L’avvento dell(e applicazioni da) ufficio virtuale
È notizia di qualche giorno fa: Google, dopo aver acquisito da Writely la tecnologia per offrire agli utenti un editor testuale (tipo OpenOffice Writer) avviabile da browser (Firefox), ha reso pubblica la Beta di un analogo servizio, dedicato, però, ai fogli di calcolo: Google Spreadsheets.
Al momento l’accesso viene limitato grazie ad un modulo di iscrizione, ed un domani pare che solo gli utenti GMail potranno accedere a tale servizio, in linea con quelle che sembrano ormai essere le prospettive commerciali di Google.
I commenti provenienti dai vari schieramenti (da una parte i fans incalliti dell’azienda di Redmond, dall’altra tutti gli altri) sono stati contrastanti, ma il fatto è comunque epocale..!..Già, perché la guerra sembra davvero iniziata: da un lato le applicazioni da ufficio "classiche", ossia quelle da installare ed utilizzare su un singolo computer, dall’altro quelle ormai "on demand", non residenti sul computer locale ma fruibili in tutto e per tutto attraverso Internet.
Sia Google Ss che l’editor testuale si basano su scripting lato utente (il gruppo di tecnologie impiegato è l’AJAX, Asynchronous Java-script And XML) che spostano sul browser l’attività di calcolo e rendering grafico dell’applicazione, mentre attraverso l’XMLHttpRequest avviene la sincronizzazione dati client-server. Queste applicazioni consentono sia d’importare che di salvare file (sia sui pc locali che sul server) tipici di Microsoft Office (.doc, .xls, etc.) e, benché non ancora del tutto (tecnicamente) competitive con quelle tradizionali, iniziano a farsi strada nell’utenza che non chiede prestazioni troppo particolari. Sia AJAX che XMLHttpRequest - ed anche XUL (XML User Interface Language), per la customizzazione e la costruzione di estensioni per Firefox - sono tecnologie estremamente giovani, il cui sviluppo, e impiego pratico, hanno ancora ampi spazi di crescita. Ragion per cui ci si può aspettare, nel futuro immediato, un’imponente evoluzione pure dei prodotti derivati, come le applicazioni da ufficio fruibili da Web.
Va detto che se, da un lato, c’è un colosso come Google - che desidera conquistarsi questa nuova frontiera commerciale -, e dall’altro c’è la Comunità Open Source - la prima a credere e spingere su applicazioni non legate ad alcun monopolio esistente, o futuro -, sul terzo c’è Microsoft, interessata sia a difendere il suo predominio sulle applicazioni da ufficio sia a trovare nuovi modi di vendita del suo software. Secondo gli analisti finanziari, infatti, che osservano attentamente questi sviluppi della tecnologia, si tratterebbe di passare da un modello distributivo, in cui le applicazioni vengono fisicamente vendute (o scaricate a pagamento), a uno erogativo, nel quale le applicazioni non siano vendute ma affittate all’utente secondo delle sorte di abbonamenti.
Che Microsoft possa così diffondersi nei mercati emergenti - o almeno ridurre il fenomeno dell’uso improprio dei propri software.. - interessa molto poco. Ciò che interessa è che Office Live™ è ormai in versione Beta, ossia a breve dovrebbe diventare definitivamente operativo e commercializzabile. E se la company che detiene la maggior fetta nel mercato delle applicazioni da ufficio si spinge in questa direzione, probabilmente ciò significa che è questa la strada da seguire per soddisfare i requisiti operativi dell’utenza di oggi e di domani. Un’utenza sempre più mobile e delocalizzata, per cui è essenziale il fatto di poter accedere da qualunque luogo ai propri documenti, e sempre da qualunque luogo poterli modificare e condividere con colleghi e collaboratori.
Microsoft, a dire la verità, sta effettuando il porting di un gran numero di sue applicazioni (soprattutto aziendali) verso la modalità ";Live™", ossia il marchio col quale l’azienda di Redmond identifica questi servizi erogabili via Internet ed accessibili col solo browser. A essere "Live™", infatti, oltre alla nota suite da ufficio, è anche il servizio di Instant Messaging (vedasi più avanti), quello di gestione di e-mail (Live™ Mail), quello di scansione antivirale del computer (Live Safety Center) ed, infine, un applicativo di CRM denominato Dynamics CRM Live. Va aggiunto che gran parte dei servizi già erogati dagli application server di Microsoft (Exchange, SQL, Project, SharePoint, etc..) sono già dotati di interfaccia Web (browser)..
Ciò che predispone all’utilizzo telelavorativo di queste applicazioni è la loro stessa architettura di sistema. Un client che s’occupa di gran parte della elaborazione spiccia dei documenti (la loro visualizzazione, formattazione dei testi, creazione/importazione di oggetti grafici, etc.) ed un server, il cui scopo è di fungere, oltreché da repository documentale (anche in questo caso vi è un uso esteso dei workspaces descritti in precedenza), anche da repository funzionale: funzioni particolari (formule statistiche da foglio di calcolo, effetti speciali su testo, integrazione con basi di dati, etc..) possono essere caricate sul client su richiesta, mentre quelle basilari sono state caricate da subito. In mezzo Internet, attraverso cui sia i bit delle funzioni che quelli dei documenti possono passare, eventualmente, - anche se tale caratteristica non è stata ancora implementata sulle versioni base (comunque in beta) - crittografati, assicurando così alti livelli di sicurezza e di privacy. L’unico requisito software per l’utente è il possesso di un comune browser, il che permetterebbe anche ad utenti di OS differenti d’interagire sullo stesso corpus documentale senza bisogno di filtri o plug-in (sussiste cioè una caratterizzazione cross-platform di queste applicazioni).
Va aggiunta, a questo punto, un’altra piccola nota tecnica. L’architettura di queste applicazioni, in cui il repository funzionale è remoto, permette, oltre a una grande standardizzazione della forma dei documenti - grazie al fatto che i modelli aziendali vengono stabiliti centralmente e da qui poi distribuiti - anche la standardizzazione degli strumenti a disposizione di impiegati e tecnici, che possono pure venir personalizzati (o realizzati da zero) secondo le esigenze aziendali, per essere poi diffusi in real time in tutta l’azienda.
