>Rubrica On-Line</b>, con la quale ciascun telefonino, accedendo alla rete, potesse effettuare una sincronizzazione. L&#8217;utente <dfn>consumer</dfn> potrebbe trovare utile evitare vari &#8220;<i>Copia-Incolla</i>&#8221; da <acronym>SIM</acronym> ad ogni cambio di cellulare, quello <dfn>business</dfn> invece vi troverebbe un valido strumento per non perdere i propri contatti in caso di furto/smarrimento, ed un&#8217;opzione in pi&ugrave; per garantirne la <b>privacy</b> (grazie ad sincronizzazione tramite password).</p>
<p>Potrei continuare ancora con esempi del genere ma vorrei serbarmi quel che mi resta della motilità delle dita per un altro appuntamento come questo.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Macrotipologie Prodotti Web</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2001 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dare una definizione specifica di un prodotto Web &#232; una cosa molto facile per chi &#232; un &#34;addetto ai lavori&#34;: tutto ci&#242; che, in un modo o nell&#8217;altro, pu&#242; essere reso fruibile col solo impiego di un browser. La prospettiva cambia molto se consideriamo, invece, un profano: il cliente in primis.&#200; ormai da pi&#249; di 4 anni che mi occupo di Web, infatti, ed ancora non ho incontrato un cliente cosciente di cosa possa offrirgli &#8216;sto benedetto Web, n&#233; tantomeno conscio di quale frutto voglia cogliere..
Le immagini di questo articolo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dare una definizione specifica di un prodotto Web &egrave; una cosa molto facile per chi &egrave; un &quot;<i>addetto ai lavori</i>&quot;: tutto ci&ograve; che, <i>in un modo o nell&#8217;altro</i>, pu&ograve; essere reso <i>fruibile</i> col solo impiego di un browser. La prospettiva cambia molto se consideriamo, invece, un <i>profano</i>: il <u>cliente</u> in primis.<br/>&Egrave; ormai da pi&ugrave; di 4 anni che mi occupo di <i>Web</i>, infatti, ed ancora non ho incontrato un cliente <i>cosciente</i> di cosa possa offrirgli <i>&#8216;sto benedetto</i> Web, n&eacute; tantomeno <i>conscio</i> di quale <i>frutto</i> voglia cogliere..<span id="more-7"></span>
<div align="center"><small>Le immagini di questo articolo sono state aggiornate il 23/04/2005</small></div>
<div align="center">
<a href="http://img358.imageshack.us/my.php?image=webmacrotipologiela2.gif" target="_blank"><img src="http://img358.imageshack.us/img358/8583/webmacrotipologiela2.gif" border="0" alt="Le 3 (+1) macrotipologie di Prodotto Web" /></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>I-Mode vs WAP: chi sta vincendo?</title>
		<link>http://www.cappelli.net/20010502/wap-i-mode.html</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2001 19:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[WAP]]></category>
		<category><![CDATA[XML]]></category>

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		<description><![CDATA[Come abbiamo ben potuto dedurre negli ultimi mesi, molti di coloro che avevano speso tempo e denaro per promuovere l&#8217;uso di servizi basati su WAP (Wireless Application Protocol) hanno dovuto ridimensionare notevolmente le loro speranze di speculazione economica.
Da una parte il costo di accesso al Wireless (ancora a scatti al minuto di connessione), dall&#8217;altra i servizi di scarsa qualit&#224; proposti dai diversi Providers, hanno, in pratica, raffreddato l&#8217;ebbrezza legata alla potenzialit&#224; di penetrazione del mercato di questa tecnologia.
Questo in Europa. In Giappone, paese dove, all&#8217;epoca, ha trovato fertile terreno di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come abbiamo ben potuto dedurre negli ultimi mesi, molti di coloro che avevano speso tempo e denaro per promuovere l&#8217;uso di servizi basati su <acronym>WAP</acronym> (<dfn>Wireless Application Protocol</dfn>) hanno dovuto ridimensionare notevolmente le loro speranze di speculazione economica.<span id="more-6"></span></p>
<p>Da una parte il costo di accesso al <i>Wireless</i> (ancora a scatti al minuto di <i>connessione</i>), dall&#8217;altra i servizi di scarsa qualit&agrave; proposti dai diversi Providers, hanno, in pratica, <i>raffreddato</i> l&#8217;ebbrezza legata alla potenzialit&agrave; di penetrazione del mercato di questa tecnologia.</p>
<p>Questo in Europa. In Giappone, paese dove, all&#8217;epoca, ha trovato fertile terreno di maturazione l&#8217;idea di un dispositivo di facile e versatile -ma soprattutto divertente- come lo stra-conosciuto <i>Walkman</i>, le cose sono andate diversamente. Contrariamente all&#8217;Europa, l&#8217;estremo oriente di cui stiamo parlando ha, infatti, concentrato la sua attenzione su un segmento di mercato come i <i>Teenagers</i>, disposti a cambiare frequentemente il telefonino ed interessati ad una gamma pressocch&eacute; illimitata di servizi di <i>entertainment</i>; quella dei giovani &egrave; una fetta dei possibili utilizzatori sulla quale &egrave; possibile fare quanti pi&ugrave; esperimenti di marketing possano venire alla mente..</p>
<p>In quest&#8217;ottica, ovvero di un uso <i>giovane</i> della tecnologia, l&#8217;azienda di telecomunicazioni giapponese ha sviluppato un progetto molto interessante: una serie di servizi (<i>entertainment</i>, messaggistica, chat, etc..), a basso costo (canone mensile e non scatto al minuto), <i>mediati</i> da una piattaforma estremamente <i>pleasant</i>, come direbbe anche <a href="http://www.useit.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.useit.com">Jakob Nielsen</a>, <i>guru</i> mondiale dell&#8217;Usabilit&agrave;.<br /><bR>L&#8217;<b>I-Mode</b>, cos&igrave; si chiama questa tecnologia analoga al <acronym>WAP</acronym> occidentale, &egrave; costituito da un <i>device</i> (il telefonino) estremamente tecnologico (display grande ed a colori) che pu&ograve; connettersi alla Rete nazionale per accedere a siti web scritti sia in <acronym>HTML</acronym>, il linguaggio di formattazione <i><u>internazionale</u></i> pel Web (<a href="http://www.w3c.org" target="_blank" class="standard" title="http://www.w3c.org">W3C</a>), che in <acronym>I-HTML</acronym>, un markup pi&ugrave; leggero e studiato <i>ad hoc</i>. L&#8217;effetto &egrave; quello di poter navigare dal telefonino in maniera non dissimile dal computer, con in pi&ugrave; un aumento di <dfn>accessibilit&agrave;</dfn>: un Wap Browser <i>legge</i> <u>solo</u> siti scritti in <acronym>WML</acronym> (<dfn>Wireless Markup language</dfn>), un bowser I-mode, invece, pu&ograve;\r\nnavigare con una certa tranquillit&agrave; anche in siti non <acronym>I-HTML</acronym>, purch&egrave; non troppo <i>pesanti</i> a livello di complessit&agrave; codice (per limiti di processamento e software del <i>device</i> stesso).</p>
<p>Per i <dfn>Web Designer</dfn>&#8216;s col kimono non &egrave; cosa da poco: una volta riconosciuto il tipo di <i>device</i>, tradizionale PC o Cellulare I-Mode, (mediante comunissime server-application) &egrave; possibile <i>ridimensionare</i> il contenuto (inteso sia come materiale testuale/grafico che come disposizione layout) al tipo di utente: nel caso quest&#8217;ultimo si connetta al sito con un telefonino, la server application <i>trasforma</i> semplificandolo il layout predefinito della pagina, e riduce la quantit&agrave; di testo (con ovvie potenzialit&agrave; di <dfn>content-customisation</dfn>..).</p>
<p>Queste sintetiche specifiche tecniche possono gi&agrave; da sole farci capire il perch&egrave; del successo commerciale dell&#8217;I-Mode (<i>vs</i> insuccesso presunto del <acronym>WAP</acronym>): un telefonino I-Mode ha quasi tutte le potenzialit&agrave; di un PC, per&ograve; &egrave; piccolo e maneggevole, quindi &egrave; possibile un uso personalissimo (avete presente l&#8217;ultima pubblicit&agrave; <a href="http://www.telecomitalia.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.telecomitalia.it">Telecom</a> con la ragazza che dice &#8220;<cite>Tutti gli SMS che vuoi, dal telefono dei tuoi..</cite>&#8221; e meditate..); il telefonino I-Mode ha un grande display a colori (e fattezze simili ad un <i>GameBoy</i>..) col quale &egrave; possibile fruire in modo molto <i>user-friendly</i> (proprio per la somiglianza funzionale con un PC browser) e piacevole; i servizi veicolati con l&#8217;I-Mode, pur non troppo costosi, sono il rispecchiamento totale dei desideri dell&#8217;Utenza.</p>
<p>L&#8217;I-Mode si configura come un sistema basato e studiato sulla fetta di mercato che pi&ugrave; avrebbe potuto trovarlo interessante, ed &egrave; stato questo (assieme anche alla sua <dfn>versatilit&agrave;</dfn>, <dfn>compatibilit&agrave;</dfn>, <dfn>portabilit&agrave;</dfn> ed <dfn>accessibilit&agrave;</dfn> tecnologica) a portarlo al successo.</p>
<p>Differentemente, il WAP ha da subito iniziato a dare problemi [sistemi di gateway tra <i>wired</i> e <i>wireless</i>, markup definito, basato sull'ancora (<i>troppo</i>) poco usato <acronym>XML</acronym> (<dfn>eXtensible Markup Language</dfn>), etc..], ed il fatto che i primi servizi siano stati studiati per un pubblico adulto (<i>trading</i>), dando poco, o nullo, risalto all&#8217;aspetto dell&#8217;<i>entertainment</i>, non ha aiutato certamente la sua penetrazione di mercato, unica condizione per convogliare il capitale necessario a ricerche e sviluppi successivi, atti ad apportare migliorie sia in ambito tecnico/tecnologico che di marketing.�</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alcune critiche a J.Nielsen e compari..</title>
		<link>http://www.cappelli.net/20010303/critiche-jakob-nielesen-usabilita.html</link>
		<comments>http://www.cappelli.net/20010303/critiche-jakob-nielesen-usabilita.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2001 17:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Usabilità Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Master]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa mi arriva il solito messaggio goliardico, frutto, penso, di reiterati forwards:

----- Original Message -----
From: &#60;xxxxxxxx@yyyyyyyyy.zzz&#62;
To: &#60;davideATcappelli.net&#62;
Subject: 10 motivi per odiare jakob nielsen
----------------------------------------------------------
1. Ha sempre ragione;
2. Non perde occasione di farlo notare;
3. Si crede come il giudice dredd...per la serie:"la legge sono io!";
4. A sentire LUI , Dio dovrebbe riprogettare l'Eden;
5. La mela di Adamo e Eva dovrebbe essere blu e non rossa;
6. tutte le mele del mondo dovrebbero essere sempre e invariabilmente blu;
7. Mi ha fottuto mesi di terapia con solo 4 parole: "un clic decide  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa mi arriva il solito messaggio goliardico, frutto, penso, di reiterati <dfn>forward</dfn>s:<span id="more-5"></span>
<div style="margin-bottom:15px">
<pre style="color:purple">----- Original Message -----
From: &lt;xxxxxxxx@yyyyyyyyy.zzz&gt;
To: &lt;<a href="mailto:%64%61%76%69%64%65%40%63%61%70%70%65%6c%6c%69%2e%6e%65%74" class="standard">davideATcappelli.net</a>&gt;
Subject: 10 motivi per odiare jakob nielsen
----------------------------------------------------------
1. Ha sempre ragione;
2. Non perde occasione di farlo notare;
3. Si crede come il giudice dredd...per la serie:"la legge sono io!";
4. A sentire LUI , Dio dovrebbe riprogettare l'Eden;
5. La mela di Adamo e Eva dovrebbe essere blu e non rossa;
6. tutte le mele del mondo dovrebbero essere sempre e invariabilmente blu;
7. Mi ha fottuto mesi di terapia con solo 4 parole: "un clic decide  tutto!";
8. La prima meta' del suo libro costa £ 78.000 la seconda 1 milione e sette-
   cento mila;
9. La carta stampata non morira' fino a che LUI avra' qualcosa da scrivere;
10.Con "Web Usability, The Practice of Semplicity", si sancisce l'entrata
   dell'antico ordine monastico Shaolin nell'era della new-economy.
----------------------------------------------------------
11.(bonus) un'e-mail e'"una piccola interfaccia utente a tutti gli effetti"!!</pre>
</div>
<p>Pur, per certi versi, un po&#8217; semplicistica, questa lista di <i>commenti</i> diretti a Jakob Nielsen, ed a tutti gli altri eminenti personaggi che si occupano di usabilit&agrave; web, &egrave; molto verosimile: se, fino a qualche tempo fa (qualche mese, ai tempi della <i>New Economy</i>), solo arditi web designer e affini se ne occupavano, adesso la <i>Usability</i> &egrave; (in teoria, come si vedr&agrave;) un <i>must</i>, e soprattutto sulla bocca di tutti. Se ne &egrave; talmente discusso che ha un po&#8217; stufato.</p>
<p>Sul newsgroup <a href="http://groups.google.com/groups?hl=it&amp;lr=&amp;group=it.lavoro.informatica" target="_blank" class="standard" title="news:it.lavoro.informatica"><code>it.lavoro.professionisti.webmaster</code></a>, l&#8217;anno scorso, avevo tentato d&#8217;introdurre il discorso, ma mi sono sentito rispondere anche che &#8220;<cite>L&#8217;usabilit&agrave; non &egrave; una scienza; l&#8217;usabilit&agrave; di un sito la pu&ograve; valutare solo l&#8217;utente: se il sito piace e viene usato spesso e tanto, allora &egrave; usabile</cite>&#8220;; nei i vari <dfn>threads</dfn>, delle risposte che andavano dal genuino interesse al disinteresse pi&ugrave; <i>conclamato</i>, questo tipo di commenti costituiva una generosa parte. Ora, nel newsgroup (ma anche fuori), la realt&agrave; &egrave; totalmente cambiata: vi sono due fazioni principali, una costituita dai <dfn>Flashisti</dfn> (utilizzatori di Macromedia Flash), l&#8217;altra costituita dai detrattori di questo software. La maggior parte di questi ultimi &egrave; totalmente contraria al suo uso, in quanto stimolerebbe il designer allo sviluppo di siti esclusivamenti orientati all&#8217;impatto grafico, caratterizzati da scarsa usabilit&agrave; (uno dei <i>verba</i> di Nielsen); un gruppo pi&ugrave; sparuto (costituito -chiss&agrave; perch&egrave;?- soprattutto dai membri <i>anziani</i>) &egrave; certamente pi&ugrave; democratico e considera, giustamente, Flash esclusivamente uno strumento, che pu&ograve; essere utilizzato bene o male, a seconda delle capacit&agrave; di chi lo usa (<a href="../engineer/flash1.html" title="Articolo : Uso ed abuso di Flash">generalmente</a>, in Italia almeno, se ne abusa, malamente..). Se, quindi, un annetto fa, il discorso faceva solo sorridere, adesso c&#8217;&egrave; gi&agrave; gente che si accapiglia per dimostrare, a torto od a ragione, la propria competenza in usabilit&agrave;.</p>
<p>Sono andate formandosi, quindi, diverse fazioni tra professionisti che dovrebbero condividere la medesima conoscenza, almeno in teoria, e gli stessi standard di produzione (<i>perch&egrave;, in fin dei conti, &egrave; proprio di metodologia che si sta parlando</i>..). Tuttavia, ci&ograve; non &egrave; imputabile a <i>Lui</i>, l&#8217;uomo eletto dalla Comunit&agrave; internazionale dei KIW&#8217;s, il <i>guru</i> mondiale della Usability, Jakob Nielsen. Il fatto che ormai anche i bambini, invece di farsi leggere le favole, tentano di cimentarsi con i rudimenti della pratica dell&#8217;Usabilit&agrave;, non &egrave; colpa di un uomo e dei suoi <a href="http://www.useit.com/alertbox/" target="_blank" class="standard" title="http://www.useit.com/alertbox"><i>AlertBox</i></a> che settimanalmente finiscono nella mailbox di persone di tutto il mondo. <i>Egli</i> non ha voluto tanto rumore solo per generare discordia: il suo scopo, giusto, &egrave; stato quello di voler focalizzare l&#8217;attenzione dei professionisti su un problema cos&igrave; <i>semplice</i> come il fatto che qualsiasi sito abbia un utente, con le sue caratteristiche e necessit&agrave;. Di certo ha voluto anche tirare acqua al suo mulino (e soldi al suo portafoglio..), creando tanto allarme (<i>Alert</i>), ma glielo si pu&ograve; perdonare: ha fatto pi&ugrave; del bene che del male.</p>
<p><b>L&#8217;esempio italiano: Michele Visciola</b><br />In Italia pare che il <i>guru</i> dell&#8217;usabilit&agrave; possa essere Michele Visciola, uno psicologo: attraverso la sua azienda (<a href="http://www.u-hf.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.u-hf.com">Usability &#038; Human Factors</a>, ora del gruppo <a href="http://www.etnoteam.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.etnoteam.it">Etnoteam</a>) ha condotto una crociata per l&#8217;usabilit&agrave; (ed ha giustappunto scritto il libro &#8220;Usabilit&agrave; dei siti web&#8221;) che continua<i>off-line</i> a colpi di costosissimi corsi e congressi. La sua visione dello <i>usability engineering</i>, a differenza di quella di Nielsen, &egrave; molto pi&ugrave; <i>sperimentalista</i> ed in linea quindi con la metodologia psicologica: tests, tests, ed ancora tests per valutare (con campioni pi&ugrave; o meno rappresentativi tra i <i>novices</i> e gli <i>experts</i>) l&#8217;usabilit&agrave; dei siti.</p>
<p>Nel suo libro, peraltro molto pi&ugrave; idoneo a perorare le motivazioni commerciali dell&#8217;approccio dell&#8217;usabilit&agrave; (&#8220;<cite>&egrave; meglio spendere un pelino di pi&ugrave; ora che trovarsi dopo con un sito inutilizzabile..</cite>&#8220;) che ha spiegarne gli elementi operativi fondamentali (come, ad esempio, fa invece il testo di <a href="http://www.vocabola.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.vocabola.com">Sofia Postai</a>: &#8220;<a href="http://www.vocabola.com/sitichefunzionano/" target="_blank" class="standard" title="http://www.vocabola.com/sitichefunzionano">Siti che funzionano</a>&#8220;), tutta la <i>filosofia</i> di Visciola viene espressa in maniera molto palese: &egrave; necessario un processo di analisi, in fase progettuale, di produzione e post-produzione, di ciascun sito in maniera da poter garantirne un&#8217;adeguata usabilit&agrave; finale. Sfortunatamente -e non &egrave; affatto un parere personale, ma frutto di giudizi espressi da persone che con Visciola hanno lavorato (&#8220;<cite>Non &egrave; possibile che ci venga a parlare di fare un focus-group su un progetto che &egrave; gi&agrave; stato portato in fase avanzata senza il suo, pur richiesto, aiuto.. E&#8217;incompatibile col nostro ciclo produttivo!</cite>&#8220;)- pare che questa <i>filosofia</i> sia molto pi&ugrave; teorico-accademica di quella di Nielsen e compari in America.</p>
<p>Risultato: se gi&agrave;, solo con Nielsen, si faceva un bel trambusto nel mondo dei Kiw&#8217;s tra i sostenitori di un approccio &#8220;Nielseniano&#8221; <i>fondamentalista-radicale</i> ed uno pi&ugrave; <i>flessibile</i>, ora c&#8217;&egrave; ancor pi&ugrave; confusione ed incomprensione tra le parti. In pi&ugrave;: se prima i pochi <i>adepti</i> dell&#8217;usabilit&agrave; erano tali proprio perch&egrave; costituivano quella minoranza di individui che, per cercare il <dfn>valore aggiunto</dfn> della competenza, scartabellavano i siti americani ed acquistavano i libri in inglese on-line, ora che &#8220;Web Usability, The Practice of Semplicity&#8221; &egrave; stato tradotto in italiano e che vi sono molti testi e siti in italiano che si occupano di usabilit&agrave;, il <i>casino</i> &egrave; veramente garantito: tutti, e proprio tutti, si sentono in diritto di mettere bocca su cosa sia l&#8217;<i>Usabilit&agrave;</i>, quali siano i suoi scopi e come si possa praticarla.</p>
<p><b>L&#8217;usabilit&agrave; sulla bocca di tutti: la moda..</b><br />Non sono contrario affatto ad una <i>deregulation</i>, ad una specie di <i>destrutturazione</i> della <i>dottrina</i>, perch&egrave; penso che sia la via pi&ugrave; corretta per l progresso, tuttavia comincio a stufarmi di rischiare di trovare due avventori di un bar che discutono di usabilit&agrave;. Va bene (anzi benissimo) parlarne, ma il troppo stroppia.</p>
<p>Ormai &egrave; diventata una moda: tutti parlano, pi&ugrave; o meno a sproposito, di usabilit&agrave; applicata allo sviluppo di prodotti Web. Il <i>bonus</i> dell&#8217;e-mail scherzosa sopra riportata ne &egrave; un fulgido esempio: &#8220;<cite>un&#8217;e-mail e&#8217;&#8221;una piccola interfaccia utente a tutti gli effetti&#8221;</cite>&#8220;, a parte essere una citazione molto <i>alla Nielsen</i>, ci pu&ograve; far capire che, come moda, il parlare di usabilit&agrave; &egrave; diventato un fatto in cui si vanno a <i>contare i peli nell&#8217;uovo</i> a qualsiasi <i>oggetto</i> potenzialmente della discordia. Il dire che un&#8217;e-mail &egrave; un&#8217;interfaccia utente altro non &egrave; che l&#8217;estremizzazione dei concetti di cui va fiero Nielsen, per&ograve; senza il suo approcc<br />
io comunque orientato al business, al mantenimento di un buon rapporto costi/benefici, anche nella scelta di un&#8217;efficace ed efficiente <dfn>Usability Evaluation</dfn>. Andare cos&igrave; nello specifico non &egrave; che &#8220;<i>Usabilit&agrave; per l&#8217;Usabilit&agrave;</i>&#8220;, un assurdo persino a livello teoretico.</p>
<p>Se la &#8220;<i>competenza</i>&#8221; in materia di usabilit&agrave; &egrave; diventata cos&igrave; popolare, ossia oggetto di discussione aperto al giudizio ed ai commenti di tutti, nella stessa quantit&agrave; ha perso di valore: ora pi&ugrave; che mai non penserei neanche per scherzo di pagare di tasca mia un corso sull&#8217;usabilit&agrave;, perch&egrave;, come oggetto pubblico, &egrave; diventata merc&eacute; di variazioni sul tema che snaturano o sminuiscono (invece di accrescere) la significativit&agrave; dei corsi stessi. In ogni citt&agrave; (almeno quelle pi&ugrave; grandi..) ve ne &egrave; uno, e questo per me &egrave; tuttaltro che un segno che venga condotto con eguale qualit&agrave;..</p>
<p><b>L&#8217;usabilit&agrave; in azienda</b><br />La corsa all&#8217;usabilit&agrave; dei propri prodotti &egrave; stata anche cavallo di battaglia di numerose aziende della produzione Web: sia tra quelle &#8220;<i>grandi</i>&#8221; che tra quelle &#8220;<i>piccole</i>&#8221; e magari &#8220;<i>new-entries</i>&#8220;. A differenza di quelle grandi, nelle quali un rinnovamento delle competenze &egrave; frutto di un lungo e tortuoso percorso (la <dfn>resistenza</dfn> del Personale, la sua formazione, etc..), nelle seconde ha avuto un impatto persino poderoso: alcune di queste ne hanno fatto il proprio <dfn>Core Business</dfn>.</p>
<p>Tutto bene sin qui, se non fosse che nei siti di molte di queste, sviluppati spessissimo con Macromedia Flash (che richiede una competenza <i>speciale</i> per ottenere una buona usabilit&agrave; del prodotto..), talvolta &egrave; persino difficile trovare un indirizzo e-mail (una cosa <i>Abominevole</i> in quanto ad usabilit&agrave;!) al quale rivolgersi per sapere l&#8217;URL della versione <i>HTML only</i>.<br />Sulle aziende di grandi dimensioni, invece, nulla da eccepire se non il fatto che spesso non sono riuscite a convincere i propri Committenti / Clienti della bont&agrave; di alcune regole (ma sarebbe, in questo momento, meglio parlare ancora di <i>euristiche</i>) dell&#8217;usabilit&agrave; da considerare sempre e comunque. Risultato: pur non volendolo, ma per assecondare i desideri di clienti auto-ascrittisi ad <i>esperti</i> della navigazione, talvolta fanno gli stessi errori delle aziende <i>giovani</i>.</p>
<p>In tutti i due casi, comunque, (pur ammettendo numerose eccezioni) pare che, seppur trattata e bistrattata da vari fronti e varie fonti, l&#8217;Usabilit&agrave; non sia ancora costituita da un <dfn>corpus</dfn> di regole unanimamente accettate ed applicate: tra le varie fonti, c&#8217;&egrave; chi dice una cosa e chi un&#8217;altra, chi <i>accetta</i> dei compromessi e chi non ne vuole sapere, chi segue pedestremente la strada sinora percorsa e chi cerca di trovare qualcosa di nuovo e/o migliorare.</p>
<p><b>L&#8217;usabilit&agrave; &egrave; stata realmente compresa?</b><br />Non si pu&ograve; nemmeno pensare che il termine <dfn>Usabilit&agrave;</dfn> sia nato con il Web o, in generale con l&#8217;interfaccia informatica: anche la forma dei comandi di una Lancia degli anni &#8217;70 &egrave; stata studiata secondo dei paradigmi del <i>buon uso</i>. Tutti i moderni designer&#8217;s hanno competenze, gi&agrave; persino dall&#8217;et&agrave; in cui frequentavano corsi universitari, su concetti di <dfn>Ergonomia</dfn> ed <dfn>Usabilit&agrave;</dfn>: si tratta insomma di una cultura molto istituzionalizzata all&#8217;interno dei gruppi di <i>addetti ai lavori</i> di diverse specialit&agrave;. Nielsen e compari non hanno fatto altro che applicare questi <i>valori</i> ad un <i>ambiente</i> di nuovissima concezione, come quello dell&#8217;Informatica come la conosciamo oggi, del Web e di Internet in genere. Si tratta dunque di un&#8217;innovazione di contenuti e di applicabilit&agrave;, ma di un&#8217;idea sicuramente non giovanissima (di almeno una quarantina d&#8217;anni).</p>
<p>L&#8217;originalit&agrave;, in questo specifico caso, sta semplicemente nella sua necessariet&agrave; strutturale che prima non era stata prevista: essendo questa un&#8217;era di svolta, da una cultura <i>materiale</i> ad una <i>virtuale</i>, d&#8217;informazioni, si &egrave; presentata la necessit&agrave; di creare una <dfn>transizione</dfn> tra questi due stati. Per accedere alle informazioni &egrave; necessario l&#8217;uso di strumenti, che molta gente non comprende n&eacute;, soprattutto, &egrave; capace di utilizzare; per ovviare a ci&ograve; non &egrave; preferibile sicuramente pretendere la competenza dagli utilizzatori, ma rendere lo strumento pi&ugrave; agibile e <i>trasparente</i>, complementare alle esigenze di chi lo usa e potr&agrave; continuare o meno ad usarlo. Se poi l&#8217;uso dello strumento pu&ograve; permettere anche speculazioni economiche da parte di chi lo produce, questa necessit&agrave; assume certamente un&#8217;imporatanza rilevante.</p>
<p>Pare, invece, che questa <i>filosofia</i> non sia stata seguita: la prova di ci&ograve; sta nel fatto che &egrave; stata totalmente <i>decontestualizzata</i>, privata del contesto operativo in cui dovrebbe venir applicata. La frase &#8220;<i>l&#8217;Usabilit&agrave; per l&#8217;Usabilit&agrave;</i>&#8221; prima riportata descrive appieno questo fenomeno: molta gente discute di Usabilit&agrave; proponendo regole specifiche che, alla fine, mal si adattano all&#8217;ambiente, estremamente variabile per sua natura intrinseca, della produzione Web. Tanta, troppa gente ha le <i>mani in pasta</i>, per poter proferire al pubblico concetti realmente<i>usabili</i> ed intelligenti.</p>
<p><b>Un pericolo: le norme ISO 9400</b><br />Alcune delle ISO 9400 si occupano di ergonomia dell&#8217;interfaccia utente nei softwares, della loro usabilit&agrave;. Ora, pur considerando le norme in materia di Qualit&agrave; un validissimo strumento e persino <i>fonte d&#8217;ispirazione</i>, credo che queste ultime, applicabili anche all&#8217;Usabilit&agrave; dei Siti Web, potrebbero sortire alcuni pericolosi effetti: a prescindere dal fatto che qualcuno -magari poco competente oppure troppo (vedi sopra)- potrebbe raggiungere il ruolo del <i>Legislatore</i> nell&#8217;amito dell&#8217;ISO o della certificazione di Qualit&agrave;, potrebbe darsi, un giorno, che saremo costretti, per legge, a sviluppare siti tutti secondo un preciso schema, non solo logico ma anche esteriore, grafico. Un&#8217;ipotesi abbastanza remota, tuttavia logicamente plausibile (&#8220;<cite>Le vie della politica e della burocrazia sono infinite..</cite>&#8220;).</p>
<p>Il pericolo c&#8217;&egrave;: &egrave; molto facile passare dalla confusione di oggi, dove tutti hanno qualcosa da<br />
ire, alla necessit&agrave; di imporre un ordine. Il rischio &egrave; che quell&#8217;ordine sia impartito da personaggi che non avrebbero la competenza per darlo (e che ora magari sono la causa, e contemporaneamente l&#8217;effetto, di questa confusione).</p>
<p><b>In conclusione..</b><br />Per favore, che non si parli pi&ugrave; di <dfn>Web Usability</dfn>, od almeno se ne parli di meno e solo in maniera sostanzialmente significativa! A parte l&#8217;essermi stufato di sentire tante chiacchiere fatte a vanvera e, talvolta, senza la competenza opportuna, vorrei finalmente ritrovare l&#8217;equilibrio che avevo qualche tempo fa: sapevo quali erano i miei riferimenti e le risorse cui attingere, avevo la possibilit&agrave; di fare una personale critica a ciascuno di questi ed in generale sapevo raccapezzarmi per poter trovare autonomamente delle buone idee. Ora tutto &egrave; cambiato: se cerco &#8220;<dfn>Usabilit&agrave;</dfn>&#8221; o &#8220;<dfn>Usability</dfn>&#8221; su un motore di ricerca trovo troppi risultati, e se visito ciascun link spesso riscontro che molti di essi tentano di spiegarmi la <i>loro</i> idea di usabilit&agrave;, facendola <i>sudare</i> tra percorsi logici e di navigazione incomprensibili ed inutilizzabili persino da un navigatore esperto come me..</p>]]></content:encoded>
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		<title>What&#8217;s WAP?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2001 05:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Se una volta (neanche tanto tempo fa&#8230;) bisognava avere un PC per poter accedere al Web, e tuttora lo si pu&#242; fare o cos&#236; o attraverso un set-top-box per la televisione, tra poco sar&#224; possibile navigare in Internet anche sul display del proprio telefonino.La convergenza tra queste due tecnologie (il PC ed il cellulare) &#232; avvenuta a piccoli passi: partiti dal PC, siamo arrivati, passando attraverso i notebook, ai palmtop pi&#249; piccoli, sino a raggiungere la &#8220;confezione&#8221; pi&#249; piccola per ora disponibile, il cellulare GSM.
&#200; storia di ogni giorno che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se una volta (neanche tanto tempo fa&#8230;) bisognava avere un PC per poter accedere al Web, e tuttora lo si pu&ograve; fare o cos&igrave; o attraverso un set-top-box per la televisione, tra poco sar&agrave; possibile navigare in Internet anche sul display del proprio telefonino.<br />La <b>convergenza</b> tra queste due tecnologie (il PC ed il cellulare) &egrave; avvenuta a piccoli passi: partiti dal PC, siamo arrivati, passando attraverso i notebook, ai palmtop pi&ugrave; piccoli, sino a raggiungere la &#8220;confezione&#8221; pi&ugrave; piccola per ora disponibile, il cellulare GSM.<span id="more-4"></span></p>
<p>&Egrave; storia di ogni giorno che via via si stiano sviluppando nuovi servizi legati alla connettivit&agrave; mobile: su molte riviste appaiono pubblicit&agrave; di servizi di trading on-line via GSM e gli stessi provider di telefonia cellulare (TIM, Omnitel, Wind, etc..) stanno massicciamente promuovendo questa tecnologia come una fra le pi&ugrave; pregnanti del nostro futuro prossimo.<br /> <br />
<table border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tr>
<td align="center"><img border="0" src="images/articles/ericsson.gif" width="110" height="77"></td>
<td align="center"><img border="0" src="images/articles/palmtop.gif" width="68" height="77"></td>
<td align="center"><img border="0" src="images/articles/nokia.gif" width="117" height="77"></td>
<td align="center"><img border="0" src="images/articles/browse.gif" width="83" height="77"></td>
</tr>
</table>
<p>L�immediato futuro, dunque, vedr&agrave; inoltre il telefonino cellulare integrare delle funzionalit&agrave; che superano la semplice e &#8220;classica&#8221; comunicazione vocale.<br />Questo avverr&agrave; (e sta gia avvennendo) grazie alle nuove tecnologie <dfn>wireless</dfn> (senza cavo), che sono potenzialmente in grado di aumentare all&#8217;infinito le possibilit&agrave; di quello che oramai si potrebbe sinteticamente definire <i>GSM Client</i> (con la stessa accezione strumentale di PC Client), ovvero di trasformare il tradizionale uso &#8220;audiofonico&#8221; del GSM in quello di <b>ricetrasmittente di dati</b>.<br />Le tecnologie che si sta sviluppando in questo momento sono essenzialmente due:
<ul>
<li>Collegamenti attraverso antenne satellitari (parabole) o direzionali, che permettono una velocit&agrave; di download >34Mb/s;</li>
<li>Collegamenti diffusi utilizzando il protocollo WAP &#8211; wireless application protocol.</li>
</ul>
<p><b>WAP Technology</b><br />Il Wireless Application Protocol (<acronym>WAP</acronym>) &egrave; il nuovo standard della telefonia mobile, definito con la collaborazione di <a href="http://www.nokia.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.nokia.com">Nokia</a>, <a href="http://www.ericsson.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.ericsson.com">Ericsson</a> e <a href="http://www.motorola.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.motorola.com">Motorola</a>, che permette lo scambio di dati tra apparecchi mobili e Internet o Intranets/Extranets, consentendo lo sviluppo di nuovi servizi di comunicazione ed informazione interattiva.<br />Funzioner&agrave; con tutti gli standards di comunicazione presenti sul mercato. Erano previsti, per la fine del 2000, dieci milioni di prodotti (telefonini in primo luogo, palmari multifunzione in secondo) in grado di navigare in rete con un browser compatibile con questo protocollo.<br />La maggior parte dei protocolli WAP sono standard Internet come <acronym>XML</acronym>, <acronym>IP</acronym> e <acronym>UDP</acronym>. Proprio nella esistenza di un protocollo comune risiede la possibilit&agrave; di convergenza.<br />Le aziende interessate allo sviluppo di questo strumento stanno collaborando congiuntamente anche con il <a href="http://www.w3.org" target="_blank" class="standard" title="http://www.w3.org">W3C (World Wide Web Consortium)</a> e con <a href="http://www.ietf.org" target="_blank" class="standard" title="http://www.ietf.org">IETF (Internet Engineering task force)</a> per assicurarsi che le future versioni di <acronym>TPC</acronym>, <acronym>HTTP</acronym> e <acronym>HTML</acronym> (<acronym>xHTML</acronym>) possiedano requisiti che ottimizzino l�efficienza della rete mobile.<br /><img border="0" src="images/articles/seq_io.gif" align="left" hspace="6" vspace="10" width="300" height="150">L&#8217;integrazione tra il &#8220;tradizionale&#8221; Web e la tecnologia Wap &egrave; resa possibile dall&#8217;utilizzo di gateways (che potremmo chiamare anche <i>Commutatori</i>: vedi img. a sx) che, interfacciando i dispositivi wireless con i Web servers, permettono persino la &#8220;comunicazione&#8221; tra differenti reti di telefonia mobile (<acronym>GSM</acronym> a 900-1800Mhz per l�Europa, <acronym>CDPD</acronym> a 1900Mhz per gli Stati Uniti).<br />Grazie all&#8217;utilizzo di questi commutatori le applicazioni wireless non prevedono quindi il rinnovo di nessun parco macchine,ma solo un poco dispendioso upgrade.<br />Per la visualizzazione delle pagine Web i dispositivi wireless sono stati dotati di un leggerissimo (in termini di dimensione byte) browser, in grado di interpretare l&#8217;<acronym>HDML</acronym> (<dfn>HandhelD Markup Language</dfn>) e il <acronym>WML</acronym> (<dfn>Wireless Markup Language</dfn>).<br />Lo sviluppo di questi linguaggi segue la scia dell&#8217;evoluzione dell&#8217;<acronym>HTML</acronym> (<dfn>HyperText Markup Language</dfn>) allo <acronym>XML</acronym> (<dfn>eXtensible Markup Language</dfn>) fino ad arrivare allo <acronym>xHTML</acronym> (<dfn>eXtensible HyperText Markup Language</dfn>), fusione dei due markup precedenti nata per ripristinare le lacune tecniche che il solo <acronym>XML</acronym> presentava.<br />Come nell&#8217;<acronym>HTML</acronym>, nel <acronym>WML</acronym> &egrave; possibile utilizzare scripting sia server-side (grazie ai gateways) che client-side: analogamente al <code>JavaScript</code> (ed al <code>VBScript</code>) che si pu&ograve; inserire liberamente e che viene eseguito dal browser del client (Ms.IE e Netscape), un WAP-browser supporta il <code>WMLScript</code>, attraverso il quale &egrave; possibile sviluppare anche complesse applicazioni.</p>
<p><b>L&#8217;Italia?</b><br />In Italia le utenze di telefonia mobile hanno, dall&#8217;anno scorso, superato (30 mil.) quelle di rete fissa; siamo stati (incredibilmente) il paese europeo nel quale vi &egrave; stata la pi&ugrave; rapida e massiccia penetrazione di mercato dell&#8217;uso del cellulare e di Internet.<br />    Era presumibile quindi che i nostri gestori di telefonia mobile non si lasciassero sfuggire l&#8217;opportunit&agrave; di assistere, economicamente parlando, alla fusione di questi due <i>boom</i> culturali.<br />Gi&agrave; ora sono disponibili numerosi servizi WAP (trading on-line, info metereologiche, etc..) ed un numero considerevole di nuovi stanno per essere lanciati; esistono poi gi&agrave; portali italiani con accesso Wap (tanto per fare un esempio: <a href="http://www.tuttowap.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.tuttowap.com">TuttoWap.com</a> oppure <a href="http://www.2000.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.2000.it">2000.it</a> della Omnitel) e tante risorse sull&#8217;argomento <i>Wireless</i> (<a href="http://www.wml.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.wml.it">wml.it</a>).</p>
<p>Per non parlare poi delle <i>versioni WAP</i> di portali pre-esistenti; tra l&#8217;inizio del 2000 e quello del 2001 c&#8217;&egrave; stato un vero &egrave; proprio fiorire di <i>contenuti</i> accessibili da un comune cellulare WAP: da quelli pi&ugrave; interessanti a quelli pi&ugrave; futili, da quelli <i>fatti bene</i> a quelli <i>fatti da cani</i>; tuttavia, la maggior parte di quelli che si sono visti non erano un gran ch&eacute;: difficilmente accessibili (io stesso non sono mai riuscito, ad esempio, ad utilizzare correttamente il portale WAP della <a href="http://www.omnitel.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.omnitel.it">Omnitel</a>) e spesso pregni di <i>ciarpame</i> (in considerazione del costo per usufruirne).</p>
<p>La motivazione di questa scarsa qualit&agrave; dei contenuti, secondo i providers, &egrave; da attribuire esclusivamente alla scarsezza di <i>Bandwidth</i> (larghezza di banda) che il sistema <acronym><br />
GSM</acronym> permette: una volta che saremo passati a quello <b><acronym>GPRS</acronym></b> (<dfn>General Packet Radio Service</dfn>), e poi al <i>potentissimo</i> (ma lo scopriremo appena tra un 3-4 anni..) <b><acronym>UMTS</acronym></b> (<dfn>Universal Mobile Telecommunications System</dfn>), non ci dovrebbero essere problemi.</p>
<p>Personalmente non credo sar&agrave; cos&igrave;: il vero problema non &egrave; la debolezza del <i>veicolo</i> ma quella del <i>messaggio</i>, dei contenuti. I <dfn>Content Provider</dfn>s, che finora si sono contesi il mercato dei <i>Wireless Readers</i>, hanno commesso l&#8217;errore di offrire <i>servizi reali</i> (ossia vere e proprie applicazioni) solo ad un <dfn>segmento</dfn> molto <i>targettizzato</i> del mercato dei possibili utenti: servizi finanziari, <dfn>Trading</dfn> e <dfn>Home Banking</dfn>.<br />Un mio amico, <i>esperto</i> di marketing, una volta mi ha spiegato una cosa: &#8220;<cite>Ci sono almeno due tipi di acquirente, quello che compra &#8220;razionalmente&#8221;, ponderando la necessit&agrave; che ha di un servizio o prodotto con il suo potere d&#8217;acquisto, e quello &#8220;irrazionale&#8221;, che invece compra il prodotto guidato dal piacere che trova nel suo possesso</cite>&#8220;. Sempre questo mio amico ha sottolineato quanto l&#8217;<i>italiano medio</i>, tendenzialmente, si trovi nella seconda categoria: &egrave; stato da sempre considerato un acquirente pi&ugrave; interessato a ci&ograve; che acquista che alle variabili d&#8217;acquisto; nella fattispecie si potrebbe pensare che <i>solo per il fatto</i> che i servizi veicolati dal WAP esistano, allora l&#8217;<i>italiano medio</i> sia spinto, dalla sua natura, ad utilizzarli, anche se questi non corrispondono n&eacute; alle sue esigenze n&eacute; ai costi che &egrave; disposto a sostenere.</p>
<p>Quello che potremmo definire il <i>Flop</i> del WAP (da notare l&#8217;allitterazione fonologica..), ha dimostrato proprio il contrario, ossia che l&#8217;<i>italiano medio</i> &egrave; diventato un consumatore pi&ugrave; <i>razionale</i>, almeno per quanto riguarda questo tipo di servizi; &egrave; cio&egrave; disposto a spendere per accedere ai contenuti veicolati dal WAP, ma solo se ci&ograve; risulta per lui un vantaggio.</p>
<p>Il <dfn>Wireless Way of Life</dfn>, come lo conosciamo noi europei (vedere &#8220;<a href="i-mvswap.html" title="[I-News] I-Mode vs WAP">I-Mode<i>vs</i> WAP, chi sta vincendo</a>&#8220;), ed in special modo noi italiani, si sta rivelando molto diverso da quello che ci era stato prospettato.</p>
<p><b>Quale futuro prossimo?</b><br /><img border="0" src="images/articles/nokia2.gif" align="left" hspace="10" vspace="2" width="70" height="120">Fin dall&#8217;inizio si poteva supporre che, dati i costi di utilizzo da parte dell&#8217;utenza (� 195+iva/min, ad esempio, per la Omnitel), ad essere interessati alla tecnologia WAP potessero risultare precipuamente le imprese, le quali possono scorgere in questo nuovo strumento nuove modalit&agrave; di lavoro: trasformare, ad esempio, la dotazione radiomobile dei propri dipendenti (soprattutto commerciali e produttori) in una completa <i>Workstation</i> che li interfacci in tempo reale con le risorse dati aziendali.<br />E&#8217; quindi palese il beneficio: poter presentare ad un cliente il listino aggiornato, modificare l&#8217;elenco contatti dell&#8217;azienda, fare un ordine urgente, gestire in sinergia (soprattutto quando si parla di rapporti tra casa madre e filale di zona) il rapporto col cliente.<br />Questo, ovviamente, nell&#8217;ambito del <b><acronym>B2B</acronym></b> (<dfn>Business-to-Business</dfn>).</p>
<p>Nell&#8217;ambito del <b><acronym>B2C</acronym></b> (<dfn>Business-to-Consumer</dfn>), invece, come dimostrano anche le prime applicazioni (vedi sopra), la tipologia di servizi (non metto bocca sulla navigazione <i>libera</i>, quella fine a se stessa, mi preoccupo di quella in cui c&#8217;&egrave; una <dfn>goal attemption</dfn>) che sono stati attivati in questo primo periodo di diffusione, &egrave; stata di raggio molto limitato: sarebbe stato possibile, gi&agrave; con la tecnologia disponibile oggigiorno (non andiamo a scomodare <acronym>GPRS</acronym> od <acronym>UMTS</acronym>), fare molto di pi&ugrave;.</p>
<p>Prendiamo un&#8217;applicazione molto semplice come esempio, la <i>ricerca automatica di un numero telefonico</i> di utenza fissa, e prendiamo in considerazione la <i>necessit&agrave; di contenimento dei costi</i> da parte dell&#8217;utenza <dfn>customer</dfn>: sappiamo che bisogna offrire un servizio che sia talmente rapido da non far spendere troppo in connessione, e che sia contemporaneamente molto <dfn>user friendly</dfn>.<br /> <center><br />
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bordercolor="#000000">
<tr>
<td colspan="4"><img src="images/articles/whats_01.gif" width="468" height="17"></td>
<p>\r\n</tr>
<tr>
<td><img  src="images/articles/whats_02.gif" alt="Accesso ''Normale''" width="68" height="135"></td>
<td><img  src="images/articles/whats_03.gif" alt="Accesso ''Normale''" width="100" height="135"></td>
<td><img  src="images/articles/whats_04.gif" alt="Accesso ''Normale''" width="150" height="135"></td>
<td><img  src="images/articles/whats_05.gif" alt="Accesso ''Normale''" width="150" height="135"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4"><img src="images/articles/whats_06.gif" width="468" height="17"></td>
</tr>
<tr>
<td><img  src="images/articles/whats_02.gif" alt="Accesso ''Semplificato''" width="68" height="135"></td>
<td><img  src="images/articles/whats_07.gif" alt="Accesso ''Semplificato''" width="100" height="135"></td>
<td><img  src="images/articles/whats_08.gif" alt="Accesso ''Semplificato''" width="150" height="135"></td>
<td><img  src="images/articles/whats_09.gif" alt="Accesso ''Semplificato''" width="150" height="135"></td>
</tr>
</table>
<p></center><br />Il nuovo processo che si potrebbe (e <i>dovrebbe</i>) sperimentare avrebbe la peculiarit&agrave; di ridurre al minimo il tempo di connessione telefonica, omettendo tantissimi compiti del task (<i>inserimento dell&#8217;</i><kbd>URL</kbd>, <i>navigazione all&#8217;interno del sito</i> per cercare il servizio, e <i>compilazione del modulo</i> sotto lo stress della bolletta che <i>corre</i>..).<br />Tecnologicamente parlando, questa nuova modalit&agrave; d&#8217;uso sarebbe facilmente integrabile: da una parte l&#8217;allargamento delle potenzialit&agrave; di <dfn>caching</dfn> delle <dfn>SIM card</dfn> (ormai a 32Kb), e dall&#8217;altra l&#8217;abitudine, da parte dell&#8217;utenza, ad accedere, quasi sempre, agli stessi servizi, costituiscono una situazione dove l&#8217;applicazione del modello proposto sarebbe, oltrech&eacute; possibile, anche auspicabile.</p>
<p>Rispetto all&#8217;esempio proposto, ovvero quello della <dfn>Query</dfn> ad un database di numeri telefonici, la differenza tra una fruizione &#8220;<i>Normale</i>&#8221; ed una &#8220;<i>Semplificata</i>&#8221; si esacerberebbe in questo modo: nel primo caso, dopo aver provveduto a connettersi al suo provider, l&#8217;utente inserisce l&#8217;<kbd>URL</kbd> del portale fornitore del servizio (analogamente a <a href="http://www.virgilio.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.virgilio.it">Virgilio.It</a>), poi lo cerca tra i links (<a href="http://pb.virgilio.it" target="_blank" class="standard" title="http://pb.virgilio.it">Pb.Virgilio.It</a>), legge e compila il modulo, attende la risposta dal database; alla fine trova (ma pu&ograve; anche non trovare..), tra i vari risultati, ci&ograve; che cercava. Nella modalit&agrave; <i>semplificata</i>, invece, l&#8217;utente apre un file &#8220;.<kbd>WML</kbd>&#8221; sul suo <i>device</i> nel quale c&#8217;&egrave; il modulo da compilare, inserisce ci&ograve; che gli serve e preme &#8220;<i>OK</i>&#8220;; solo a questo punto il <i>device</i> si connette e va ad interrogare direttamente il database, che da come risultato un errore od una lista di links (che attivano uno script per la memorizzazione sul <i>device</i> delle cifre della selezione e del nome); l&#8217;utente ha la possibilit&agrave;, a questo punto, di <i>Selezionare</i> (azione di <i>Conferma</i>) uno di questi links, di eseguire una <i>Nuova Ricerca</i> (azione di <i>Riprova</i>), o di <i>Abbandonare</i> (azione di <i>Abort</i> e disconnessione, oppure azione di <i>Exit</i> pe<br />
 continuare la navigazione). In caso di successo della ricerca, la selezione di un link tra quelli nella lista fa da <dfn>trigger</dfn> ad uno script che chiede all&#8217;utente di confermare o meno la memorizzazione, nella <i>Rubrica</i> del <i>device</i>, del risultato e la successiva disconnessione (una variante di questo tipo di script potrebbe prevedere che, alla disconnessione, il <i>device</i> automaticamente provi a chiamare quel numero..).</p>
<p>La prima conseguenza di un servizio proposto in quest&#8217;ultima modalit&agrave; sarebbe quello di beneficiare gli utenti di contratti o schede ricaricabili con tariffazione &#8220;<i>al secondo</i>&#8221; e &#8220;<i>senza scatto alla risposta</i>&#8220;: i tempi di connessione sarebbero ridotti al <i>minimo indispensabile</i>.<br />La seconda conseguenza, certamente non auspicata sia dai providers (<a href="http://www.omnitel.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.omnitel.it">Omnitel</a>, <a href="http://www.tim.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.tim.it">TIM</a>, <a href="http://www.wind.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.wind.it">Wind</a> e <a href="http://www.blu.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.blu.it">Blu</a>) che dai <dfn>Content Providers</dfn>, consisterebbe nel fatto che l&#8217;utente navigherebbe solo l&#8217;<i>indispensabile</i> (seppur in maniera ugualmente efficace): i <i>Wap-Portals</i> si troverebbero nella condizione di essere <i>letti</i> solo in parte, con ovvie conseguenze per eventuali campagne di <dfn>advertising</dfn> e per gli (impliciti) proventi da connessione.</p>
<p><b>Guardando avanti&#8230;.</b><br />Come abbiamo detto, l&#8217;utilizzo delle applicazioni del wireless potrebbe essere frenato\r\nda: <b>1)</b> Difficolt&agrave; ergonomico-cognitive d&#8217;uso; <b>2)</b> Costi elevati. Una volta che i gestori di telefonia mobile avranno abbassato i canoni e i costi di collegamento effettivo, e che i sistemi operativi di cui sono dotati i dispositivi cellulari saranno maggiormente facili, intuitivi e soprattutto veloci da utilizzare, sar&agrave; possibile assistere (<i>anche</i>) ad un bel boom di questa tecnologia.</p>
<p>Di contro si pu&ograve; dire che proprio l&#8217;ambiente economico e giuridico italiano vede nella tecnologia Wap un modo per lanciare intensivamente l&#8217;E-Commerce. Finora abbiamo avuto il problema culturale della scarsa predisposizione dell&#8217;italiano medio ad un uso <i>disinvolto</i> della carta di credito in Rete, che qualcuno ha tentato di &#8220;curare&#8221; con la pensata della Firma Digitale, che dovrebbe garantire che <i>proprio quella persona, e nessun altro,</i> sta effettuando un acquisto; <b>quale miglior modo, quindi, di <i>identificare</i> un E-Buyer se non quello di tracciarlo grazie ai dati contenuti nella sua SimCard GSM, che tutti conosciamo&#8230;</b>?</p>
<p>Il concetto che sta alla base del Wap non coinvolge solamente lo scambio di dati ma anche e soprattutto l&#8217;accesso ad applicazioni su interfaccia <acronym>WML</acronym>, di impronta anche non propriamente commerciale: calcolatrice on-line, address book, agende, etc.. Per fare un esempio banalissimo: non ci compriamo pi&ugrave; un convertitore per l&#8217;Euro ma andiamo, con il nostro cellulare Wap all&#8217;&#8221;indirizzo&#8221; in cui questa appllicazione risiede e la utilizziamo; come lo possiamo fare con un semplice (pochissimo script per realizzarlo) euro-converter, potremmo anche farlo con applicazioni pi&ugrave; complesse e pesanti come  un traduttore od altro ancora&#8230;</p>
<p>Se poi applichiamo la filosofia del &#8220;<dfn>network thinking</dfn>&#8220;, che tutti noi abbiamo appreso dal successo di Internet e dei servizi che con esso sono nati e cresciuti a dismisura, possiamo immaginarci un futuro di comunicazione super-globale. Se riprendiamo per un momento l&#8217;architettura del sistema Wap (immagine sopra), ad esempio, che garantisce anche l&#8217;interfacciamento di differenti sistemi di telefonia mobile, risulta facile pensare alla rivisitazione di strumenti web comuni come la teleconferenza, l&#8217;I-phone e l&#8217;I-fax in chiave Wap: al costo di una telefonata <acronym>GSM</acronym> in Italia ed una <acronym>CDPD</acronym> in USA (+ spese di servizio) sar&agrave; possibile dialogare con il nostro collaboratore, o con il nostro amico, dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano, comodamente seduti sul tavolo di una trattativa sindacale o di un bar.</p>
<p>..E, conoscendo, per il fatto di aver vissuto il successo del mondo di Internet degli ultimi anni, alcuni &#8220;antefatti&#8221;, questo sarebbe solo l&#8217;inizio..�</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ruoli, gruppi e progetti: due tipi di esperienze a confronto</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jan 2001 00:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come qualche lettore saprà, il sottoscritto vive al momento una fase di schizofrenia dei ruoli abbastanza consistente: dalla fine del &#8217;97 sono, contemporaneamente, studente di Psicologia a Trieste, e lavoratore (autonomo o meno) della Conoscenza e dell&#8217;Informazione (Knowledge &#38; Information Worker: KIW) nel mondo (non mi pongo orizzonti limitati..;-).
Nello strenuo tentativo di coniugare operativamente le due cose, ho tentato di plasmare il mio Cursus Studiorum ad hoc, inserendo corsi d&#8217;esame attinenti al mio ambito lavorativo: &#8220;Editoria Multimediale&#8220;, &#8220;Sociologia della Comunicazione&#8221; e &#8220;Ergonomia della Comunicazione&#8220;.
Se da una parte, nel caso dell&#8217;ultimo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come qualche lettore saprà, il sottoscritto vive al momento una fase di <em>schizofrenia</em> dei ruoli abbastanza consistente: dalla fine del &#8217;97 sono, <em>contemporaneamente</em>, studente di Psicologia a Trieste, e lavoratore (autonomo o meno) della Conoscenza e dell&#8217;Informazione (<dfn>Knowledge &amp; Information Worker</dfn>: KIW) nel mondo (non mi pongo orizzonti limitati..;-).<span id="more-25"></span></p>
<p>Nello strenuo tentativo di coniugare operativamente le due cose, ho tentato di plasmare il mio <dfn>Cursus Studiorum</dfn> ad hoc, inserendo corsi d&#8217;esame attinenti al mio ambito lavorativo: &#8220;<i>Editoria Multimediale</i>&#8220;, &#8220;<i>Sociologia della Comunicazione</i>&#8221; e &#8220;<i>Ergonomia della Comunicazione</i>&#8220;.</p>
<p>Se da una parte, nel caso dell&#8217;ultimo di questa lista, le cose sono andate cos&igrave; stupendamente da farmi meritare il mio primo (e credo ultimo) 30 e lode e la collaborazione con il docente sia per quanto riguarda la tesi sia, soprattutto, per lo sviluppo di un sito dedicato all&#8217;<a href="http://www.units.it/~ergocom/" target="_blank" class="standard" title="http://www.units.it/~ergocom/">Ergonomia della Comunicazione</a>, per quanto riguarda l&#8217;esame di &#8220;<i>Editoria Multimediale</i>&#8220;, le cose sono andate molto diversamente.</p>
<p>In primis chi teneva il corso; trattavasi di una <i>collega</i> (Web Designer), laureata in qualche disciplina umanistica e con un approccio al Web molto legato alla produzione editoriale multimediale (CD-Rom, Cd interattivi, Grafica, etc..). Pur essendo molto valida, in maniera assoluta, non rispondeva efficacemente all&#8217;archetipo di <i>produttore Web</i> che continua a prevalere nella mia mentalit&agrave;: un professionista che concentra la sua attenzione sul Sistema da produrre e sul funzionamento (in senso globale) di quest&#8217;ultimo.</p>
<p>Costei, ai miei occhi, comunque di laureando (ma anche <i>pensatore</i>) di una disciplina scientifica come la Psicologia, appariva troppo affascinata da immagini, simboli e rappresentazioni nella loro componente <i>intellettuale</i> e <i>culturale</i>. Secondo la mia visione, invece, la filosofia sottostante sarebbe dovuta essere (usando una frase di mio padre): &#8220;<cite>E&#8217;necessario innamorarsi dell&#8217;obiettivo, non della soddisfazione nell&#8217;uso dello strumento</cite>&#8220;. Ai miei occhi la visione di costei era diametralmente opposta alla mia (pi&ugrave; tardi mi sono accorto che l&#8217;<i>opposizione</i> non preclude sempre la <i>complementariet&agrave;</i> e l&#8217;<i>adiacenza</i> del proprio apporto, nel contesto, ad esempio, di un team di sviluppo..).</p>
<p>In secundis, anche il contenuto formativo delle sue lezioni <i>trasudava</i> di questo approccio troppo <i>intellettuale</i>: per me che ho passato gli ultimi anni della mia vita a sudare su testi di Programmazione, Marketing, Comunicazione e Design (oltre a quelli di Scienze Cognitive in genere), il fatto che lo sviluppo <i>base</i> (codice HTML) di un sito potesse essere liquidato semplicemente suggerendo l&#8217;uso di questo o quell&#8217;altro software, che potevano permettere o meno animazioni ed effetti Javascript, non mi andava n&eacute; su n&eacute; gi&ugrave;.</p>
<p>Ho tentato di fare l&#8217;esame una volta, e non l&#8217;ho passata liscia. La frase di congedo &egrave; stata pi&ugrave; o meno questa: &#8220;<cite>So che sei molto competente in materia, lo vedo; tuttavia devi imparare a capire quale sia il contesto in cui agisci; qui siamo all&#8217;Universit&agrave; e mentre il mio ruolo &egrave; quello di docente, il tuo, e degli altri compagni/colleghi, &egrave; quello di studenti!</cite>&#8220;.</p>
<p>Non so se poi ci&ograve; che ho capito corrisponde a quello che ella voleva farmi capire; tuttavia la lezione pi&ugrave; importante che mi sono sentito impartita &egrave; stata che forse avevo torto a biasimare le sue lezioni. Ella non aveva il ruolo di insegnare a noi studenti il Web Design (parte del programma), ma di introdurci all&#8217;ambiente delle aziende che di questo si occupano.<br />Non avrei dovuto criticare il fatto che queste lezioni fossero troppo <i>semplicistiche</i> ai miei occhi, ma avrei dovuto apprezzare che la terminologia, i contenuti e l&#8217;esposizione fossero ben adattati alla fruizione di chi, a differenza del sottoscritto, questa <i>materia</i> non la conosce affatto e tenta di impadronirvisi nei <i>rudimenti</i>: ad uno studente &egrave; pi&ugrave; facile parlare di multimedialit&agrave; divertendolo con un cd interattivo con personaggi ed immagini, piuttosto che spiegandogli il rapporto <i>costi</i>/<i>benefici</i> tra l&#8217;uso o meno degli stessi personaggi, oppure le scelte strategiche (di comunicazione) che stanno dietro il mettere cronologicamente uno di questi prima di un altro..</p>
<p>Al secondo tentativo &egrave; andato tutto bene, anzi <i>alla grande</i>: ho presentato la rielaborazione <i>fantastica</i> di un progetto &#8220;reale&#8221; che avevo curato tempo prima per un piccolo comune del Nord Italia. L&#8217;unica obiezione che la Professoressa, -ripeto- laureata in  una disciplina umanistica, mi ha fatto era sullo <i>Scheduling</i> e sul <i>team</i> per portare a termine tale progetto: secondo la sua opinione non era possibile sviluppare un progetto siffatto in cos&igrave; <b>[a]</b> <i>poco tempo</i> e con cos&igrave; <b>[b]</b> <i>poco personale</i>, e soprattutto, <b>[c]</b> <i>senza un leader</i> il cui compito avrebbe dovuto essere quello di armonizzare l&#8217;intero team.</p>
<p>A questo punto sono diventato cosciente del motivo reale della mia opposizione allo stile di questa persona, che prima avevo scambiato per una normale divergenza di opinioni sulla metodologia: costei era legata ad un modo di pensare a me alieno, quello della conservazione della <i>cultura</i>, dell&#8217;<dfn>Ars Gratia Artis</dfn> (in latino &#8220;gratia&#8221; + genitivo = complemento di termine/vantaggio: l&#8217;<dfn>Arte per l&#8217;Arte</dfn>, fine a se stessa ed auto-significante). Quello, infatti, che permeava dalle sue motivazioni sinteticamente era che non fosse possibile che un gruppo di programmatori (peraltro esperti), magari senza una cultura accademica, riuscisse in un progetto senza un leader, che <i>istituzionalmente</i> &egrave; un laureato.<br />Nel mio progetto, invece -c&#8217;&egrave;, a questo punto, da notare che la versione non adattata di quest&#8217;ultimo &egrave; stata efficientemente ed efficacemente adottata..-, il ruolo del leader era ricoperto, in maniera non tanto marcata, da un membro <i>operativo</i> del gruppo dotato delle competenze tecniche ed <i>umane</i> per averne la visione generale, il <a href="http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=35108&#038;p=1" class="standard" title="PuntoInformatico.it - Webmaster: un uomo, un perch&eacute;" target="_blank">Web-Master</a>.</p>
<p>Ad un livello d&#8217;analisi pi&ugrave; profondo, le sue affermazioni facevano trapelare due atteggiamenti che prima, anche in ambito lavorativo, avevo ignorato:
<ul>
<li>E&#8217;sempre necessario che un gruppo abbia un leader, istruito per diventare tale e le cui competenze coprano esclusivamente questo ruolo. Tutte queste caratteristiche possono essere rappresentate esclusivamente da una persona con formazione, e soprattutto (tragicamente), titolo universitario. </li>
<li>La leadership &egrave; una questione di potere ed autorit&agrave;; mentre il primo fattore &egrave; strettamente determinato dalla sua esclusivit&agrave; (i gruppi elitari, quelli per i quali vi &egrave; un accesso lento e difficile, sono spessissimo anche quelli che detengono il potere..), il secondo deriva dall&#8217;affidabilit&agrave; (<i>fides</i>, lat.: <i>Fiducia</i>) del leader, e quindi dalle interazioni di quest&#8217;ultimo con i suoi subalterni: sono i subordinati a dare fiducia alle azioni del leader, e quindi a decretarne o meno l&#8217;autorit&agrave;.<br />Tuttavia, se i subalterni sono messi spesso nella condizione di doversi affidare, magari per dovere <i>istituzionale</i> o per convenzioni <i>culturali</i>, a diversi leader, con differente reale livello di autorit&agrave; in materia, pu&ograve; essere che si sviluppi un fenomeno di abituazione a questa situazione: tutte le persone che verranno via via poste nella condizione di avere un ruolo da leader, verranno considerati tali solo perch&egrave; ne hanno gli attribu<br />
ti.</li>
</ul>
<p>Sublimando contemporaneamente questi due atteggiamenti mostrati dalla Professoressa, <i>laureata</i> in una disciplina umanistica (se l&#8217;ulteriore ripetizione mi &egrave; concessa..) e che molto probabilmente (ne ho avuto conferma da successive esperienze) li ha mutuati sia da convenzioni sociali generiche che da quelle del suo ambiente di lavoro, &egrave; possibile sintetizzare un giudizio abbastanza generico, ma altrettanto tragico, sulla prassi portata avanti da molte aziende, anche quelle IT: &#8220;<cite>L&#8217;organizzazione e la pianificazione di un qualsiasi progetto pu&ograve; essere influenzata da potenti fattori sociali e di discriminazione <dfn>InGroup</dfn> <i>vs</i> <dfn>OutGroup</dfn></cite>&#8220;.</p>
<p>Il mio progetto, seppur nella rielaborazione <i>fantastica</i>, permeava di una filosofia tutta particolare, che &egrave; quella utilizzata quando si sta fornendo una consulenza: drastica riduzione dei costi (numero di persone e di ore impiegate) fissi e variabili, contro la massimizzazione del <i>target</i>, del raggiungimento dell&#8217;obiettivo proposto.<br />In sostanza un ragionamento economico, quindi necessariamente <i>insensibile</i>, <i>logico</i>.</p>
<p>Il progetto prevedeva di affidare lo sviluppo a dei <i>veri</i> professionisti: individui che, pur <i>costando di pi&ugrave;</i>, hanno sia grande competenza di dominio sia la capacit&agrave; di integrarsi ad un qualsiasi gruppo molto rapidamente; grazie a queste caratteristiche possono ridurre i tempi (e quindi i costi) globali del progetto.<br />Con queste premesse ogni precostituita idea di organizzazione del team da parte di un <i>superiore</i> sarebbe stata superflua perch&egrave; la <i>Professionalit&agrave;</i> del singolo l&#8217;avrebbe efficacemente resa inutile.</p>
<p>Secondo la visione della Professoressa <i>laureata</i> (avr&ograve; stufato qualcuno con questa ripetizione??) in una diciplina umanistica, ed anche del management IT che essa rappresenta, molto spesso, invece, &egrave; il ragionamento strettamente <i>razionale</i> ed <i>economico</i> ad essere superfluo, o quantomeno <i>scomodo</i>.<br />L&#8217;<dfn>Ars gratia Artis</dfn> esiste anche nella Produzione, e non si tratta di un problema solamente <i>morale</i> od economico: investe soprattutto la Qualit&agrave; dell&#8217;Organizzazione.</p>
<p>Facciamo un esempio: &#8220;<cite>Considerereste pi&ugrave; economica (e quindi auspicabile) la gestione di un progetto con la filosofia della consulenza sopra descritta, oppure con quella proposta aprioristicamente dalla Professoressa?</cite>&#8220;.<br />Nella prima viene posto il focus sul progetto: a seconda delle sue caratteristiche vengono scelti\r\nun numero ed un tipo preciso di specialisti, la cui professionalit&agrave; viene massimizzata nell&#8217;arco della sola durata del progetto. Nella seconda il gruppo &egrave; spesso statico, sia per composizione dei membri sia nella dimensione temporale; quando, e solo quando, viene proposto un progetto, il gruppo deve accomodare la propria organizzazione interna (ereditata da esperienze analoghe precedenti) rispetto le specifiche di quest&#8217;ultimo.</p>
<p>Non sto dicendo che molte aziende siano <i>incapaci</i> di sviluppare un buon prodotto -sarebbe un&#8217;oscenit&agrave;-, ma penso che sia confutabile che un numero considerevole di queste non abbia raggiunto un livello di <i>maturit&agrave;</i> sufficiente per capire come ottimizzare le proprie relazioni interne: nella <i>Old</i> Economy ormai questa &egrave; una <i>cultura</i> tramandata da <i>vecchi saggi</i> a <i>maturi professionisti</i>; nella <i>New</i> Economy, invece, nella quale grandissima parte del Personale &egrave; costituita da under 30, questa <i>cultura</i> non c&#8217;&egrave; nemmeno, e neanche la possibilit&agrave; di tramandarla (il che, per&ograve;, non deve considerarsi lodevole..).</p>
<p>Premettendo che non voglio sembrare n&eacute; classista n&eacute; tantomeno semplicistico vorrei prendere ad esempio una qualsiasi azienda milanese (o romana, torinese, etc..): molti individui costituenti il Personale sono forestieri perch&egrave; in citt&agrave; non vi sarebbero tutti gli specialisti richiesti (<dfn>Skill Shortage</dfn>), ed hanno un&#8217;et&agrave; compresa tra i 22 ed i 30 anni; alcuni (buona parte: &#8220;<cite>chi non riesce a prendere una laurea oggi?</cite>&#8220;) di questi sono diplomati (diploma di laurea) o laureati. Socio-psicologicamente parlando, il contesto in cui sono vissuti molti di questi &egrave; quello della provincia, nella quale il titolo di studio possiede ancora quell&#8217;<i>aura</i> di superiorit&agrave; ed elitarismo, che tende ad essere conservativo di questa cultura dell&#8217;esclusivit&agrave;. Arrivati in una grande citt&agrave;, dove persino un bi-laureato pu&ograve; essere costretto ai lavori pi&ugrave; umili, si trovano confusi ed insicuri. Per attenuare quest&#8217;insicurezza possono solo allearsi con i loro consimili (e nelle aziende IT, come abbiamo detto, ce ne sono molti), ugualmente giovani ed ugualmente <i>titolati</i>, per ricreare una cultura aziendale che ripristini quell&#8217;<dfn>auctoritas</dfn> che sentivano perduta. Deputano, quindi, molte delle loro risorse fisiche, ma soprattutto mentali, a questo scopo, totalmente privo di <i>razionalit&agrave;</i> allo stato puro ma pregno di <i>sentimento</i>.</p>
<p>Alle domande poste dalla Professoressa laureata in una disciplina umanistica -&#8221;<cite>Perch&egrave; non c&#8217;&egrave; un leader del web team?</cite>&#8220;, &#8220;<cite>Perch&egrave; il web team &egrave; cos&igrave; piccolo?</cite>&#8221; e &#8220;<cite>Come &egrave; possibile fare tanto in cos&igrave; poco tempo?</cite>&#8220;-, &egrave; ora possibile dare una chiara risposta:
<ul>
<li>&egrave; inutile pensare che serva <i>sempre</i> un leader, non solo perch&egrave; spesso la sua funzione &egrave; esclusivamente rappresentativa verso l&#8217;esterno (funzione che pu&ograve; quindi essere espletata anche da un membro operativo che non sia troppo oberato dal lavoro..), ma perch&egrave; la qualit&agrave; del singolo componente pu&ograve; determinare, in sinergia con le altre, anche quella del gruppo stesso. </li>
<li>&egrave; anche inutile pensare che serva sempre un team composto da un numero considerevole di individui. &egrave; la qualit&agrave; dei singoli partecipanti che determina la potenzialit&agrave; del gruppo di portare avanti un progetto e magari a concluderlo in un tempo relativamente breve (c&#8217;&egrave; da notare, poi, che spesso la <i>numerosit&agrave;</i> di un team non &egrave; affatto un fattore di facilitazione: grandi gruppi possono anche essere molto <i>statici</i>).</li>
</ul>
<p>C&#8217;&egrave; da notare che tutte le affermazioni appena fatte sono vere soltanto quando &egrave; palese la <i>Qualit&agrave;</i> del singolo individuo.<br />Differentemente, <i>sono necessari</i> sia un gruppo numeroso sia una data quantit&agrave; di tempo, ed ovviamente un leader che sappia gestire il primo fattore in relazione al secondo.</p>
<p>La <i>Qualit&agrave;</i>, per&ograve;, non &egrave; un valore legato al ruolo, ma all&#8217;individuo: non si pu&ograve; sostenere che bisogna sempre applicare la stessa prassi (c&#8217;&egrave; bisogno di un <i>tot</i> di questo, e di un <i>tot</i> di quell&#8217;altro,), poich&egrave; non sempre &egrave; possibile conoscere a priori la situazione specifica.</p>
<p>Se un&#8217;Organizzazione applica sempre le stesse regole, viene il sospetto che ci&ograve; non sia esclusivamente dovuto ad una prassi ben collaudata che non si vuole abbandonare, ma ad una cultura aziendale poco <i>aperta</i>, retrograda. Oppure, ancora peggio, ad una cultura che rende l&#8217;organizzazione estremamemente statica, magari per le ragioni <i>sentimentali</i> di cui si &egrave; parlato prima.</p>
<p>Che non si scopra che, magari, il fatto di dover <i>sempre</i> usare tali e tante risorse, per una tale quantit&agrave; di tempo, non serva altro che a definire che &#8220;un programmatore deve essere per forza un <i>Inferiore</i>&#8220;, non per gerarchia ma per qualit&agrave; dell&#8217;individuo, perch&eacute; senn&ograve; non ci sarebbe la necessit&agrave; reale di un <i>Superiore</i>, magari laureato, che ne controlli l&#8217;operato; e questo pu&ograve; valere per tutta l&#8217;organizzazione interna..</p>
<p>Sarebbe molto poco professionale per un&#8217;azienda, n<br />
ota per i preventivi molto alti, se i suoi committenti scoprissero che parte di questi alti costi sono diretta espressione della cultura interna. Se scoprissero che un buon 20/30% di ci&ograve; che hanno pagato &egrave; superfluo, in quanto serve solo a mantenere la gerarchizzazione di diversi status sociali.</p>
<p>Non &egrave; un fatto <i>morale</i>, ma esclusivamente di <i>danaro</i>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Breve esperienza nella &quot;No-Sleeping Company&quot;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Aug 2000 01:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Cappelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono sempre stato un insoddisfatto della situazione in cui, per un motivo o per un altro, mi venivo a trovare. Anche ora, che posso considerarmi un giovane -e modesto- professionista, trovo sempre qualche elemento che mi fa dire: &#34;C&#8217;&#232; qualcosa che mi manca, non mi pare di aver fatto abbastanza, etc..!&#34;. Nella fattispecie il fatto di essere un libero professionista (uno dei tantissimi Kiw&#8217;s italiani), una ditta individuale,comincia a non bastami pi&#249;, sia per motivi puramente d&#8217;inserimento sociale (non &#232; sempre bello essere soli), sia per motivi pi&#249; tecnici: sento ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre stato un insoddisfatto della situazione in cui, per un motivo o per un altro, mi venivo a trovare. Anche ora, che posso considerarmi un <i>giovane</i> -e modesto- professionista, trovo sempre qualche elemento che mi fa dire: &quot;<cite>C&#8217;&egrave; qualcosa che mi manca, non mi pare di aver fatto abbastanza, etc..!</cite>&quot;. Nella fattispecie il fatto di essere un libero professionista (uno dei tantissimi Kiw&#8217;s italiani), una ditta individuale,comincia a non bastami pi&ugrave;, sia per motivi puramente d&#8217;inserimento sociale (non &egrave; sempre bello essere <i>soli</i>), sia per motivi pi&ugrave; tecnici: sento la necessit&agrave; di un substrato organizzativo (ad esempio il team) che mi faccia capire come dove e perch&egrave; lavorare in un gruppo e sento il bisogno di confrontarmi giorno per giorno con altre persone sia per un fatto di auto-valutazione, sia per apprendere da queste qualche cosa (anzi, tante cose) che magari il giorno prima non conoscevo.<span id="more-1"></span></p>
<p>Per questo motivo ho deciso di affiancare alla mia <i>vita</i> come libero professionista un&#8217;altra, per&ograve; come dipendente/consulente per una <i>qualsiasi</i> grande azienda, un rapporto che mi permetta di ampliare i miei orizzonti conoscitivi sia sulla tecnica che sull&#8217;organizzazione di gruppi in genere.<br />A tal scopo ho inviato a decine e decine di indirizzi selezionati (quelli a cui si arriva cliccando sul link &#8220;<i>Job Opportunities</i>&#8221; dei siti delle majors) il mio curriculum. Dopo aver scremato le offerte di lavoro <i>pazzesche</i> (leggi: &#8220;<a href="economy1.html">Si fa presto a dire New Economy</a>&#8220;) ho selezionato quelle pi&ugrave; interessanti (del calibro di <a href="http://www.bibop.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.bibop.it">Bibop</a> o <a href="http://www.inferentia.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.inferentia.it">Inferentia</a> per intenderci..) e mi sono presentato ad alcuni colloqui; dalla seconda scrematura applicata &egrave; venuto fuori il nome di un&#8217;azienda trevigiana, la <a href="http://www.e-tree.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.e-tree.com"><b>E-tree</b></a>, del gruppo <a href="http://www.etnoteam.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.etnoteam.it">Etnoteam</a>, che mi aveva fatto una buonissima impressione: letti in ufficio se si sta fino a tardi, pranzi e cene pi&ugrave; o meno offerti o facilitati dall&#8217;azienda, alloggio, una certa disponibilit&agrave; economica, ambiente di giovanissimi estremamente gioviali e disponibili, flessibilit&agrave; dell&#8217;orario lavorativo <i>incredibile</i> etc.. Insomma un bell&#8217;ambiente dove poter avere le esperienze che desideravo fare.</p>
<p>Mi presento al primo colloquio, direttamente coll&#8217;Amm.re Delegato, <a href="http://www.google.com/search?q=riccardo%2Bdonadon%2Be-tree" target="_blank" class="standard" title="http://www.google.com/search?q=riccardo%2Bdonadon%2Be-tree">Riccardo Donadon</a>, il quale nel giro di 15min 15 mi dice che ha capito quello che valgo, mi invita a valutare la possibilit&agrave; di lavorare con loro (ero ancora un po&#8217; restio in quanto non volevo impegnarmi pi&ugrave; di tanto, dati i miei pregressi impegni con i vari clienti..), e mi esorta a mettermi d&#8217;accordo con la Responsabile del Personale, in quel momento presente, per confermare successivamente la mia disponibilit&agrave;. A seguito di quel colloquio, previa mia dimostrazione d&#8217;interesse, ne avviene un altro che, invece che svolgersi con il &#8220;Numero 2&#8243; della ditta (almeno credo che sia il suo ruolo), avviene con un PM (ho appreso da poco che ci&ograve; non significa <dfn>Pubblico Magistero</dfn>, nell&#8217;ambiente produttivo, ma <dfn>Project Manager</dfn>), il quale, dopo aver testato la mia conoscenza di <acronym>HTML</acronym> proponendomi una semplicissima dimostrazione:
<ul>
<li>Scrivi il codice di una tabella con due celle;</li>
<li>Formattami questo testo con tal font, tali dimensioni e tal allineamento;</li>
<li>Fammi una casella di input con queste propriet&agrave;)</li>
</ul>
<p>..che ovviamente supero eccellentemente (..), mi dice che a loro mancano macchine (PC) e un posto in alloggio, e che quindi potrei venire da loro <i>in prova</i> per una settimana verso la met&agrave; di Agosto.</p>
<p>Visto che mi era stato proposto veementemente un periodo di prova di due mesi e mi erano stati garantiti alloggio e postazione di lavoro proprio dall&#8217;Amm.re Delegato, dopo essere tornato da Treviso a mani vuote nella mia citt&agrave;, mi rivolgo nuovamente alla Responsabile del Personale e le chiedo quale delle due affermazioni sia vera: &#8220;<cite>Vieni quando vuoi, ma il prima possibile che c&#8217;&egrave; tanto lavoro!</cite>&#8221; del Amm.re Delegato e del <i>Numero 2</i>, oppure &#8220;<cite>Non c&#8217;&egrave; posto, per ora, per te in quest&#8217;azienda!</cite>&#8221; fatta da uno dei Project Manager; dovevo fidarmi dei <i>Capi</i> oppure di <i>un Dipendente</i>?<br />Dopo un po&#8217; di botta-e-risposta telefonici capisco che forse il 3 Luglio riesco ad entrare in azienda con tutti, od almeno alcuni, crismi. Ma anche qui c&#8217;&egrave; un intoppo: il problema dei PC e dell&#8217;alloggio che non ci sono &egrave; reale e quindi l&#8217;<i>inizio dei lavori</i> &egrave; da posticiparsi a <b>Luned&igrave; 10 Luglio 2000</b>.<br />A questo punto sono gi&agrave; note, in quanto nell&#8217;accordo verbale vengono specificate, certe cose (lavorer&ograve; due mesi facendo una pausa gli ultimi dieci giorni di Agosto, avr&ograve; un alloggio condiviso con altre persone che mi sar&agrave; fornito direttamente dall&#8217;azienda, se ci <i>piaceremo</i> a vicenda potr&ograve; restare presso l&#8217;azienda), mentre di altre sono ancora all&#8217;oscuro (quanto percepir&ograve;, quali saranno le mie\r\nspese accessorie, quale sar&agrave; la modalit&agrave; contrattuale, etc..); in pratica la parte pi&ugrave; importante non viene detta; poco importa: &#8220;<cite>Pericolo &egrave; il mio secondo nome&#8230;!</cite>&#8220;, quindi accetto comunque, mi dico: &#8220;Si vedr&agrave;..&#8221;.</p>
<p><b>Iniziano i lavori&#8230;</b><br />Arrivo alle <b>09:40</b> di Luned&igrave; 10 luglio, dopo aver percorso quasi 200Km di <a href="http://www.autovie.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.autovie.it">autostrada</a> in due ore ed aver perso un&#8217;ora nel centro di Treviso per farmene neanche 10 (<a href="http://www.comune.treviso.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.comune.treviso.it">Piano Urbano del Traffico</a>, iniziato <i>proprio</i> quel giorno..), e mi dirigo subito dalla Responsabile del Personale -per scusarmi con lei del mio ritardo (l&#8217;orario di lavoro inizia alle 09:00)-, la quale mi accompagna direttamente <i>in loco</i>, dal loft dell&#8217;Amministrazione al grande spazio dell&#8217;Area operativa, dove mi affida a quel PM che avevo gi&agrave; conosciuto prima e che, pare, sar&agrave; il mio diretto <i>superiore</i>.<br />Costui, dopo avermi mostrato la mia stazione di lavoro, mi lascia li, contento io perch&egrave; potevo, in attesa d&#8217;<i>istruzioni</i>, settare il mio client e-mail ed installarmi la <b>mia</b> versione di <a href="http://www.microsoft.com/office/" target="_blank" class="standard" title="http://www.microsoft.com/office/">Ms.Office 2000</a>  come software base [in quanto, oltre alle altre conosciute applicazioni, contiene <a href="http://www.microsoft.com/frontpage/" target="_blank" class="standard" title="http://www.microsoft.com/frontpage/">Ms.Front Page</a>, che &egrave; quello che uso di pi&ugrave; -considerando che <a href="http://www.notepad.org" target="_blank" class="standard" title="http://www.notepad.org">Ms.Notepad</a> (col quale in questo momento sto editando questo articolo) &egrave; un <i>must</i> pressoch&eacute; ovvio- tra gli <a href="../wd/editors1.html" title="HTML: Editors testuali vs Editors visuali?">editors</a> <acronym>HTML</acronym>].</p>
<p>Dopo un po&#8217; di tempo (<b>10:30 AM</b>), disgraziatamente dopo essermi abituato ad un <a href="http://www.microsoft.com/windows98/" target="_blank" class="standard" title="http://www.microsoft.com/windows98/">Win98</a> con hardware <i>potentissimo</i> (..), questo PM torna e mi dice di spostarmi su un altro PC per essere pi&ugrave; <i>dentr<br />
o</i> il gruppo di miei colleghi: quest&#8217;altra macchina &egrave; un <a href="http://www.microsoft.com/ntworkstation/" target="_blank" class="standard" title="http://www.microsoft.com/ntworkstation/">WinNT 4.0 WS</a> un po&#8217; pi&ugrave; lenta, appena da configurare per l&#8217;accesso alla intranet aziendale e come utente, e disgraziatamente piena di softwares <dfn>Shareware</dfn>>, <acronym>Mp3</acronym>, ed una dotazione browser scadente (pare necessario che utilizzi un <a href="http://www.microsoft.com/windows98/" target="_blank" class="standard" title="http://www.microsoft.com/ie/">Ms.IE 4.0</a> ed un <a href="http://home.netscape.com/" target="_blank" class="standard" title="http://home.netscape.com">Ns.Communicator</a> di analoga versione in quanto lo richiedono i vari test sulla compatibilit&agrave; browser, peraltro giusti ed obbligatori..).</p>
<p>Non mi viene data ancora alcuna <i>istruzione</i> e quindi, dopo le opportune configurazioni fatte dal mio gentile ed amabile vicino (che pare sia il <dfn>Guru</dfn> dei sistemi..), comincio a navigare nella intranet aziendale dove, sempre secondo questo simpatico personaggio, potrei trovare e scaricare alcuni editors <acronym>HTML</acronym> <dfn>shareware</dfn> ed altre <dfn>utilities</dfn>. Trovato il client e la cartella indicatemi mi scarico <a href="http://www.sausage.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.sausage.com"><b>HotDog</b></a> e <a href="http://www.allaire.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.allaire.com"><b>HomeSite</b></a>, due <i>sharewares</i> molto buoni, e li installo, visto che non sono un utilizzatore di <a href="http://www.macromedia.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.macromedia.com"><b>Macromedia Flash</b></a> e che quest&#8217;ultimo &egrave; l&#8217;unico programma, che si avvicini all&#8217;editing per il web, contenuto nella macchina. Dopo l&#8217;installazione il mio compagno mi chiede se voglio che mi dia il necessario per <dfn>crackare</dfn> i due sharewares ed io gli rispondo che per ora il tempo massimo d&#8217;uso dei 30 giorni mi va pi&ugrave; che bene (spero infatti sempre di poter utilizzare uno strumento pi&ugrave; veloce ed usabile come un editor visuale, diciamo <i>almeno</i> <a href="http://www.macromedia.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.macromedia.com">Dreamweaver</a>..).</p>
<p>Dopo pi&ugrave; di due ore (<b>00:40 PM</b>), a ridosso della pausa pranzo (dalle 13:00 alle 14.30), di zapping sui vari client in cerca di fare qualcosa, finalmente torna il PM di prima che mi da da fare una paginetta web di un&#8217;azienda che non ricordo: un po&#8217; di tabelle e <dfn>Resize &#038; Cut</dfn> del .pdf, che costituisce l&#8217;unica dimostrazione del layout del sito. Comincio piano, effettivamente rallentato dalla scarsa usabilit&agrave; di un qualunque editor testuale (se usato non affiancato ad uno invece visuale), ma non mi preoccupo: anche gli altri, i miei <i>colleghi</i> che gi&agrave; erano la prima di me e che dovrebbero essere avvezzi alle difficolt&agrave; tecnico/cognitive del testuale, vanno piano; oltre ad avere gli stessi problemi d&#8217;approccio miei questi se la prendono davvero con calma, mentre io mi affatico a gestire codice.<br />Arriva subito la pausa pranzo e, dopo aver dato un occhiata al pasto proposto (degli alimenti surgelati da acquistare ed inserire, in coda con gli altri affamati, nel microonde del cucinotto), decido di recarmi nel primo snack-bar disponibile; fortunatamente c&#8217;&egrave; un locale a neanche 100m dalla E-tree e quindi mi ci fiondo dentro ordinando una <a href="http://www.coca-cola.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.coca-cola.com">Coca-Cola</a> ed un panino (? 15.000).</p>
<p>Finisco presto e torno in azienda, dove, tra una boccata di sigaretta e l&#8217;altra, mi metto a fare le telefonate di routine (clienti, morosa, etc..) attendendo le 14.30. Seguendo i miei ritmi <i>handicappati</i> comunque mi adeguo alla velocit&agrave;, alle ripetute interruzioni ed al <dfn>Free-Surfing</dfn> altrui e finisco la pagina dopo qualche ora, quasi alla fine dell&#8217;orario di lavoro (<b>05:50 PM</b>). Presentato il risultato al mio vicino, che funge pure da mio supervisore,  dopo una ventina di minuti questo mi fa notare che su <a href="http://www.netscape.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.netscape.com">Netscape</a> la visualizzazione non &egrave; corretta (colpa da attribuire ad un &#8220;<i>a capo</i>&#8221; proprio nel codice) e mi saluta rimandandomi a domani. Io mi <i>incazzo</i> -non avevo mai fatto un errore del genere- e decido di restare in azienda oltre l&#8217;orario di lavoro: aperto il <b>mio</b> <a href="http://www.microsoft.com/frontpage/" target="_blank" class="standard" title="http://www.microsoft.com/frontpage/">FrontPage 2000</a>, installato sulla prima macchina affidatami, rifaccio tutto daccapo nel giro di una decina di minuti, ottenendo risultati migliori, e lascio un dischetto con la versione corretta che il mio vicino potr&agrave; vedere\r\nl&#8217;indomani.</p>
<p>A questo punto devo andare in alloggio, ma so (perch&egrave; mi era stato riferito qualche ora prima) che devo attendere una persona, il mio compagno di stanza, che mi accompagni a circa 5Km dall&#8217;azienda, a <a href="http://www.comuneponzanoveneto.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.comuneponzanoveneto.it">Ponzano Veneto</a>. </p>
<p>Nell&#8217;attesa di questo mio compagno di stanza provo a mangiare la cena preparata dal cuoco aziendale: pasta con carne e fagioli che posso prendere direttamente dalla pentola del cucinotto posto all&#8217;entrata dello stabile, tra alcuni uffici ed i servizi igenici.<br />Alle <b>09:30 PM</b> mi trovo con questa persona e mi avvio verso la localit&agrave; dove sta l&#8217;appartamento, che raggiungo in circa una decina di minuti.</p>
<p>L&#8217;appartamento &egrave; bello, anche se non ha l&#8217;aria condizionata come quello che mi era stato proposto in mattinata, ed ha tutto il necessario: cucina economica con attigua <i>sala televisione</i> (quest&#8217;ultima fornita da una compagna di stanza, PM), bagno con vasca e lavatrice verticale e due stanze (una per la PM, e l&#8217;altra per noi due maschi, con un letto a castello).<bR><br />Insoddisfatto, ovviamente, della <i>pseudo</i>-cena in E-tree decido di uscire (<b>10.20 PM</b>) e trovo un&#8217;ottima osteria proprio a <a href="http://www.comuneponzanoveneto.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.comuneponzanoveneto.it">Ponzano Veneto</a>, dove bevo un buon <dfn>Fragolino</dfn> con dei biscottini alle mandorle e posso vedere l&#8217;inizio di <a href="http://www.porkysmovies.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.porkysmovies.com"><i>Porky&#8217;s II</i></a>, ed incamminarmi poi verso l&#8217;appartamento per andare a dormire.</p>
<p><b>Il Secondo Giorno..</b><br />..Mi sveglio sufficientemente presto da organizzarmi con i miei due compagni per l&#8217;uso del bagno e riuscire pure ad essere in E-tree alle <b>09:00 AM</b>, tanto per non fare il ritardo del giorno prima, scoprendo che praticamente solo pochi arrivano a quell&#8217;ora: la maggior parte arriva tra le 09.20 e le 09.45, cominciando poi a lavorare intorno alle 10.0 0, dopo un sano caff&eacute; dalla macchinetta che funziona sia a monete che a chiave magnetica (cauzione = ? 10.000 per credito = ? 0).</p>
<p>Il mio compagno &egrave; arrivato alle 09.30 e  subito gli mostro orgoglioso la correzione della pagina del giorno prima; lui conferma che va tutto bene e comincia a smanettare sul suo PC (<b>10:15 AM</b>).<br />Circa alle <b>10:40 AM</b> si rivolge nuovamente a me mostrandomi la <i>sua</i> creazione, l&#8217;home page del sito <a href="http://www.gialloviaggi.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.gialloviaggi.it">GialloViaggi</a> e chiedendomi se avevo mai lavorato coi cookies lato client (<code>Javascript</code>). Io gli dico che, pur conoscendo la problematica, non ho mai usato prima questo tipo di cookies per il fatto stesso che non ne ho mai avuto la necessit&agrave;, ma comunque dovrei riuscire a venirne fuori grazie al <i>tomo</i> su <code>Javascript</code> che mi sono portato dietro (<b>11.20 AM</b>). Cos&igrave; puntualmente accade, anche se con qualche piccolo intoppo (il<br />
 cookie non fa il suo dovere in quanto entrambi non riusciamo a rintracciarlo e cancellarlo dalle directories di files temporanei internet di NT per la prova funzionale), portandoci direttamente alla pausa pranzo (<b>00:00 PM</b>).</p>
<p>Oggi il cuoco ha fatto pasta fredda, che non mi piace, e quindi decido di recarmi nuovamente all&#8217;esterno dell&#8217;azienda. Trovo un altro posto, pi&ugrave; economico di quello del giorno prima, dove mangio un toast e bevo un Th&eacute; freddo (? 5.000); torno subito in azienda e scarico la posta.</p>
<p>Dalle <b>02:30 PM</b> alle <b>06:00 PM</b> nessuno mi da alcun&#8217;<i>istruzione</i>, probabilmente perch&egrave; sono visibilmente impegnato a navigare su <a href="http://www.insidedhtml.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.insidedhtml.com">Insidedhtml.com</a> alla ricerca di idee e scripts per implementare con una funzione di aiuto il settaggio di campi testo nel motore interno di ricerca, su date di Inizio e Fine periodo vacanza, sempre sul sito <a href="http<br />
//www.gialloviaggi.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.gialloviaggi.it">GialloViaggi</a>.</p>
<p>Verso le <b>06:00 PM</b> mi rivolgo al mio vicino/supervisore e gli espongo quello che sto cercando: uno scriptlet che, date le coordinate <kbd>X</kbd> e <kbd>Y</kbd> del Client, generi un layer contenente un men&ugrave; dinamico per le date (tipo quello di <a href="http://www.microsoft.com/outlook/" target="_blank" class="standard" title="http://www.microsoft.com/outlook/">Ms.Outlook</a> o quello delle ultime versioni di <a href="http://www.microsoft.com/windows/" target="_blank" class="standard" title="http://www.microsoft.com/windows/">Windows</a>) cliccando i vari elementi del quale vengano automaticamente riempiti i campi testo <code>giorno</code>, <code>mese</code> e <code>anno</code> del modulo di ricerca. Il mio vicino sembra entusiasta ma poi, laconicamente, mi dice che nessuno ha fatto espressa richiesta di quest&#8217;implementazione, e che, nel dubbio, era quindi meglio lasciar stare.<br />Con questa <i>delusione progettuale</i> mia, e del mio vicino (al quale, deduco quindi, piacciono ugualmente le <i>sfide</i> professionali di questo tipo, ovvero di quelle che danno valore aggiunto nel prodotto finale), termina pure il secondo giorno di lavoro, che si chiude poi, effettivamente, qualche ora dopo, sempre nella stessa osteria del giorno prima.</p>
<p><b>Il Terzo Giorno..</b> <br />..Arrivo ancora in perfetto orario, osservando nuovamente il ripetersi della scena del ritardo di massa del giorno prima. Quest&#8217;oggi tutti sembrano per&ograve; pi&ugrave; svegli, infatti ciascuno decide di aprire il proprio <a href="http://www.winamp.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.winamp.com">WinAmp</a> e di far suonare contemporaneamente a ciascun PC una canzone diversa tra i tanti <acronym>MP3</acronym> contenuti nella intranet..<br />Anche oggi &#8220;<i>nulla di nuovo sul fronte occidentale</i>&#8220;: nessuno mi domanda di fare qualcosa.<br />Tuttavia ho il mio da fare a divertirmi perch&egrave; <i>quello nuovo</i> (come se io fossi gi&agrave; un veterano..?), seduto dietro di me, chiede al suo rispettivo supervisore un qualcosa che io non capisco, ma sono in grado di sentire quest&#8217;ultimo rispodergli: &#8220;<cite>Guarda! Per formattare il testo con questo font e questa dimensione devi scrivere: <code>..font face=".." size=".." ..</code></cite>&#8220;. Questo fatto desta tanta ilarit&agrave; in me che ho la fortuna che un <i>mio</i> cliente mi chiami perch&egrave; senno rischierei di mettermi a ridere di gusto..</p>
<p>Non succede <b>nulla</b> sin circa le <b>05:30 PM</b>, quando il solito PM mi avvicina seduttivo e mi dice che avr&agrave; bisogno della mia disponibilit&agrave; di un&#8217;oretta per spiegarmi cosa ci sia da fare su un sito  per la <a href="http://www.e-familybnl.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.e-familybnl.it">BNL</a>, cosa che gli &egrave; stata a sua volta spiegata dalla collega PM che avevo vista con lui sino a quel momento (circa due ore..). Chiaramente non se ne fa niente: subito dopo il PM sparisce in qualche <i>meandro</i> aziendale ed alle <b>07:30 PM</b> io sono cos&igrave; stufo di aspettarlo che me ne vado a casa, mi lavo e riesco verso l&#8217;ormai famigliare osteria..</p>
<p><b>Il Quarto Giorno</b><br />Oramai mi sono ambientato: al mio arrivo (<b>09:05 AM</b>), gi&agrave; ristorato da brioche e cappuccino presi in un bar sulla strada da <a href="http://www.comuneponzanoveneto.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.comuneponzanoveneto.it">Ponzano Veneto</a> a <a href="http://www.comune.treviso.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.comune.treviso.it">Treviso</a> (in cui ho avuto l&#8217;ennesimo sospetto che i Trevigiani non conoscano altra cronaca che quella locale -per non dire &#8220;<i>paesana</i>&#8220;..-, perdipi&ugrave; prendendo come fonte esclusiva &#8220;<a href="http://www.ilgazzettino.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.ilgazzettino.it">Il Gazzettino</a>&#8220;..) prendo a parlare con gli altri <dfn>aficionados</dfn> della sigaretta mattutina prima di entrare al lavoro.<br />Scopro che i miei colleghi (anche quelli che solitamente non vedo perch&egrave; l&#8217;ex-fabbrica sede dell&#8217;Azienda &egrave; grande e ripartita in ampii spazi per ciascuna <dfn>Divisione</dfn>) sono Veneti, ma anche Lombardi, Emiliani, Trentini e pure della mia regione (Friuli-Venezia-Giulia); in sostanza, una sorta di &#8220;<i>Triveneto allargato</i>&#8220;. L&#8217;et&agrave; &egrave; compresa tra i 20 ed i 30 anni, con alcune eccezioni di over-30.<br />Alcuni di essi si fanno, ad esempio, andata e ritorno ogni giorno da Mestre (non che sia una gran distanza, per&ograve;..) perch&eacute; &egrave; li che vivono con la loro famiglia, altri magari studiano (Scienze della Comunicazione ed Ing.Informatica sembrano i corsi di laurea pi&ugrave; gettonati..) ed altri ancora stanno pensando di metter su la propria di famiglia. Tutti, o comunque una buona parte, pensano gi&agrave; di far parte di una <i>grande famiglia</i>: quella dell&#8217;E-tree..</p>
<p>Il <i>vero</i> giorno lavorativo inizia <i>tardi</i> a causa di una lunga telefonata del mio PM con un cliente alle prese con allegati <i>invisibili</i> nelle e-mail che doveva mandare all&#8217;E-Tree con materiali da inserire nel suo sito. Provo empatia per la frustrazione del mio PM, evidentemente in difficolt&agrave; con richieste cos&igrave; banali, ma lo stesso troppo difficili per un <i>non-tecnico</i>, e gli do una mano chiedendogli di passarmi al vivavoce il cliente. In una decina di minuti di conversazione resa gracchiante da un impianto certamente di non sublime qualit&agrave; il problema &egrave; risolto, il cliente &egrave; contento e si pu&ograve; cominciare a parlare del sito <a href="http://www.e-familybnl.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.e-familybnl.it">BNL</a> (<b>11:15 AM</b>) ed iniziare i lavori (<b>11:30 AM</b>!!).<br /><bR>La cosa &egrave; abbastanza semplice -spiego al PM- e la soluzione funzionale proposta (un misto tra codice <dfn>client-side</dfn> e <dfn>server-side</dfn>..) sembra di rapida applicabilit&agrave;. Alle <b>01:30 PM</b>, e dopo essermi messo d&#8217;accordo con chi doveva occuparsi dell&#8217;<acronym>JHTML</acronym> (E-tree usa <a href="http://www.atg.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.atg.com"><b>Dynamo</b></a> -sul quale propro il giorno prima si &egrave; tenuto un rapido corso cui comunque non ho potuto partecipare..- e tenta di mettere <acronym>JHTML</acronym> ovunque pu&ograve;..), anche questa attivit&agrave;, bench&eacute; di quelle un po&#8217; <i>pallose</i>, si conclude efficacemente, ed il mio PM mi loda per la buona soluzione proposta.</p>
<p>Tornato dal pranzo <b>02:30 PM</b> scopro che l&#8217;intraprendenza paga solo i fortunati, ed io non sono proprio un fortunato: dato che sembro molto avvezzo al <acronym>dHTML</acronym> (<dfn>Dynamic <acronym>HTML</acronym></dfn>), ovvero a &#8220;<i>creare bei effetti visivi sulle pagine</i>&#8221; senza usare <a href="http://www.macromedia.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.macromedia.com">Flash</a>, pare che il mio <i>ingegno</i> (??) sia ci&ograve; che serve per rivedere e rifinire <a href="http://www.milanofreestyle.it" target="_blank" class="standard" title="http://www.milanofreestyle.it">Milano Freestyle</a>. Passo dunque tutto il pomeriggio a fare una revisione del codice di tal sito (penso al 99% <i>statico</i>) ed ad inserirvi funzioni <acronym>dHTML</acronym> di varia natura, in modo da renderlo pi&ugrave; <i>smart</i> (o piuttosto di renderlo tale tout-court..).</p>
<p>Finisco abbastanza presto il lavoro, ma &egrave; comunque tardi (per me), le <b>08:15 PM</b>. Il PM &egrave; contento perch&eacute; pensava ci volessero almeno due giornate piene, ed anch&#8217;io perch&eacute; io stesso avevo gl&#8217;avevo sovrastimato l&#8217;impegno ad <i>almeno</i> una giornata piena.</p>
<p>Comunque &egrave; ora di cena (per me, <b>08:30 PM</b>) e vorrei poter fruire di una delle tanto decantate virt&ugrave; dell&#8217;azienda, ovvero della possibilit&agrave; (il goved&igrave; ed il venerd&igrave; sera, ma credo anche nel week-end..) di ordinare una bella pizza e farla pagare all&#8217;E-tree. Peccato<br />
che l&#8217;azienda offre si questo benefit, mi viene detto, ma che <b>si possa ordinare la pizza soltanto verso le 09:00 PM, per riceverla non prima delle 09:30-10:00 PM</b>, il che vuol dire che solo chi si attarda <i>davvero</i> al lavoro (diciamo chi fa la pausa per la cena e poi -come &egrave; uso- resta in ufficio sino a mezzanotte e spesso oltre) gode di questo <i>regalino</i>, chi invece fa gi&agrave; un <i>semplice</i> straordinario (chiaramente non pagato) fino alle 09:00 PM, ad esempio, resta a bocca asciutta.</p>
<p>Non mi resta che tornarmene a <i>casa</i> (sono un tipo abbastanza &#8220;<i>adattativo</i>&#8221; e, diciamo, &#8220;<cite><a href="http://www.motown.com" target="_blank" class="standard" title="http://www.motown.com">Wherever I Lay My Hat&#8230; That&#8217;s My Home..</a></cite>&#8220;..) per la solita doccia e per poi rifugiarmi in osteria. Questa sera c&#8217;&egrave; un&#8217;ottima (per non dire eccelsa) <i>pasta e fagioli</i> e non mi lascio scappare l&#8217;opportunit&agrave; di fare il bis, seduto al fresco (per fortuna!) in giardino ed allietato da un buon vino.</p>
<p><b>Quinto giorno</b></p>]]></content:encoded>
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