Sono aaaaanni che lavoro da casa ma è solo da qualche manciata di giorni – dopo aver a lungo invidiato quelli che, ad esempio, già alla fine fegli anni ’90, potevano amministrare server da remoto col loro Nokia Communicator – che posso definirmi a pieno titolo un “workshifter“. Un nuovo cliente, che avrebbe potuto benissimo impormi continuativamente dell’attività on-site, mi ha offerto l’opportunità di gestirla al massimo della flessibilità. Così sto cominciando a dar fondo alle possibilità del mio device Android: smanetto con AndFTP fra il mio server domestico e quelli di destinazione (ovviamente predisponendo in anticipo i file da trasferire..), faccio vari tipi di diagnosi via SSH od altro, mi “relaziono“, nel rispetto della mia reperibilità, via e-mail (ed eventualmente pure via Skype), tengo persino sotto stretto controllo le ore lavorate con Toggl e la sua app; faccio anche query MySQL ma mi tocca farle a memoria perché manca ancora una (decente) app di gestione. Datemela – e magari datemi anche una tastiera wireless – e, se non smuoverò il mondo, almeno mi muoverò liberamente in esso.
Pare che la passione per gli Infographic non sia mai sopita in me, forse per la loro straordinaria capacità di sintesi di vari concetti. Questa volta è il turno d’un infographic comparso ieri su walyou ed antropomorfizzante i browser oggi in circolazione con i volti dei (soliti) VIP cinematografici. È interessante notare come ad ogni celebrity corrisponda anche un breve profilo descrittivo. Per l’accoppiata Matthew McConaughey – Ms. IE 7, ad esempio, si dedica un «Dopo anni nei quali gli si è data occasione dopo occasione, la performance non è migliorata»; eccezionale, invece, il Neo di Matrix che non abbisogna di un browser per parsare e renderizzare le pagine Web perché, ovviamente, le vede così come sono.. Triste, infine, la scelta di Matthau per Netscape. Il secondo, come il primo, infatti, non è stato dimenticato: c’è chi, come il sottoscritto, lo usa ancora e spesso. Scriverò a Shane Snow, più che altro per sapere se esiste la possibilità di avere questa rappresentazione della Browser War in formato poster.
Sortisce pareri discordanti l’avvento della Circolare 23692/10 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla valutazione dello Stress lavoro-correlato in attuazione del Testo Unico sulla Salute e la Sicurezza nel Lavoro: da un lato vi è chi reputa le nuove disposizioni – orientate alla necessità di determinare e correggere le eventuali fonti di usura psichica nelle organizzazioni – un grande smacco per coloro che vivono il dramma del precariato, dall’altro vi e chi reputa questo un disincentivo (ulteriore..) all’assunzione di personale. Vi è chi, infine, si dichiara abbastanza scettico sulla volontà di materiale applicazione di tali, indisicutibilmente sacrosante, ordinanze. Non si può non essere d’accordo con tutti questi punti di vista, sui quali merita però fare alcune considerazioni.. (more…)
Su Six Revisions ieri è apparso uno spassoso post sulle differenze fra Web Designer e Web Developer, argomento di epica contesa sin dagli albori, in cui, però, c’erano soprattutto Web Master che si occupavano un po’ di tutte le fasi della Produzione Web.
Ricordo bene quei tempi, come del fatto che, pur essendo diventato alla fine un developer, ho sempre rifiutato l’accezione squisitamente grafica applicata ai web designer. Per me un designer è prima di tutto un progettista, che nell’ambito Web spazia dall’aspetto dell’Information Architecture a quelli del Content e dell’Usabilità, e solo di striscio per la “grafica” (pure animata), per cui esistono figure professionali precise.
Ma i tempi cambiano, e non da oggi: già sette-otto anni fa era possibile assistere a questa polarizzazione dei compiti e delle competenze, e non sempre con conseguenze positive. Benché con un sorriso ironico ben stampato in faccia ammetto di essere finito in Jurassic Park..
Pare che stiano volgendo ad “un” termine – tutti sanno bene che non si finisce mai davvero – i lavori di ristrutturazione della mia casa iniziati nell’estate del 2008. A parte qualche piccolo intervento qua e la il solo vano che, vuoi per l’impegnativo 2008, vuoi per gli incasinati 2009 e 2010, è evidentemente ancora impreparato e disadorno è lo studio/ufficio.
via Telelavoro Blog